Verso le elezioni provinciali:
spunta il nome di Vittorio Sgarbi

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di Maurizio Verdenelli

“Abbiamo fatto anche un po’ di dialogo interreligioso visto che molti operai erano musulmani –scherza al microfono dopo aver rotto l’emozione suor Chiara Laura, per poi ricordare uno dei momenti più toccanti- Quando abbiamo dovuto portare il grande crocifisso che oggi guarda dall’alto la chiesa dal piano superiore ci hanno dato una mano quattro musulmani. E’ stato bello”.

Così il collega Daniele Pallotta su L’Appennino camerte ha raccontato, in un passo, la riapertura l’8 dicembre scorso, del monastero di S.Chiara a Camerino devastato dal terremoto del ’97. Un episodio significativo che ci è sembrato giusto rimarcare di questi tempi dove di “dialogo” si parla sempre meno anche tra gli stessi cattolici in politica. Mentre di politica si parla solo in vista dell’ormai prossime consultazioni provinciali. Dove pare che al momento ci sia un candidato unico, lo stesso presidente Giulio Silenzi, inarrestabile su tutti i fronti così com’è necessario in campagna elettorale. Ed ecco che sullo stesso giornale a corredo del pezzo di Pallotta  appare in alto una foto che mostra il presidente della Provincia al centro di uno stuolo di monache e frati. Un piccolo sorridente angolo di paradiso che all’anziano cronista ha fatto venire in mente l’immortale piece cinematografica “Un garibaldino in convento” girata nel 1942 da Vittorio De Sica. E’ vero: il partito comunista non c’è più, ma  Silenzi un po’ camicia rossa nell’immaginario collettivo, resta pur sempre. Un garibaldino lanciato per di più alla riconquista del regno delle Due Sicilie, con l’esercito del Pdl incerto su quale leader seguire per la battaglia finale. Un esercito inoltre privato dalle “salmerie”, e cioè dell’Udc di Antonio Pettinari (che ricordiamo come ottimo assessore provinciale ai Trasporti in tempi, purtroppo, lontani) il quale sembra aver deciso di non decidere per giocarsi le carte decisive all’ultimo assalto. Ma notizie accreditate dell’ultim’ora darebbero ora Pettinari novello pendolo di Foucault (oscillazioni peraltro necessarie in politica!) puntare sull’ex sindaco di Civitanova, Erminio Marinelli come uomo della Provvidenza alla guida del Pdl per la presidenza della Provincia. E’ certo che Franco Capponi che in merito gode delle maggiori chances, non è propriamente il beniamino del leader dell’Udc, nonostante le comuni radici treiesi.

Torniamo tuttavia per un attimo all’epopea garibaldina, più precisamente a Salemi che ospitò i Mille (sbarcati l’11 maggio 1860 a Marsala) prima della vittoriosa battaglia di Calatafimi, per rivelare che il sindaco della cittadina siciliana pare voglia prender parte alla pugna elettorale per la Provincia di Macerata. Vittorio Sgarbi sarebbe stato chiamato al capezzale dello Sdi da Ivo Costamagna –nel ricordo di quand’egli era assessore regionale alla Cultura. Dati i rapporti non proprio idilliaci di Silenzi con alcuni autorevoli esponenti socialisti -con riferimento diretto all’ex assessore Dario Conti – qualcuno ha azzardato l’ipotesi che l’ex sottosegretario possa competere alla Presidenza. Altri invece pensano ad una “colonna” di supporto nella coalizione di governo uscente con il critico d’arte punta di diamante. Il quale poi – già sindaco di San Severino Marche ed assessore di Fabio Eusebi agli Eventi speciali, ma soprattutto fino a poco fa delegato alla Cultura di Milano prima del “licenziamento” da parte di Letizia Moratti– potrebbe essere l’ideale amministratore della Cultura del territorio maceratese al posto della giovanissima Alessandra Boscolo che ha sostituito il prof. Donato Caporalini a metà legislatura.

Insomma tanti elementi di suggestione e tanti “si dice” in attesa che i leader del Pdl –i consiglieri regionali Ottavio Brini, Franco Capponi, Francesco Massi e il sen. Salvatore Piscitelli citati rigorosamente in ordine alfabetico seppure per Massi abbiamo usato per comodità il primo dei suoi tre cognomi- decidano chi si giocherà la partita finale anche se, come detto, l’ex sindaco di Treia è attualmente in pole position per la candidatura-bis. Di quasi sicuro c’è solo una trattativa con la falange de “La Destra”: Mauro Nocelli sarebbe infatti orientato a far convergere i voti dei suoi su un unico fronte: quello di centro-destra.

Passando da un Palazzo all’altro, e cioè da corso della Repubblica a Piazza della Libertà su cui s’affaccia il Municipio, le manovre sembrano incominciate ma solo sulla carta. Dopo l’autocandidatura dell’ex sottosegretario alla Sanità, on. Giulio Conti tutti si muovono a passi felpati. Fabio Pistarelli affida il suo pensiero alle colonne di “Ideario” diretto dal bravo collega Giovanni Giacchi –tra un viaggio a Kiev e l’altro a Mosca- mentre nel centro sinistra si sta come nella valle di Josafat: molti i chiamati (ab se ipsis) e pochi gli eletti. Finirà che tra i vari Massimiliano Sport Bianchini, ottimo assessore alla Cultura con budget tuttavia ridotto quest’anno- Mauro Compagnucci -potente assessore protagonista del Piano Casa che turba i sonni di molti- la spunterà il paterfamilias della Politica maceratese dal dopoguerra ad oggi: Adriano Ciaffi. Di certo – siccome nessuno di Lor Signori è fesso!- non c’è naturalmente niente, a parte qualche movimento laterale. Uliano Salvatori, uno dei Cavalieri della tavola Rotonda di menghiana memoria, passerà al centro sinistra e Claudio Carbonari, subentrato in Consiglio comunale all’indimenticabile Maurizio Fattori, probabilmente confluirà sul drappello dello scalpitante Maurizio Mosca. “In fondo mi sono sempre nutrito di idee socialiste” dice il giovane avvocato capace di metter su un bel mucchietto di preferenze personali. Il che non guasta …alla Comune.



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