Il grande centro prende forma:
Ballesi, Menghi, Mosca e l’Udc
gettano le basi per il programma

Per ora manca il nome del candidato sindaco
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di Mauro Montali

Prove tecniche per un grande centro: sono andate in scena ieri pomeriggio, 30 dicembre, in via Ignazio Silone, presso la sede dell’Anmil.
Anfitrione: Anna Menghi.
Regista: Ivano Tacconi.
Ospiti d’onore: Maurizio Mosca, Giorgio Ballesi, l’Udc comunale al gran completo, Placido Munafò, Paola Pippa e altri del comitato che porta il nome dell’ex sindaco, eppoi personaggi che gravitano attorno alle varie liste civiche.
“Il primo passo è stato fatto” gongola trionfante Tacconi al termine della riunione. “Sono molto soddisfatto” gli fa eco Maurizio Mosca. “E’ il primo mattone verso la costruzione del grande centro” continua a dire il buon Ivano che, in questi ultimi due mesi, si è battuto come un leone per la realizzazione di questo sogno che aveva  confidato fin dall’inizio al nostro giornale, e che persegue, con qualche successo come si vede, fino in fondo.
Insomma, non era un gioco o solamente un’ipotesi di lavoro, che qualcuno dava per fallimentari sin dall’inizio. Le cose erano e sono in movimento, come le primarie della coalizione di centro sinistra hanno dimostrato. I tempi della politica maceratese non sono più biblici come una volta.
Il grande centro, o terzo polo che dir si voglia, ora è dietro l’angolo.
Sono nati i “siloniani”, per il momento. I dorotei, a metà anni sessanta, presero questo nome perchè, dietro la guida di Mariano Rumor, si dettero appuntamento nell’istituto religioso romano di Santa Dorotea. A Macerata abbiamo i siloniani. Del resto che si vuole di piu? Il romanziere abruzzese (Fontamara) è stato un simbolo delle contraddizioni del novecento: laico e cattolico, comunista ma pentito, forse un “socialista di Dio”.
Il primo passo, s’è detto. Ma la strada per Tipperary, come dice la marcetta, è lunga e perigliosa, eppur bisogna andar.
Il paradosso e il neologismo sono un pò arditi. Ma qui si tratta di una piccola rivoluzione degli equilibri sociali e degli assetti politici. In ballo c’è il futuro della città.
E dunque i “carbonari” di via Silone, in prima battuta, hanno esaminato il possibile programma. E, visto che le casse comunali sono vicine allo zero, si sono limitati a due soli  obiettivi precisi: il parcheggio a nord ( Rampa Zara)  e la riqualificazione di Villa Potenza e di Sforzacosta. E questo è parlar chiaro. Nè fronzoli nè altro. “La giunta Meschini non lascia  neppure l’argenteria” sottolinea Tacconi. “Per tutte le altre cose da fare bisognerà inventarsi progetti che coinvolgano l’Europa o Roma”.
Tutti d’accordo. Ma della cosa più importante non s’è parlato affatto. Ossia: chi potrà capeggiare il terzo polo? Chi, nel caso, potrebbe contrapporsi a Pistarelli o Carancini o Bianchini?  E’ un argomento centrale, anche i bambini lo capiscono. Confessa Tacconi: “Tutti noi dovremmo fare un passo indietro”. Sottolinea Mosca: “Non abbiamo avuto il coraggio di parlare di questa cosa”.
Eppure il giocattolo di via Silone potrebbe rompersi di fronte a gelosie, veti, ripicche. Chiunque tra i “siloniani” potrebbe ambire a fare il candidato e il sindaco. Ma chi scegliere?
Avanziamo una congettura del tutto personale. E se qualcuno aspettasse Massimiliano Sport Bianchini? E’ un nome che andrebbe bene a tutti. Di più: trasversale, laico nella cosa pubblica, cattolico in privato, duttile come un politico provetto e consumato. Mettiamo il caso che MSB perda le primarie del 20 gennaio. Di fronte a lui lo scenario del terzo polo si aprirebbe d’un colpo. Pensateci.
E se Giulio Conti, nell’ambito dei suoi “straniamenti” politici, si offrisse “lui meme” di mettersi a capo del grande centro? Sappiamo che tra il vecchio nume della destra e Anna Menghi i rapporti si sono normalizzati. Ed anche questa è un’ipotesi del tutto personale.
Chissà…
La vicenda è in movimento, come si è detto. Macerata aspetta un 2010 migliore. E intanto, per un pò, si diverte a vedere la politica che è uscita dai suoi labirinti. Buon anno a tutti.



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