Indennità da sindaco dimezzata:
il presidente Gentilucci costa
2mila euro in più alla Provincia
MACERATA - Il Comune di Pieve Torina, dopo le elezioni, ha ridotto lo "stipendio" del primo cittadino da 4.100 a 2.200 euro: la differenza andrà a carico dell'ente provinciale. Primo scontro in consiglio con Narciso Ricotta (Pd) sulla rinegoziazione dei mutui

Alessandro Gentilucci, presidente della Provincia
Convocazione quasi in notturna per il Consiglio provinciale nell’era del presidente appena eletto Alessandro Gentilucci e luci accese sul primo scontro tra lo stesso Gentilucci e il capogruppo Pd Narciso Ricotta che è andato all’attacco sul fatto che le somme derivanti dalla rinegoziazione dei mutui non siano in parte state ancora accantonate come suggerito dai revisori dei conti e sulla questione delle indennità di carica.
E’ infatti di 9.660 euro lordi mensili l’indennità di funzione che spetta al presidente della Provincia Alessandro Gentilucci: si tratta di un importo fissato dalla legge e tarato sull’indennità spettante al sindaco del Comune capoluogo. A differenza di quanto accadeva prima, l’operazione indennità ora ha una incidenza diretta sulle casse della Provincia: Parcaroli infatti percepiva l’indennità come sindaco non potendo cumularsi a quella di presidente, per Gentilucci la Provincia verserà la differenza tra i 9.660 euro e i 2.208 della indennità versata dal Comune di Pieve Torina a Gentilucci in qualità di primo cittadino.
C’è anche un particolare però che è stato notato in Consiglio: con una determina del municipio interessato, l’indennità di funzione per il sindaco di Pieve Torina lo scorso 15 aprile è stata ridotta da 4.100 euro a 2.208 euro. Operazione fatta dopo le elezioni provinciali che ha comportato l’aumento della quota a carico della Provincia e ridotto quella del Comune di Pieve Torina: uno sconto, pare di capire, del presidente Gentilucci alla sua Pieve Torina. Nel bilancio di previsione è indicata la spesa complessiva annuale per il presidente della Provincia che comprende, si legge nella delibera, «le spese connesse agli accessi e alle missioni del neo eletto presidente dell’ente, non residente nella città sede dell’ente». Dunque, oltre ai circa 10euro mensili c’è anche la previsione dei rimborsi spese. Operazione criticata appunto dal dem Ricotta.
Coi soldi nostri questi non scherzano.
Tagliare e accorpare tutto il resto è noia come dice una canzone.
Le vie della Provvidenza sono infinite.
Ahhh, adesso capisco