Stop ai kebab e locali etnici,
Bugaro: «Ricci lo rivendicava nel 2022,
oggi attaccano con toni indignati»
REGIONE - L'assessore fa notare il cambio di rotta del centrosinistra sul caso della proposta di legge approvata dalla giunta Acquaroli e ne ha anche per l'ex sindaca di Ancona Valeria Mancinelli: «Non faremo chiudere nessuno, tuteliamo l'identità dei borghi». L'ex deputato Pd Mario Morgoni: «Imbarazzante lo spirito supinamente adulatorio e ossequioso di Confcommercio e Confartigianato nei confronti della giunta regionale»

Francesco Acquaroli e Giacomo Bugaro
«Non potrà aprire né il kebab né McDonald’s, nonché cibi d’asporto se non tipici del nostro territorio». Non è Acquaroli che parla, ma sono parole dell’allora sindaco di Pesaro Matteo Ricci, pronunciate a inizio 2022 nel corso di un’intervista sul nuovo regolamento comunale per il decoro del centro storico A tirarle fuori è Giacomo Bugaro, assessore regionale allo sviluppo economico, per sottolineare la giravolta a 180 gradi del centrosinistra sulla proposta di legge approvata dalla giunta regionale che vorrebbe escludere dai centri storici della regione i locali etnici.
«Fa riflettere che ciò che allora veniva rivendicato dalla sinistra come tutela del decoro urbano, dell’identità del centro storico e delle produzioni locali, oggi venga attaccato con toni indignati quando si propone di introdurre proposte molto più equilibrate che intendono dare strumenti seri ai comuni per una gestione efficace dei centri storici dando loro modo di poter in primis esaltare le qualità delle nostre produzioni nazionali e locali», dice Bugaro, che ne ha anche per l’ex sindaca di Ancona e oggi consigliera regionale Pd Valeria Mancinelli. L’esponente dem nei giorni scorsi aveva affermato: «tra un anno vedremo quanti kebab avrete chiuso».
«Un’affermazione che non trova alcun riscontro nel contenuto della proposta di legge regionale – aggiunge Bugaro – sorprende ancora di più che a sostenerla sia un avvocato ed ex sindaco, che conosce perfettamente il funzionamento dell’azione amministrativa. La proposta della Regione non attribuisce a nessuno il potere di chiudere attività già esistenti e regolarmente autorizzate. Nessun esercizio commerciale sarà costretto ad abbassare la serranda. L’obiettivo è un altro ed è molto chiaro: tutelare l’identità commerciale, culturale e urbanistica dei nostri centri storici, orientando le future aperture verso attività coerenti con la storia, le tradizioni e le eccellenze dei territori marchigiani. Difendere il commercio di qualità, valorizzare l’artigianato, le produzioni tipiche e la nostra tradizione enogastronomica non significa discriminare qualcuno. Significa evitare che i centri storici perdano progressivamente la loro identità, diventando tutti uguali e privi delle caratteristiche che li rendono attrattivi per cittadini e turisti. Chi è in regola continuerà a lavorare esattamente come oggi. La proposta guarda al futuro e vuole dare ai Comuni uno strumento in più per programmare uno sviluppo equilibrato dei centri storici, preservandone il valore culturale, economico e turistico. La differenza è tra chi preferisce fare polemica e chi lavora per lasciare alle future generazioni città più belle, più vive e più fedeli alla propria identità».

Mario Morgoni
Il Pd però rincara la dose delle critiche sulla proposta di legge, che per diventare effettiva dovrà passare al vaglio del consiglio regionale. È l’ex deputato dem Mario Morgoni a tornare alla carica, definendo lo stop ai negozi etnici e kebab nei centri storici «il nulla condito in salsa vannacciana. Non occorre neanche evocare i chiari presupposti di incostituzionalità per una simile porcheria più consona a propagandisti da quattro soldi che non a legislatori consapevoli. Ma c’è un aspetto da non trascurare ed è lo spirito supinamente adulatorio e ossequioso di organizzazioni riconosciute come Confcommercio e Confartigianato Marche ad apparire assolutamente imbarazzante. Queste organizzazioni conoscono bene lo stato non certo brillante dell’economia marchigiana e gli strutturali e gravi problemi che riguardano la sopravvivenza e il futuro dei centri storici e delle attività in essi esercitate . Ciò nonostante, pur di compiacere il governo regionale, sembrano dimenticarsene e si accodano al coro celebrativo di questa nefandezza che non avrà alcun effetto pratico. Spero di sbagliare, ma non ricordo che queste organizzazioni facessero una levata di scudi quando venne approvata la legge regionale 13/2023 facilitava le aperture delle sale slot che notoriamente, oltre a non essere un fiore all’occhiello del tessuto economico dei nostri centri , producono una vastissima e profonda piaga sociale verso la quale la giunta Acquaroli ha dimostrato totale menefreghismo in quanto ha cancellato anche i fondi previsti dalla Regione Marche per la lotta contro le ludopatie».
Via kebab e negozi etnici dai centri storici: la giunta Acquaroli dà il via libera
Chi di voi è senza peccato scagli il primo kebab.