Maceratese, cessione o no?
I rumors si susseguono,
Crocioni non commenta
SERIE D - Dopo la salvezza sul campo, sono iniziate a rimbalzare voci sulla possibile vendita del club. In prima fila l'ex patron del Teramo Luciano Campitelli, ma l'offerta di 250mila euro era troppo bassa. Sono circolati anche i nomi di Ivano Falzetti, già alla guida del Camerino, e dell'azienda Svila, che ha pilotato il Visso in Prima categoria. Ma di concreto sembra esserci ben poco

Alberto Crocioni
di Mauro Giustozzi
Maceratese tra un futuro da disegnare e le solite voci di cessione del club da parte dell’attuale proprietà, alimentate soprattutto dalla piazza e dai tifosi che sognano magari un campionato di Serie D di vertice dopo la sofferta salvezza di questa annata.
In assenza di prese di posizione ufficiali del presidente Alberto Crocioni, che confermi o spazzi via queste voci che insistentemente circolano, il quadro dei presunti (perché poi gli stessi hanno in un recente passato smentito interessamento al club) papabili acquirenti alla società vedono in prima fila l’imprenditore abruzzese del settore dolciario abruzzese Luciano Campitelli, già patron del Teramo che una decina di anni fa sfiorò la serie B salvo poi scomparire per una serie di combine di cui fu responsabile la società abruzzese nelle ultime gare di campionato. Tanto che l’attuale Teramo ha poi faticato a ripartire e solo in queste ultime stagioni si è riaffacciato sul palcoscenico calcistico nazionale.
I cosiddetti bene informati parlano di una trattativa avviata tra Campitelli e la Maceratese che però si sarebbe arenata al momento di concludere, quando è arrivata l’offerta definitiva: ritenuta troppo bassa dalla attuale proprietà, si vocifera di 250mila euro offerti, per acquisire un titolo sportivo che comunque ora ha un valore decisamente più elevato, sia per l’avviamento del club, che in meno di 10 anni è passato dalla Promozione alla serie D, ed anche per l’indotto che il marchio Maceratese porta con sé legato al seguito dei tifosi ed anche all’attrattività di sponsor del territorio. Senza poi considerare il settore giovanile che pure vanta centinaia di ragazzi ed in questa ultima stagione si è messo in luce a livello nazionale con l’Under 19 che ha vinto il suo raggruppamento.
Trattative, tali o presunte, visto che siamo nel campo delle voci che circolano in città ma, ripetiamo, non trovano conferme dai diretti interessati. Altra pista riguarderebbe un presunto imprenditore dell’entroterra maceratese che sarebbe disponibile a rilevare la Rata. Tra i nomi circolati quelli dell’ex presidente del Camerino Ivano Falzetti che dopo quattro anni ha lasciato il sodalizio ducale. Falzetti nelle ultime partite della Maceratese all’Helvia Recina è stato presente più volte ma questo non significa che fosse interessato a rilevare il club di Crocioni. Del resto anche Falzetti, come Campitelli, ha smentito in via ufficiale qualsiasi interesse verso il club biancorosso. Restando ai desiderata, soprattutto di una parte della tifoseria, ecco che è stata tirata in ballo l’azienda Svila di Visso, un tempo nelle mani della famiglia Sensi ma ora di proprietà di un imprenditore americano, Matteo Palermo, che è anche presidente della locale squadra di calcio che quest’anno ha vinto il campionato approdando in Prima categoria e che ha investito anche nel basket rilevando la squadra di Serie C di Perugia. Visto che gli stranieri acquistano Milan, Inter, Roma, Parma, ecc… vedi mai che, evocando un famoso film di Alberto Sordi “Un Americano a Roma”, anche la Rata non possa essere “appetita”, è il caso di dire visto l’attività della Svila, dall’imprenditore statunitense?

Queste sono le voci che circolano, ripetiamo, senza alcun riscontro concreto, almeno al momento. Resta il fatto che i sogni sono una cosa, la realtà poi è un’altra. Quella del patron Alberto Crocioni che, con le sue potenzialità, ha riportato comunque la Maceratese in un campionato nazionale come la serie D, mantenendola al primo anno da matricola. Magari anche con i suoi errori, le sue incertezze, ma comunque offrendo una solidità economica e il rispetto delle scadenze che altrove (e di club in crisi nel girone F se ne sono visti tantissimi) non ci sono stati. Dirigenza che non ha mai chiuso alla eventualità di irrobustire la società o anche di cederla ma sempre nelle mani di personaggi affidabili e che diano garanzie economiche solide per il futuro del club. Niente salti nel vuoto dunque.
La dimensione della Maceratese, peraltro, in particolare dagli anni Duemila in poi, è stata per lo più in Quarta serie, eccezion fatta per il biennio Tardella in Lega Pro. E la serie D, in assoluto, è stato il campionato più frequentato nella storia ultracentenaria dal club biancorosso. Dunque la dimensione della città e della società è questa. Non si tratta di spegnere i sogni dei tifosi ma di guardare in faccia la realtà: altrimenti si rischia di fare un salto nel buio, con le conseguenze che a Macerata si sono già viste e vissute in passato.

































Alberto Crocioni tutta la vita Presidente della Maceratese il resto tutta fuffa e suggestioni che ci potrebbero riportare in 1°Categoria in meno di quanto si pensi !!!!
Siamo SERI, rimaniamo con le persone SERIE, in una SERIE D che per Macerata è l’ideale, abbiamo un buon settore giovanile? Sfruttiamolo al meglio inserendo ulteriori istruttori – educatori.