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Spuntano reperti sugli Appennini:
ceramiche, resti di animali e attività umane
sommersi dall’Età del bronzo

CAMERINO - I risultati delle ricerche archeologiche saranno presentati sabato. Il soprintendente Giovanni Issini: «Il progetto avviato nel 2025 sulla vetta del Monte Primo». Il sindaco Roberto Lucarelli: «Momento importante per tutta la comunità»

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Gli scavi sul Monte Primo

Pronti alla divulgazione i risultati delle ricerche archeologiche sulla vetta del Monte Primo. L’appuntamento è previsto per sabato, alle 11, al municipio di Camerino. Si tratta di un contesto di eccezionale interesse storico, archeologico e paesaggistico che, per posizione strategica, estensione e continuità di frequentazione nel tempo, ha reso indispensabile l’avvio di un articolato progetto di studio geoarcheologico integrato in seno al progetto ministeriale “Tutela e valorizzazione dei siti archeologici di Piani di Montelago e Monte Primo (Macerata): un approccio geoarcheologico per la conservazione e fruizione del paesaggio e della storia”. Il progetto è nato per iniziativa della Soprintendenza Abap Ap Fm Mc, finanziato per l’annualità 2025 e finalizzato allo studio integrato delle evidenze archeologiche individuate mediante tecnologie di remote sensing e approccio multidisciplinare.

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«Il progetto avviato nel 2025 sul sito di Monte Primo – esordisce il soprintendente Giovanni Issini – rappresenta un’importante opportunità di ricerca e valorizzazione per il patrimonio archeologico dell’Appennino marchigiano e costituisce motivo di particolare soddisfazione per questo istituto, che ha ottenuto uno specifico finanziamento da parte del Ministero della Cultura. L’incontro pubblico del prossimo 16 maggio sarà un’occasione significativa per condividere con la comunità di Camerino i primi risultati delle indagini e per avviare una riflessione comune sulle prospettive future di studio, tutela e valorizzazione di un contesto di straordinario interesse archeologico».

«La presentazione dei risultati delle indagini su Monte Primo rappresenta un momento importante per tutta la comunità di Camerino – prosegue il sindaco di Camerino Roberto Lucarelli –. Conoscere meglio la storia del nostro territorio significa rafforzare il senso di appartenenza e costruire nuove opportunità di crescita culturale. Il lavoro svolto dalla Soprintendenza e dagli studiosi coinvolti testimonia quanto il nostro patrimonio archeologico possa diventare uno strumento di conoscenza, tutela e sviluppo condiviso».

Le attività di ricerca hanno avuto come obiettivi la tutela e conservazione del sito, la ricostruzione delle dinamiche di occupazione umana del territorio e l’analisi delle trasformazioni del paesaggio nel rapporto tra uomo e ambiente, con lo scopo di approfondire la conoscenza storica di un contesto che partecipava delle dinamiche di un più vasto comprensorio costituito da insediamenti d’altura collegati a sistema e di promuoverne la valorizzazione culturale e territoriale.

Le ricerche sono state condotte attraverso un approccio multidisciplinare e l’impiego di metodologie e tecnologie avanzate che integrano archeologia, geomorfologia e strumenti digitali di ultima generazione. Le attività hanno previsto rilievi aerofotogrammetrici con drone, analisi lidar e termografiche, prospezioni non invasive, ricognizioni archeologiche di superficie, elaborazioni Gis e indagini stratigrafiche mirate, finalizzate alla ricostruzione della morfologia del sito, all’individuazione delle principali anomalie antropiche e alla comprensione delle dinamiche insediative e ambientali del contesto montano.

I dati emersi dalle indagini sulla vetta di Monte Primo stanno restituendo un quadro di eccezionale interesse per la comprensione dei sistemi insediativi dell’Appennino centrale tra la fine dell’Età del bronzo e le successive fasi storiche. Gli scavi hanno evidenziato articolati sistemi terrazzati, strutture realizzate direttamente sul substrato roccioso e numerosi reperti archeologici, tra cui ceramiche d’impasto, industria litica, resti faunistici e testimonianze di attività antropiche legate alla frequentazione del sito.

L’evento è promosso dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ascoli, Fermo e Macerata, in collaborazione con il comune di Camerino e con la partecipazione dei partner scientifici rappresentati dal gruppo di ricerca della sezione di Geologia dell’Università degli Studi di Camerino e da Kora Srl.


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