«Al liceo mancano le Scienze applicate».
Il Comune dà l’ok,
ora la palla passa alla Provincia
CAMERINO - La proposta è stata avanzata direttamente dall'istituto "Varano-Antinori": «Ampliare l'offerta per trattenere sul territorio le eccellenze locali». Prevista anche una collaborazione con Unicam

Il sindaco di Camerino Roberto Lucarelli
di Monia Orazi
Un liceo delle Scienze applicate a Camerino, da realizzarsi attraverso la sinergia con Unicam e usufruendo delle dotazioni di laboratorio già presenti nella scuola. È la proposta con cui il “Varano-Antinori” prova a completare l’offerta formativa rivolta agli studenti dell’entroterra. Il progetto ha ottenuto il sostegno della giunta comunale e ora entra nel percorso per la definizione della rete scolastica provinciale dell’anno 2027/2028.
La proposta arriva direttamente dal liceo scientifico. Il consiglio d’istituto e il collegio dei docenti hanno dato il via libera all’unanimità lo scorso 25 agosto. Il giorno successivo il Comune ha recepito la richiesta con la delibera di giunta – anche questa approvata all’unanimità – e ha deciso di trasmetterla alla Provincia. Ora toccherà alla Provincia valutare l’inserimento della proposta nel piano di riordino da presentare alla Regione Marche, alla quale spetta la decisione conclusiva. Se l’iter andrà a buon fine, il corso potrebbe partire già dall’anno scolastico 2027/2028.

Il polo scolastico Varano Antinori
Oggi il polo liceale camerte comprende già il classico, lo scientifico tradizionale, lo sportivo, il linguistico e le scienze umane. Manca l’opzione scienze applicate, che negli altri principali centri scolastici della provincia affianca generalmente il percorso scientifico ordinario. È proprio questo divario uno degli argomenti su cui fa leva l’istituto. «Nei principali contesti scolastici della provincia, l’offerta del Liceo scientifico viene storicamente completata affiancando al percorso tradizionale l’opzione delle Scienze applicate – si legge nella delibera -. Per il polo scolastico di Camerino completare la propria offerta formativa significherebbe quindi allineare il territorio dell’entroterra agli standard provinciali, offrendo agli studenti una scelta articolata e paritaria senza costringerli a adattarsi a percorsi che non rispecchiano appieno le proprie inclinazioni disciplinari. L’attivazione dell’indirizzo consentirebbe inoltre di trattenere sul territorio eccellenze locali, offrendo un percorso verticale integrato: una scuola secondaria a stretto contatto con un’università scientifica di eccellenza come Unicam, in cui le attività didattiche e laboratoriali si saldano fin dal primo ciclo di studi».
La scuola ritiene di poter avviare il percorso utilizzando laboratori e attrezzature già disponibili. Nelle motivazioni richiamate dalla delibera compare anche la possibilità di sviluppare una collaborazione più stretta con l’Università di Camerino, creando una continuità tra la formazione superiore, le attività scientifiche e l’esperienza laboratoriale.
Il peso della scuola nella città emerge dai numeri riportati nel provvedimento. Il “Varano-Antinori” conta 1.083 iscritti. Il comprensivo “Ugo Betti” ne ha 467, la scuola dell’infanzia paritaria “Maria Ausiliatrice” 14 e la sede camerte dell’Ipsia “Pocognoni” 73. Sommando le singole cifre indicate nell’atto, la popolazione scolastica presente a Camerino raggiunge dunque 1.637 alunni.
Per l’amministrazione mantenere e ampliare i servizi scolastici significa anche contrastare lo spopolamento dell’area montana. La delibera richiama gli effetti del sisma, il ruolo storico di Camerino come città di studi e la funzione delle scuole come presidio per un territorio che raccoglie studenti provenienti da molti comuni dell’entroterra. Viene ricordato anche il completamento, nel 2025, del nuovo edificio “Ugo Betti”.
Quella delle scienze applicate è l’unica variazione proposta dal Comune. Per tutti gli altri istituti viene chiesta la conferma dell’attuale organizzazione. L’Ipsia “Pocognoni” ha comunicato di voler conservare la propria autonomia e le tre sedi di Matelica, Camerino e San Severino, senza avanzare richieste di nuovi corsi. Ora la partita passa alla programmazione provinciale e, successivamente, alla Regione.
Nell’espressione ‘già dall’anno scolastico 2027/2028’ io toglierei la particella ‘già’.