Premio Bellisario, Barbara Cacciolari:
«Il merito è la strada per far crescere l’Italia»

MATELICA - L’imprenditrice e assessore comunale ospite a Roma per la 38esima edizione di “Donne che fanno la differenza”: «Le giovani devono sapere che nessun settore è loro precluso»

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«Ogni volta che partecipo al Premio Marisa Bellisario torno a casa con una convinzione ancora più forte: quando le donne hanno l’opportunità di esprimere il proprio talento, cresce l’intera società». È la riflessione di Barbara Cacciolari, imprenditrice, assessore del Comune di Matelica, vicepresidente di Unionturismo e associata della Fondazione Marisa Bellisario, dopo la sua partecipazione alla 38esima edizione del Premio “Donne che fanno la differenza”, ospitata nella cornice del Parco archeologico del Colosseo di Roma.

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Un appuntamento che ogni anno valorizza donne capaci di distinguersi nel mondo dell’impresa, delle istituzioni, della cultura, della ricerca, dello sport e del sociale, offrendo esempi concreti alle nuove generazioni. «Il Premio Bellisario non celebra soltanto percorsi professionali straordinari – afferma Cacciolari – ma ricorda quanto il lavoro femminile rappresenti una leva strategica per la crescita economica, sociale e culturale del nostro Paese. La parità di opportunità non è un obiettivo simbolico: è una condizione necessaria per costruire un’Italia più competitiva e moderna».

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L’edizione 2026 ha premiato personalità provenienti da esperienze e settori differenti, ma accomunate dalla competenza, dal senso di responsabilità e dalla capacità di innovare. Tra le vincitrici delle Mele d’Oro figurano Alessandra Galloni, direttrice di Reuters, Reem Al Hashimy, ministro di Stato per la Cooperazione internazionale degli Emirati Arabi, Suor Nathalie Becquart, Daniela Fumarola, segretaria generale della Cisl, Valentina Pellegrini, amministratrice delegata del Gruppo Pellegrini, Elisabetta Colacchia di Enel e Arianna Fontana, atleta italiana più medagliata nella storia dei Giochi olimpici invernali.

Riconoscimenti speciali sono stati inoltre assegnati a Raffaella Pannuti, presidente della Fondazione Ant, e a Francesca Sofia, direttore generale di Fondazione Cdp. Premi anche per le aziende impegnate concretamente nella valorizzazione del talento femminile e per le giovani neolaureate che si sono distinte nei percorsi scientifici e ingegneristici. «Mi ha colpito vedere come esperienze così diverse abbiano un elemento comune: il merito. È questo il messaggio più importante che il Premio Bellisario continua a trasmettere. Le donne non chiedono privilegi, ma la possibilità di competere ad armi pari, mettendo a disposizione competenze, capacità e visione».

Secondo Cacciolari, la valorizzazione del lavoro e delle capacità femminili non riguarda soltanto alcuni settori, ma attraversa ogni ambito della società, dalle imprese alle istituzioni, passando per la scuola, la ricerca, il turismo e il volontariato. «Lo vedo ogni giorno nell’impresa, nelle istituzioni e nelle associazioni. Dove si valorizzano il talento e le competenze femminili si generano innovazione, qualità e sviluppo. Vale nel turismo, nell’imprenditoria, nella pubblica amministrazione, nella scuola, nella ricerca, nella cultura e nel volontariato. Investire sulle donne significa investire sul futuro delle nostre comunità».

Dall’assessore di Matelica arriva infine un messaggio rivolto soprattutto alle ragazze e alle giovani donne che si preparano a entrare nel mondo del lavoro. «Le giovani devono sapere che nessun settore è precluso. Le professioni scientifiche, tecniche e manageriali hanno bisogno anche del loro contributo. Eventi come il Premio Marisa Bellisario servono proprio a questo: offrire esempi concreti e dimostrare che competenza, determinazione e passione possono davvero fare la differenza».


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