Arti e culture dall’Africa all’Europa:
il convegno targato Unimc
MACERATA - Mercoledì il via alla tre giorni all'università. I panel scientifici spaziano dalla lingua, alla letteratura della diaspora africana fino alle politiche dell'identità razziale nei discorsi politici

Rosita Deluigi all’Università pedagogica di Maputo
L’Università di Macerata ospita un convegno internazionale di primissimo piano dedicato alle narrazioni, alle identità e alle traiettorie culturali, educative e artistiche delle comunità afrodiscendenti in Europa, nelle Americhe e in Africa: “Afro-descendant narratives and plural identity trajectories”. L’evento, dal 15 al 17 aprile, organizzato nell’ambito del progetto di ricerca Unimc Afro Disc e del Cluster di ricerca Erua Afro Com, riunisce per la prima volta in Italia oltre cinquanta studiosi, artisti e attivisti provenienti da più di quindici paesi. Per il programma competo clicca qui.
Il convegno si svolge in due sedi, il Polo Pantaleoni di via Pescheria Vecchia e l’aula magna Omero Proietti di via Garibaldi, è aperto al pubblico e si distingue per la sua natura radicalmente interdisciplinare: linguistica, pedagogia, storia coloniale, studi letterari e postcoloniali, filosofia, arti visive, teatro e musica convivono in un programma che intreccia rigore accademico e apertura alla sfera pubblica. Tra i partecipanti figurano ricercatrici e ricercatori provenienti da Francia, Canada, Senegal, Kenya, Mozambico, Marocco, Svizzera, Croazia, Tunisia e da numerosi atenei italiani, a testimonianza della dimensione autenticamente globale del progetto. La tavola di apertura vede la presenza del rettore John Mc Court, della prorettrice Silvana Colella, delegata ai processi di ricerca, e di Rosita Deluigi, ricercatrice principale dei progetti.
I panel scientifici spaziano dalle pratiche plurilingui delle comunità afrodiscendenti in contesti post-migratori all’analisi delle narrazioni coloniali e decoloniali; dalla letteratura della diaspora africana nelle Americhe e in Europa alle politiche dell’identità razziale nei discorsi politici contemporanei; dalle pratiche artistiche come forma di resistenza e memoria alle intersezioni tra genere, disabilità e afrodiscendenza. Tra i relatori internazionali di spicco: Danièle Moore (Simon Fraser University, Canada), José P. Castiano (Universidade Pedagógica Maputo, Mozambico), John Mugubi (Kenyatta University, Nairobi), Coudy Kane (Université Cheikh Anta Diop, Dakar) e Mhamed Dahi (Université Mohammed V, Rabat).
Il programma non si limita alla dimensione accademica. Mercoledì è in programma la lettura teatrale di “Puf!”, testo di esordio della drammaturga afroamericana Lynn Nottage, un breve atto unico che sovverte la narrazione vittimizzante della violenza domestica conferendo potere discorsivo e di azione alle donne, con Eny Cassia Corvo e Didi Garbaccio Bogin, introdotto dalla traduttrice italiana Valentina Rapetti. Giovedì ci sarà una performance musicale di Meryem Aassid, co-fondatrice di Jazz’Amazigh, incentrata sugli intrecci afro-amazigh e la memoria decoloniale. La giornata conclusiva di venerdì è dedicata a un workshop aperto, co-progettato con artisti africani residenti in Europa nell’ambito del progetto Erasmus+ Circe.