Torna Tabula rasa,
tre giorni dedicati alle arti visive

CIVITANOVA - Dal 3 al 5 luglio la sesta edizione del festival ideato da Giulio Vesprini. Mostre, workshop, talk, cinema, podcast e un market con oltre 20 giovani creativi. Il tema è "Public Volume"

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Tre giorni di mostre, workshop, incontri, cinema e creatività per trasformare Civitanova in un laboratorio a cielo aperto dedicato alle arti visive. Dal 3 al 5 luglio i giardini di Lido Cluana ospitano la sesta edizione di Tabula Rasa visual arts festival, manifestazione ideata e diretta da Giulio Vesprini che quest’anno ruota attorno al tema “Public volume”, un invito a riflettere sui volumi dello spazio urbano e sul ruolo della piazza come luogo di incontro, confronto e produzione culturale.

Tra le novità figurano due nuove mostre, il ritorno di “Viaggi fotografici minimi” dopo sette anni, un ricco programma di workshop e talk con ospiti nazionali, la proiezione del documentario “Duomo 54” e un market che riunirà oltre venti progetti di giovani creativi italiani.

Il tema scelto quest’anno è “Public volume”, un invito ad esplorare i volumi urbani, con particolare attenzione alla piazza. Presentato, inoltre, il poster dell’anno “San Pietro”, realizzato da Martina Palmoni e dedicato a Civitanova e ai suoi Santi.

Il sindaco Fabrizio Ciarapica esprime la sua gratitudine per il progetto ambizioso che ormai da sei anni si dona a Civitanova: «Oggi questo Festival è una realtà molto consolidata e che è sempre cresciuto, diventando un appuntamento importante nel palcoscenico nazionale delle Arti visive. L’amministrazione comunale è orgogliosa di sostenere questo progetto sin dalla prima edizione, perché porta alla città un Festival di qualità in linea con l’amministrazione comunale».

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Il sindaco Ciarapica continua dando particolare risalto è stato dato al fondo Vesprini, «che arricchisce la proposta della Biblioteca Zavatti con opere inedite e difficilmente reperibili su mercato».

Tante le novità di questa edizione: si parte venerdì 3 con l’inaugurazione delle mostre “Alphabet city . Esercizi di Urban art” a cura di Giulio Vesprini in collaborazione con Aant (Accademia arte e nuove tecnologie di Roma e il ritorno dopo sette anni di “Viaggi fotografici minimi”, una mostra fotografica curata da Alessandro Cesaretti e Giulio Contigiani e che ospita opere di fotografi internazionali. Sabato 4 e Domenica 5, si darà spazio alla formazione e alla divulgazione. Durante le mattinate dalle 10 alle 13, si terranno i workshop di cianotipia, ceramica, kokedama e linografia. Nel pomeriggio dalle 18 alle 20, ci saranno i talk con importanti ospiti del panorama nazionale: sabato 4 parteciperanno Needle agopuntura urbana di Milano e Paolo Pizzichini, creatore del podcast Strutture invisibili. Domenica 5, invece, il taglio sarà più letterario e femminile, a cui parteciperà anche Ilaria Gobbi, autrice di “Figlie di Kalypso”, un testo pensato per dare voce alle artiste marchigiane dimenticate. Si conclude la serata e l’edizione con il Tabula meet, il momento dedicato all’associazionismo, in cui Tabula Rasa Festival dialogherà con Associazione MCZee di Montecassiano.

Si conferma l’appuntamento con il cinema: sabato 4 luglio alle 21,15 ci sarà la proiezione del film “Duomo 54”, il racconto di Nicolò Piccione sulla riqualificazione del quartiere di Ortica di Milano. Grande novità invece per il Tabula podcast: “Spazio off” racconterà i retroscena del festival, grazie alla collaborazione con Linea C un podcast di Franco Cimei e Marcello Conti. Infine il market: più di 20 progetti di giovani creativi italiani che hanno risposto alla prima open call del Festival. Soddisfatto il direttore artistico Giulio Vesprini: «Siamo giunti alla sesta edizione, sei anni di cammino in cui abbiamo trasformato il concetto di  “tabula rasa! da foglio bianco a opportunità: quella di ripartire, di guardare alla nostra città con occhi nuovi e, soprattutto, di riempire spazi vuoti con contenuti che parlano il linguaggio del presente. Tabula Rasa è un festival fatto da giovani preparati che dialogano con tutte le realtà cittadine. Quando parliamo di arti visive a 360 gradi, non stiamo solo organizzando un evento, stiamo offrendo alla nostra Civitanova uno specchio. Uno specchio in cui la città può vedersi per quello che è, ma soprattutto per quello che potrebbe essere grazie alla cultura e all’arte. Il nostro festival è nato proprio con l’ambizione di fare crescere la città con un prodotto di alto livello, unico per la nostra provincia. La cultura è un ecosistema: se non la nutri con visione, coraggio e con una sana dose di audacia progettuale, rischia di inaridire».


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