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I viaggi del medico-esploratore:
“Scoperte e misteri delle Piramidi”

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di Alessandra Pierini

Un viaggio affascinante e misterioso nelle piramidi d’Egitto: è questo che facciamo attraverso le suggestive parole e i racconti degli episodi vissuti dal Dottor Maurizio Pincherle (nel riquadro), neuropsichiatra infantile dell’Ospedale di Macerata che, con la sua spiccata propensione all’esplorazione e  alla scoperta ci svela una interessante modalità di approccio alla storia. Lo studio della psiche umana,che lo riguarda ogni giorno nella sua attività medica e l’indagine su come l’ambiente esterno possa condizionarne il comportamento combinati con l’approccio scientifico che il Dottor Pincherle sottolinea ogni momento rendono le sue scoperte avvincenti e la sua voce sicura evoca in chi ascolta un desiderio irrefrenabile di visitare i luoghi dei suoi racconti e di vivere le sue esperienze.

Dottor Pincherle, come è nato il suo interesse per le Piramidi?
“Credo che sia iniziato nel corso dei viaggi che ho fatto in Egitto con mio padre, archeologo già a partire dagli anni 70”.

Che cosa accade all’interno della Piramide di Cheope?
“All’interno della piramide, nella stanza del Re, che farebbe parte della torre Zed, fatta di granito mentre il resto della piramide è in calcare,  si trova un sarcofago di granito anch’esso. All’interno del sarcofago avvengono fenomeni di disorientamento temporale. Ne parla Paul Brunton, autore molto attendibile che narra di aver avuto un’esperienza memorabile passando una notte nel sarcofago. Anche i soldati di Napoleone narravano che l’imperatore avesse trascorso una notte da solo nella piramide parlandone più volte come di qualcosa di eccezionale. Molte persone che conosco, tra cui mio figlio, mi hanno parlato di sensazioni strane all’interno. Io stesso mi sono sdraiato e pur non vivendo una esperienza particolare ho avvertito un senso di ottundimento e distorsione della realtà. Ho pensato allora che sarebbe stato interessante studiare cosa accade al cervello umano in quella situazione con una semplice registrazione elettroencefalografica”.

E il suo esperimento ha colpito anche gli autori di Voyager. Come è avvenuto il contatto?
“Ho parlato della mia idea con Giacobbo. Da solo non sarei mai riuscito ad ottenere i permessi necessari per fare la registrazione, lui invece ci è riuscito. Abbiamo organizzato una spedizione e armati di telecamere, di un piccolo elettroencefalogramma portatile e di un computerino siamo partiti. Il nostro esperimento è stato molto semplice: abbiamo fatto due registrazioni elettroencefalografiche su un solo soggetto, tra l’altro un autore di Voyager, un fisico molto scettico a riguardo, la prima nella Sala del Re, la seconda una volta tornati in albergo”.

Che cosa avete osservato?
“Le due registrazioni erano molto diverse e particolari. Nella registrazione all’interno della Piramide il ritmo alfa (che è un’armonizzazione dei neuroni che lavorano all’istante tutti nella stessa lunghezza d’onda) che normalmente agisce nella parte posteriore del cervello si era diffusa in tutta la testa fino ai lobi del pensiero. Quindi all’interno della Piramide il cervello funziona in maniera diversa. In seguito abbiamo scoperto che lo stesso meccanismo è riscontrabile nei veggenti di Medjugorie durante le loro visioni, nei guru e nei monaci buddhisti che però arrivano a questo stato dopo almeno 15 anni di training e meditazione”.

Qual è l’eccezionalità di questa scoperta?
“Innanzitutto per la prima volta abbiamo dimostrato in maniera scientifica che c’è correlazione tra l’ambiente della piramide e le variazioni fisiologiche riscontrabili nel sistema nervoso. All’interno il cervello funziona improvvisamente in maniera diversa, un comportamento che si può ottenere anche esternamente ma dopo anni e anni di training”.

La trasmissione di Voyager è stata realizzata nel 2007 e trasmessa la notte di Natale come una puntata cult. Ci sono ulteriori scoperte da allora?
“Non sono state fatte ulteriori scoperte però ad esempio il 19 febbraio abbiamo fatto un esperimento in Ospedale con delle persone che hanno costruito un apparecchio che promette di modificare e influenzare l’attività cerebrale. Ciò potrebbe significare avere la possibilità di ricreare artificialmente le sensazioni che si avvertono nelle piramidi. La cosa potrebbe avere effetti anche nella medicina: dagli esperimenti fatti sui veggenti risulta che nel momento in cui si trovano in questa fase di grazia non avvertono dolore. Un  modo di influire sulla produzione elettrica cerebrale potrebbe essere utilizzato a fine analgesico senza utilizzo di sostanze chimiche. Nel corso dell’esperimento abbiamo osservato qualcosa ma ancora non vi posso anticipare nulla sui risultati che devono essere studiati e rielaborati in modo da capire e dare una spiegazione”.

Progetti per il futuro?
“Ho poco tempo libero ma vorrei scrivere un libro sulle influenze ambientali che prenderà avvio da un episodio al quale ho assistito personalmente. Ero in viaggio con mio padre nell’Isola di Rodi, all’Acropoli di Lindos. Era con noi una medium che aveva avuto in passato esperienze di trance. Stavamo salendo una scalinata e lei parlava di pellicce con un’altra componente della spedizione. All’improvviso si fermò e con lo sguardo perso nel vuoto cominciò a parlare in una lingua che poi mi resi conto era latino. La registrammo e per 37 minuti parlò in latino corrente raccontando di essere Licinia Musciano e raccontando del tempio come se fosse ancora lì, spiegandone le caratteristiche e rispondendo alle domande di mio padre che conosceva molto bene le lingue antiche. Poi verificammo che questa persona era realmente esistita. Quando la medium tornò in sè non ricordava assolutamente niente dell’accaduto”.


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