Duplice omicidio di Loreto:
sette i colpi esplosi
Un colpo fatale al torace a Rita Pulvirenti, tre a Vincenza Mannino, rimasta miracolosamente solo ferita, poi altri tre a Silvana Mannino freddata da due proiettili alle gambe e uno alla base anteriore del collo. Avrebbe sparato sette volte con questa sequenza, secondo il responso delle autopsie eseguite oggi, Claudio Alberto Sopranzi, 51 anni, che il 28 luglio, con una Beretta cal. 7,65, ha ucciso la madre – Rita, 54 anni – e la sorella – Silvana, 30 – dell’ex fidanzata Vincenza, 28 anni, ora ricoverata in ospedale.
Gli accertamenti autoptici, eseguiti dal medico legale, il prof. Adriano Tagliabracci, presso gli Ospedali Riuniti di Ancona, sono durati oltre quattro ore. Contribuiranno a chiarire la dinamica del duplice omicidio e del tentato omicidio avvenuti in una villetta a Grotte di Loreto (Ancona), di proprietà della Pulvirenti e del marito, di origine siciliana, dove le due sorelle si trovavano in vacanza con i tre figli da una decina di giorni.
Vincenza sarebbe stata colpita due volte alle gambe e una al bacino mentre era tra Sopranzi e la sorella, forse nel tentativo di proteggerla. Forse è stata la frustrazione di non poter riallacciare la relazione con la donna (sposata e madre di due figli), durata quattro anni e interrotta un anno fa quando lei si era riavvicinata al marito, o l’astio nei confronti di una famiglia che osteggiava quel legame, a portare Sopranzi al folle gesto.