“Campus Lanciano”, progetto dimezzato:
«Fondi passati da 18 a 9 milioni»

CASTELRAIMONDO - Procede a rilento la creazione della Scuola di alta formazione in alta hotellerie, presentata lo scorso novembre a Firenze, che doveva sorgere a Borgo Lanciano. L'amministrazione comunale: «Siamo stati costretti a selezionare le opere. Lavori in partenza in estate». Critica l'opposizione, che organizza un dibattito aperto lunedì prossimo: «il Comune paga tutto poi, se e quando ci sarà qualcosa, lo gestirà qualcun altro»

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marinelli leonelli campus lanciano

La presentazione del progetto lo scorso novembre

di Monia Orazi

Da progetto-vetrina per Castelraimondo presentato come polo di alta formazione turistica a nodo politico ancora aperto. La Scuola di alta formazione in alta hotellerie denominata “Campus Lanciano”, sita in località Borgo Lanciano, torna al centro del confronto dopo la risposta scritta del sindaco Patrizio Leonelli all’interpellanza presentata il 26 marzo dai consiglieri comunali di minoranza Claudio Cavallaro, Giuliano Lori, Elena Mancinelli e Costantino Mariani.

Sul piano operativo, lo sviluppo del progetto viene indicato in tre direttrici principali. Per l’intervento sulla proprietà Deltafin, «il progetto esecutivo è stato approvato, la procedura di affidamento dell’appalto sarà avviata nei prossimi giorni e i lavori si prevede che possano iniziare prima dell’estate». Per il completamento dello studentato, «il progetto esecutivo è stato presentato, è in fase di verifica e si prevede che i lavori partano entro l’estate». Le opere di urbanizzazione del campus e i relativi sottoservizi sono invece «in fase di progettazione» e i lavori «si prevede possano essere avviati in autunno». Resta fuori, almeno per ora, la «progettazione palazzina per aule, laboratori, uffici direzionali, servizi collettivi ed accoglienza»: il Pfte, si legge nella risposta, è stato consegnato e approvato, ma «non sarà realizzato in questa fase quale terzo stralcio».

Uno dei passaggi più rilevanti riguarda i fondi. Il sindaco ricorda che «il progetto iniziale ammesso dall’Agenzia di sviluppo e coesione e da Invitalia era di 18.345.000 euro» e prevedeva «una palazzina per aule, laboratori, uffici direzionali, servizi collettivi ed accoglienza di circa 2.500 metri quadrati», oltre agli interventi sulla parte privata. Tuttavia, «per mancanza di fondi, l’Agenzia ha ridotto il finanziamento a 8.748.000 euro, costringendo l’amministrazione a selezionare le opere da realizzare». A questo, aggiunge il Comune, si è sommato «il noto aumento dei costi che sono lievitati in questi anni di oltre il 30%». Per questo «attualmente si prevede di intervenire per il completamento dello studentato, di realizzare le opere di urbanizzazione del campus e relativi sottoservizi». Il Comune ha inoltre segnalato al responsabile unico del contratto Cis «la necessità di ottenere una integrazione di fondi, per ultimare la realizzazione del progetto nel suo complesso».

Ancora aperta la questione del soggetto che dovrà gestire la parte formativa. Su questo punto il sindaco afferma che «il Comune non è titolare di competenze specifiche in tale ambito» e che, al momento, l’amministrazione ritiene possibile «individuare un soggetto terzo, possibilmente appartenente al mondo del terzo settore, che abbia adeguate competenze e sia in grado di realizzare un piano formativo rispondente agli interessi pubblici». Quanto alla responsabilità didattica dei corsi, la risposta è netta: «Al momento non risulta ancora possibile individuare il soggetto che avrà la responsabilità didattica dei corsi in quanto non sono ancora state valutate delle proposte formative».

Nella risposta viene affrontato anche il capitolo “Aree degradate”. Il progetto, per un importo di 2,1 milioni «è in fase di ultimazione» e la conclusione delle attività, comprese quelle tecnico-amministrative, è prevista «entro il prossimo mese di luglio 2026». La spesa sostenuta finora è pari a quasi 2 milioni euro e restano da completare attività relative a «conclusione lavori edili, Sal finale, collaudo statico, collaudo tecnico-amministrativo e rendicontazione finale». Il Comune precisa che il progetto non prevede «parti immateriali», ma riguarda esclusivamente «l’esecuzione delle opere edili e dei servizi ad esse connessi». Quanto allo sviluppo di nuove iniziative imprenditoriali giovanili, l’amministrazione sostiene che il progetto Cis darà nuovo impulso agli aspetti legati alla filiera agroalimentare, intesa come «palestra formativa incentrata sullo sviluppo, sull’ideazione e sulla promozione di tutti i prodotti della filiera agroalimentare nella quale i giovani potranno imparare nuovi modelli di sviluppo imprenditoriale».

Claudio Cavallaro

Claudio Cavallaro (Castelraimondo Insieme)

La replica della minoranza è secca. «La Scuola di alta formazione a Borgo Lanciano, secondo le dichiarazioni di questa maggioranza, avrebbe dovuto essere operativa già da tempo – afferma il gruppo – ci sono voluti anni e anni per realizzare un’opera edilizia, che peraltro anche recentemente ha assorbito altri 200mila euro di denaro fresco dalle casse comunali, e che comunque non è ancora completata. Quella era la cosa più semplice da fare, mentre del cuore del progetto, una struttura didattica organizzata e capace di dispensare “alta formazione”, non c’è traccia a nessun livello. Anzi, magari si rivedranno anche i patti col socio privato, che partecipa solo al 5% del valore del progetto, dopo che con i fondi pubblici saranno stati realizzati lavori che valorizzano molto le strutture alberghiere di sua proprietà. In tutto questo il Comune, che è il veicolo esclusivo dei finanziamenti, dice che non ha neanche competenze sulla struttura che dirigerà tutta questa faccenda; in pratica: il Comune paga tutto poi, se e quando ci sarà qualcosa, lo gestirà qualcun altro che non sappiamo chi sarà, o forse lo sappiamo. Nel frattempo il valore del progetto, che già non stava economicamente in piedi con i fondi previsti, è stato dimezzato, mentre i costi naturalmente sono cresciuti».

La vicenda sarà approfondita lunedì prossimo alle 21.15 in biblioteca, in un incontro pubblico promosso dalla minoranza, che annuncia: «Per chi è interessato ne parleremo più ampiamente».

Un polo di formazione turistica: il progetto di Castelraimondo presentato all’UrbanPromo di Firenze




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