Servizio idrico, Ato 3 verso il gestore unico:
Marcello Clarich per costruire il percorso
verso la società in house

ACQUA - Il compenso concordato per il giurista esperto di diritto amministrativo è di 115mila euro. Capofila dell'aggregazione sarà la provincia di Macerata

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di Monia Orazi

L’Ato 3 Marche Centro-Macerata torna a muoversi verso il gestore unico del servizio idrico integrato. Dopo anni di rilievi della Corte dei conti, contestazioni dell’Antitrust e proroghe successive, i Comuni dell’ambito stanno approvando la convenzione che affida l’incarico a Marcello Clarich, giurista esperto di diritto amministrativo, per costruire il percorso verso una società in house providing per la gestione pubblica dell’acqua nel territorio maceratese.

Fiastra è tra i primi ad aver votato: il consiglio comunale ha approvato all’unanimità la delibera, dichiarata immediatamente eseguibile. Camerino porterà la convenzione al prossimo consiglio comunale, previsto nei prossimi giorni. Altri Comuni dell’ambito hanno già deliberato.

Il compenso concordato per Clarich è di 115mila euro oltre oneri previdenziali di legge, da ripartire tra i Comuni in proporzione alle rispettive quote di partecipazione: per un piccolo comune come Fiastra la spesa prevista è di circa 3.500 euro. Capofila dell’aggregazione sarà la provincia di Macerata.

Il quadro normativo di riferimento è il decreto legge numero 200 del 31 dicembre 2025, che ha prorogato al 31 dicembre 2027 la durata dell’affidamento in corso, ma a condizioni precise e con scadenze vincolanti. Entro il 30 giugno di quest’anno dovrà concludersi la valutazione ambientale strategica e il piano d’ambito dovrà essere definitivamente approvato dall’ente di governo. Entro il 31 dicembre di quest’anno l’Aato 3 dovrà adottare la relazione istruttoria e gli atti presupposti per la scelta della modalità di gestione. Entro il 30 novembre 2027, infine, i gestori pubblici uscenti dovranno presentare l’eventuale proposta di affidamento diretto alla società in house, corredata di un piano economico-finanziario coerente con il piano d’ambito approvato. Un cronoprogramma serrato, che lascia poco margine agli slittamenti che hanno caratterizzato il percorso fino ad oggi.

La strada verso il gestore unico è disseminata di ostacoli accumulati negli anni. La Corte dei conti e l’Autorità garante della concorrenza e del mercato avevano rilevato carenze istruttorie, motivazioni economico-finanziarie insufficienti, problemi di governance e assenza dei presupposti per l’affidamento in house. Mancavano una relazione economico-finanziaria e il regolamento per il controllo analogo. Un precedente tentativo di proseguire con più società partecipate era stato bocciato dalla stessa Corte dei conti.

L’incarico a Clarich nasce proprio per rispondere a queste criticità: costruire un impianto giuridico e un regolamento per il controllo analogo capace di reggere al vaglio dei magistrati contabili e di raccogliere il consenso dei quarantotto Comuni dell’ambito. Non è la chiusura del percorso, ma il tentativo di dotarlo finalmente di una base solida. La convenzione approvata dai Comuni disciplina i rapporti amministrativi e finanziari tra gli enti in questa fase preparatoria. Il tempo, questa volta, non è una variabile neutrale: le scadenze imposte dalla legge trasformano ogni ritardo in un rischio concreto per la proroga stessa.

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