Addio a Vanni Pierini,
padre di Musicultura
MUSICA - Insieme a Piero Cesanelli aveva dato vita nel 1990 al Premio Recanati, antesignano della kermesse che poi ha diretto come presidente fino al 2001. Si era da tempo trasferito a Cittaducale, in Lazio, dove è morto dopo una lunga malattia

Vanni Pierini
È morto a 81 anni, Vanni Pierini. Poeta, intellettuale e uomo di cultura, il suo nome resterà per sempre legato a una delle intuizioni più felici della storia della musica italiana: insieme a Piero Cesanelli, scomparso nel 2019, diede infatti vita al Premio Recanati, oggi conosciuto in tutto il mondo come Musicultura.
Nato a Recanati, è morto ieri a Cittaducale, il borgo medievale nel Reatino che aveva scelto come casa e dove si era allontanato dalla scena pubblica a causa della sua malattia. A darne notizia il figlio Rocco: «A nome di mia madre e dei miei fratelli, mi prendo l’onere di comunicare che ieri mio padre se n’è andato serenamente dopo una malattia spietata e beffarda che lo aveva colpito proprio lì dove era più forte: nella sua capacità di pensiero e di linguaggio. Ho anche l’onore di ringraziare per tutti i messaggi di stima e di affetto ricevuti in queste ore, di tanti amici e di tanti percorsi di vita, che gli hanno voluto bene come glie ne abbiamo voluto noi. Come glie ne vorremo ancora».

Vanni Pierini con Lucio Dalla
Aveva studiato a Roma, al Liceo Mamiani, per poi laurearsi in Filosofia. Ed è proprio nella capitale che ha vissuto a lungo appassionandosi alla politica e all’impegno civile, senza mai interrompere il forte legame con la sua terra d’origine. Il Premio Recanati, poi divenuto Musicultura, fin dal suo esordio nel 1990, è diventato punto di riferimento per la musica. Pierini riuscì a portare a Recanati il gotha della musica italiana, rendendo la rassegna un appuntamento imprescindibile per il cantautorato italiano. Lucio Dalla, Battiato, Bindi, Lauzi, Gino Paoli: i più importante cantautori italiani compresero subito la grandezza del progetto e iniziarono a sostenerlo.
Sotto la sua presidenza per ben 12 edizioni, fino al 2001, la rassegna è diventata il baricentro della canzone di qualità, capace di scuotere quelle che lui e Cesanelli chiamavano scherzosamente le “sonnacchiose Marche”. Su quel palco Pierini ha visto sbocciare talenti purissimi, tra cui: Gian Maria Testa a Simone Cristicchi a Pavia fino ai più recenti Mirkoeilcane, Santamarea e Anna Castiglia. Parallelamente fu anche tra gli ideatori di Lunaria, kermesse di spettacoli serali in estate che univano musica e poesia. Nonostante una fame di esplorazione dell’animo umano che lo accompagnava sin dai tempi del Liceo, Pierini fu sempre un giudice severissimo di se stesso. La sua produzione poetica vide la luce solo alla fine degli anni Novanta, vincendo una naturale ritrosia alla pubblicazione. Tra le sue opere principali: “Il Segreto dell’Uno e dell’Altro” (1999), “Lance nell’infinito” (2005), “Incerte universali passioni” (2007), L’antologia “Foglie della memoria: l’Italia del ‘900 nella poesia del ‘900” (2006), pilastro del suo spirito liberale. Memorabile resta il suo legame con la poetessa Fernanda Pivano.
La camera ardente è stata allestita nell’abitazione di Pierini a Cittaducale, dove il feretro resterà oggi fino alle 14,30. Quindi l’ultimo saluto prima della cremazione.
Recanati ha un grande debito di gratitudine verso di lui.
Sentite condoglianze ai familiari tutti.