Industria insalubre a Valleverde
I comitati insorgono

Sale la protesta, ora la decisione spetta al Consiglio comunale
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di Alessandra Pierini

La zona di Valleverde, immediatamente a ridosso della pieve romanica di San Claudio, è nuovamente al centro di proteste di comitati e cittadinanza che non accettano i provvedimenti presi dall’amministrazione sul futuro dell’area. Il pericolo è rappresentato questa volta da un’industria chimica insalubre di prima classe, la Giorgini, che produce iniettati plastici e che dovrebbe sorgere proprio di fronte all’area produttiva di Valleverde. La variante al Piano regolatore “Suap Giorgini” sarà discussa in Consiglio Comunale in questi giorni, dopo che la Conferenza dei Servizi si è pronunciata favorevolmente lo scorso 4 dicembre. La sigla Suap sta ad indicare una procedura accelerata utilizzata da imprese che evitano in questo modo alcuni passaggi burocratici. Il Coordinamento per la Tutela del paesaggio delle Marche e il Comitato Tutela San Claudio rappresentati dall’Arch. Marta Massetani e dal Dott. Stefano Quarchioni, insieme all’avvocato Gianfranco Borgani per Legambiente hanno convocato una conferenza stampa volta a sollevare la problematica tra la cittadinanza, a sollecitare il dibattito politico finora mancato e a chiedere una maggiore lungimiranza quando si fanno scelte di questo tipo.
“La Giorgini – spiega l’Architetto Massetani – chiede una variante di notevole entità in quanto impegnerà 7 ettari di territorio agricolo e di valore storico e ambientale e 110.000 mc di costruzioni, corrispondenti a 350 appartamenti circa. L’azienda, proveniente da Montecosaro, ha già comunicato a chiare lettere che non amplierà in alcun modo la sua forza lavoro composta al momento di 25 persone. Non c’è quindi nessun vantaggio economico per Macerata, mentre molti sono gli svantaggi per il nostro paesaggio, per le attività agricole e agrituristiche esistenti in zona e non c’è nessuna garanzia che le emissioni della Giorgini non producano effetti nocivi sulla salute dei residenti. Grave è anche che la Conferenza dei Servizi si sia espressa favorevolmente senza tener conto del parere sfavorevole del Settore Ambiente della Provincia di Macerata, il quale è arrivato addirittura dopo il suo pronunciamento.”

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Il Comitato ha organizzato diversi incontri che hanno visto la partecipazione di centinaia di persone e proprio in considerazione dell’adesione da parte della popolazione oggi ritiene di dover sollevare il problema. “Qualora l’azienda Giorgini venisse accettata – va avanti Stefano Quarchioni – si creerebbe un precedente che tra l’altro contrasta con il divieto di allocazione di imprese insalubri sancito nella Convenzione di Lottizzazione della Valleverde. Non si tiene conto della sensibilità particolare dell’area in cui sono stati ritrovati anche reperti di epoca romana, senza considerare poi che in base alle nostre ricerche presso l’Archivio Gregoriano, la strada sulla quale sorgerebbe la Giorgini è una strada storica che conduceva fino a Fermo. Ebbene una questione così importante è stata inserita nell’ordine del giorno aggiunto del Consiglio Comunale. L’ordine del giorno aggiunto è stato inviato ai Consiglieri solo sabato 30 gennaio e prevede 13 punti, il che vuol dire che il punto relativo alla Suap Giorgini sarà discusso a tarda ora e di certo in maniera non adeguata rispetto alla rilevanza del tema.
Anche l’avvocato Borgani, rappresentante di Legambiente ha preso a cuore la questione: “Ci hanno comunicato – inizia – ed è molto spiacevole, che  alcuni consiglieri sono stati invitati al voto favorevole. Mi preme far presente che i consiglieri devono votare come credono, pronunciarsi in maniera motivata ma senza temere in alcun modo ritorsioni. Ci domandiamo perchè la Giorgini voglia passare da 5.000 a 70.000 metri quadri e perchè voglia realizzare ben 8 corpi di fabbrica. Crediamo sia importante sfruttare meglio il costruito che abbiamo anzichè continuare a compromettere il nostro paesaggio. Non è stata inoltre verificata in alcun modo l’affidabilità della Giorgini quando sarebbequanto meno opportuno farlo.”

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Il Coordinamento per la Tutela del paesaggio delle Marche, il Comitato Tutela San Claudio e Legambiente chiedono quindi un più ampio dibattito politico in merito alla questione, chiamando così in causa anche i vari partiti e liste cittadine, e si rivolgono ai candidati sindaci perchè ufficializzino la loro posizione in merito alla questione. Già in passato Romano Carancini e Fabio Pistarelli avevano manifestato la loro contrarietà. Paolo Ranzuglia, presente alla conferenza stampa di oggi pomeriggio, ribadisce la sua posizione sfavorevole all’insediamento dell’azienda e per gli altri si attendono pareri e indicazioni.
“Abbiamo anche delle proposte – conclude Quarchioni – la nostra idea è di creare un ‘area agro- archeologica su modello di quella realizzata all’Abbadia di Fiastra. Altra proposta già resa pubblica è quella di una pista ciclabile che si accoppia benissimo all’idea della metropolitana di superficie. Naturalmente se la lottizzazione andasse avanti per i ciclisti lo scenario sarebbe pessimo.”



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