Pellegrinaggio ecologico sul Potenza:
in quattro giorni dalla foce alla sorgente
PORTO RECANATI - I promotori del progetto "Flosis" sono partiti stamattina dalla foce del corso d'acqua. L'ideatrice Letizia Piangerelli: «Ricerca e avventura allo stesso tempo. L’intenzione è scoprire il territorio e il fiume dal punto di vista ambientale, ma anche culturale, attraverso le persone che lo abitano e sensibilizzare sull’importanza dell’ambiente in cui viviamo». FOTO/VIDEO

La partenza del pellegrinaggio
È partito questa mattina, alle 6,30 da Porto Recanati “Flosis”, il pellegrinaggio ecologico che per quattro giorni seguirà il corso del fiume Potenza, dalla foce fino alla sorgente. Un viaggio di circa 100 chilometri attraverso il territorio maceratese, tra natura, cultura, arte e comunità, con arrivo previsto il sabato a Monte Vermenone, nel territorio di Fiuminata, dove nasce il fiume.

A muovere il progetto è stata l’idea tornare a guardare il fiume come un essere vivo, con cui ristabilire una relazione. Flosis nasce infatti come progetto di ricerca e come esperienza collettiva, con l’obiettivo di conoscere più da vicino il Potenza, raccogliendone storie, testimonianze, criticità e risorse.

Ideatori del progetto sono Letizia Piangerelli di Making Life e Federica Menghini, insieme a Gianluigi Mandolini, di Art Festival, realtà che ha scelto di accompagnare il percorso anche attraverso iniziative culturali. Il gruppo, partito questa mattina dalla foce, crescerà progressivamente lungo il cammino: altri partecipanti si uniranno a San Severino e a Pioraco, fino ad arrivare a una ventina di persone per la tappa conclusiva e la festa finale.

«Questo è un progetto di ricerca e al tempo stesso un’avventura – racconta Letizia Piangerelli – nato proprio dal desiderio di riconnettermi con questo territorio. Sono tanti anni che sono via, ma sono nata qui, a Porto Recanati, vicino al fiume. A un certo punto il fiume ha esercitato un fascino su di me e ho avuto l’idea di ripercorrerlo fino alla sorgente, anche come modo per attraversare e conoscere i territori che attraversa».

Il cammino sarà anche un modo per osservare il Potenza da prospettive diverse, mettendo insieme ambiente, cultura e comunità. «L’intenzione è scoprire il territorio e il fiume dal punto di vista ambientale, ma anche culturale, attraverso le persone che lo abitano, e sensibilizzare sull’importanza dell’ambiente in cui viviamo. Si parla tanto di cambiamenti climatici e di sostenibilità ambientale, ma alla fine i cambiamenti partono dai territori con cui abbiamo un legame, non dal mondo in generale, ma da un mondo in particolare».

Il percorso prevede quattro tappe: oggi la camminata da Porto Recanati a Villa Potenza, circa 30 chilometri; domani da Villa Potenza a San Severino, altri 30 chilometri; venerdì da San Severino a Pioraco, circa 22 chilometri; infine, sabato da Pioraco a Monte Vermenone, per gli ultimi 20 chilometri fino alla sorgente.

Non sarà però una semplice camminata lungo un itinerario prestabilito. La stessa ricerca nasce anche dall’incontro con ciò che il territorio permetterà o impedirà di attraversare. «Cercheremo il più possibile di percorrere il fiume a fianco del fiume – spiega Piangerelli – ma sappiamo già che in alcuni tratti non sarà possibile. Anche questa inaccessibilità diventa parte della ricerca. Avremo un Gps per mappare la traccia e l’idea è poi di restituirla e, se ci sarà la possibilità, di raccontare questo viaggio. Con noi c’è anche un fotografo». Durante le quattro giornate il gruppo raccoglierà voci e testimonianze, incontrando persone che vivono il territorio e che negli anni si sono impegnate per il fiume. Al progetto partecipano inoltre biologi, geologi, artisti e storyteller, con l’obiettivo di costruire uno sguardo il più possibile ampio sul Potenza.

Federica Piangerelli
«L’idea è raccontare il fiume con linguaggi diversi – sottolinea Letizia Piangerelli -. Avremo storyteller che verranno a raccontare storie e leggende, ma anche il linguaggio della scienza, con biologi e geologi che ci racconteranno studi fatti sul fiume, dal punto di vista della gestione e della manutenzione, delle buone e delle cattive prassi. Vogliamo farci un’idea a 360 gradi, così da poter avere maggiore consapevolezza nel momento in cui poi se ne parla».

Un viaggio, dunque, che vuole lasciare una traccia non soltanto sul terreno. «Nel corso del viaggio raccogliamo testimonianze e alla fine metteremo insieme tutti i pezzi, con una serata di restituzione e un video-racconto». Accanto alla dimensione ambientale e di ricerca, Flosis avrà anche una forte componente culturale. A curarla sarà Art Festival, che accompagnerà il pellegrinaggio con appuntamenti dedicati alla lettura, alla presentazione di libri, alle esperienze e alla musica.

«Noi ci occuperemo in questo percorso di portare degli eventi collaterali di cultura, di lettura, di presentazione di libri, di esperienze o di musica – spiega Federica Menghini -. Facciamo quello che fa sempre l’associazione all’interno di questo percorso, credendo che una associazione debba collaborare e anche promuovere le iniziative di altre realtà».

Quello di Flosis è quindi un invito a rallentare, camminare e tornare a guardare con attenzione i luoghi attraversati. Un esercizio di ascolto del territorio che prova a ricucire quel rapporto con l’acqua e con il mondo naturale che, nel corso del tempo, si è progressivamente indebolito. «Questo è un pellegrinaggio ecologico – conclude Piangerelli – e la cosa più grande di noi in questo momento è l’ambiente in cui viviamo. Credo che possiamo veramente conoscerlo soltanto se lo esploriamo con diversi linguaggi».

È una bellissima iniziativa che può avere un bel futuro come conoscenza del territorio, prima tappa per la salvaguardia e attività collaterali