Centrodestra, la notte della beffa.
Lucentini: «Ricontiamo i voti»
Leonardi: «La città sta con Parcaroli»

ELEZIONI MACERATA - Masticano amaro, nonostante il buon vantaggio sul candidato del centrosinistra Gianluca Tittarelli, il commissario provinciale della Lega e la segretaria regionale di Fdi. Il primo: «Ci sono state 300 schede nulle e mancano voti in sezioni in cui di solito ne avevamo di più: vogliamo vederci chiaro». La seconda: «Giornata intensa e pesante, contavamo di chiudere il discorso in una serata ma lo faremo fra due settimane». VIDEO

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Il commento di Mauro Lucentini (Lega)
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Sandro Parcaroli sale in Comune “scortato” da Mauro Lucentini

di Marco Pagliariccio

Un’altalena di emozioni. Una serata sulle montagne russe vissuta sulla lingua di sampietrini che collega il municipio con la sede elettorale di Sandro Parcaroli, vincitore ma al contempo sconfitto di questa surreale serata post elettorale.

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Parcaroli con la moglie Emanuela e Luca Buldorini della Lega

Dopo le dichiarazioni avventate (del centrosinistra) e qualche bottiglia stappata troppo presto (del centrodestra), nella serata è piombata una coltre d’attesa fatta di sussurri e smentite, di sorrisi accennati e retromarce più caute. Il centrosinistra ha lasciato presto il suo quartier generale in via Garibaldi per spostarsi in massa in municipio e seguire dal vivo l’estenuante costruirsi del risultato. Il centrodestra, invece, ha piazzato armi e bagagli sui tavoli della pizzeria adiacente alla propria sede. I minuti che diventano ore aumentano l’ansia, Tittarelli intorno alla mezzanotte rinuncia, lasciando piazza della Libertà per tornare a seguire l’evoluzione della situazione da casa. E quando Eligendo segnala una sola sezione da scrutinare, con Parcaroli avanti con il 50,03% di voti il successo al primo turno sembra davvero a portata di mano.

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Il corteo dei “parcaroliani” marcia verso il palazzo comunale, sale le scale verso la sala consiliare, allestita per l’occasione con gli aggiornamenti live dei risultati elettorali. E qui la doccia fredda: “mancano” 10 voti, Parcaroli ha staccato sì Tittarelli di circa 8 punti percentuali, non per confermarsi sindaco dovrà passare dalle forche caudine del ballottaggio.

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Lucentini, Buldorini, Parcaroli, Paolo Renna, Riccardo Sacchi, Elena Leonardi e Giorgia Latini

Parcaroli è scortato da tutto lo stato generale della Lega, dalla segretaria regionale Giorgia Latini al vicepresidente della Provincia Luca Buldorini. E può sorridere per il grande risultato di lista, meno per l’inciampo che rimanda tutto al 7 e 8 giugno. «Un risultato eccezionale, perché Parcaroli aveva contro ben quattro altri candidati sindaco – commenta Mauro Lucentini, commissario provinciale del Carroccio – non dovevamo neanche avvicinarci al 50% e invece ci siamo fermati al 49,96%, questione di una manciata di voti. E dato che ci sono circa 300 schede nulle in sezioni dove generalmente prendiamo molti voti, io credo che un controllo andrà fatto per capire se tutto è stato regolare. Poi se sarà così procederemo col ballottaggio. Non abbiamo problemi andare a richiedere il voto ai maceratesi. Per quanto riguardo la Lega, ha pagato il progetto di allargare le maglie e aprirsi ai civici, ai commercianti e a varie estrazioni sociali. Molti ci davano al 3-4%, oggi invece siamo saldamente secondo partito dietro a Fratelli d’Italia e in qualche sezione siamo anche finiti avanti. Non perché c’è una gara interna, ma perché chi ci dava per morti sbagliava».

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Elena Leonardi

Fratelli d’Italia resta la guida della coalizione, come conferma Elena Leonardi, senatrice e segretaria regionale del partito. «Una giornata intensa e pesante – ammette Leonardi – con riconteggi, informazioni diverse che ci arrivavano dai seggi, una giornata al cardiopalma. Un risultato che decreta che la città è ancora al fianco di Sandro Parcaroli. Parliamo di 10 voti per non essere riusciti a vincere al primo turno. Ora abbiamo due settimane per lavorare, ripresentarci davanti ai maceratesi e chiedere nuovamente la fiducia. Contavamo di chiudere il discorso in una serata ma ovviamente contiamo di farlo fra due settimane. Come Fratelli d’Italia ci confermiamo primo partito, il partito cresce e si radica in città. Le percentuali non si confrontano con le nazionali, ma credo che il simbolo di partito, i nostri valori, la nostra filiera e le nostre persone abbiamo implementato il risultato di cinque anni fa».

La mancata vittoria non è però una sconfitta. E allora l’analisi del voto da parte dei generali del centrodestra è continuata in piazza fino a tarda notte. Per riordinare le idee e promettersi che fra due settimane il finale sarà diverso da quello di oggi.


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