
Il Cosmari
di Luca Patrassi
Chi pagherà gli extracosti tra il Cosmari e i Comuni raggiunti da parte del Consorzio citato da avvisi di fatture da emettere per circa venti milioni di euro? Sicuramente i cittadini. La grana si è materializzata nei giorni scorsi sulle pec dei Comuni che fanno parte del Cosmari: appunto il Cosmari guidato dal presidente Paolo Gattafoni ha informato gli associati che ci sono venti milioni di extra da pagare per le ultime tre annualità per via del fatto che i rifiuti vengono abbancati fuori provincia con un aggravio di spesa per lo smaltimento e per il trasporto.
Messa così sembra facile ma il problema è anche burocratico legato ai bilanci: i Comuni non hanno la voce indicata ora dal Cosmari tra i residui passivi e dovrebbero quindi inserirla tra i debiti fuori bilancio per poi liquidare le somme. Facile a dirsi, meno a concretizzarsi: si parla di somme ingenti per gli asfittici bilanci degli Enti locali a corto di liquidità.
Per fare un paio di esempio, il conto per Macerata e per Civitanova è di circa 1.9 milioni di euro. Il tempo di vedere arrivare la richiesta del Cosmari e sono già partite le risposte negative dei Comuni che chiedono il rispetto di tempi e metodi. La mossa del Cosmari però permette di tradurre in cifre (venti milioni di euro) la mancata apertura di una discarica in provincia di Macerata o il mancato ampliamento di quella di Cingoli.
I politici continuano a far finta di nulla coltivando i propri orticelli elettorali e supportando gli immancabili comitati e i contribuenti maceratesi pagano i danni sotto forma di aumenti delle bollette. Peraltro già alcuni mesi fa a Cingoli il gruppo di opposizione guidato dall’ex candidato sindaco Alessandro Maccioni e formato anche da Anna Maria Tittarelli, Claudia Spadoni e Raffaele Consalvi aveva presentato una interrrogazione al sindaco evidenziando la stranezza del comportamento di un Cosmari che ha fatture non emesse per parecchi milioni di euro e apre un mutuo da nove milioni di euro per la copertura del fabbisogno finanziario con aggravio evidente degli oneri finanziari.
Ed i sindaci rispondono: OBBEDISCO. DATECI IL TEMPO DI AUMENTARE LA TARI, FORSE RIUSCIAMO ANCHE A FARE AUMENTI RETROATTIVI.
Le faccette nere non sono capaci nemmeno di gestire un cacatò.
Ecco la destra incapace di gestire e di amministrare i rifiuti scarica tutti i costi sui cittadini. Inabilità conclamata, una scusa , come per l'acqua per aprire le porte ai privati
uno dei pochi enti a funzionare bene , e con il personale della raccolta gentile e paziente
Ma si daje jo
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Poi alla fine paga Pantalone? Il termovalizzatore era un pezzo che andava fatto o no? P.S.nucleare no rigassificatori no ma insomma ricordo che se succede un’incidente nucleare in Francia noi siamo messi male però i francesi l’energia elettrica la pagano meno di noi.
Una classe politica incapace di governare.Chi pagherà? elementare Watson…i cittadini .
Chi parla ancora del nucleare ormai è fuori dal tempo, uno che non conosce affatto la materia. Ma continuate a dire nucleare, va bene cosi.
https://www.cronachemaceratesi.it/2025/12/20/rifiuti-migliorelli-a-tutto-campo-dal-porta-a-porta-alla-tari-sistema-che-mostra-sempre-piu-crepe/2023414/
Da tempo sostengo che il Cosmari (ma anche l’ATO per il governo delle risorse idriche) debbano essere commissariati. Negli ultimi anni con la preponderanza delle destre al governo degli enti locali i problemi si sono incancreniti.
Il governo della regione Marche non riesce a costruire e mettere in funzione i termovalorizzatori. Termovalorizzatori in Italia
D’altronde in Italia sono operativi circa 36 impianti, concentrati prevalentemente nel Nord del Paese.
Ecco la situazione nelle altre regioni
– Lombardia (13 impianti): È la regione con la maggiore densità. I principali si trovano a Brescia (uno dei più grandi d’Europa, gestito da A2A), Milano (Silla 2), Bergamo, Dalmine, Cremona, Pavia (Corteolona e Parona), Como e Busto Arsizio.
– Emilia-Romagna (7 impianti): Impianti attivi a Modena, Ferrara, Parma, Bologna (Granarolo), Rimini, Forlì e Piacenza.
– Veneto (3 impianti): Attivi a Padova e Schio. L’impianto di Venezia è stato oggetto di riconversioni.
– Piemonte: Il principale è quello di Torino (Gerbido).
– Trentino-Alto Adige: Impianto di Bolzano.
– Friuli-Venezia Giulia: Impianti a Trieste e Spilimbergo.
– Lazio: Al momento è operativo l’impianto di San Vittore del Lazio (Frosinone). A Roma è in fase di progetto/sviluppo il nuovo termovalorizzatore cittadino.
– Toscana: Impianti attivi a Livorno, Arezzo, Poggibonsi e Montale.
– Umbria: Impianto di Terni.
– Molise: Impianto di Pozzilli.
– Campania: Il principale è quello di Acerra.
– Sardegna: Impianto di Cagliari (Macchiareddu).
Una bella struttura che andava meglio governata e incomprensibile il fatto che i rappresentanti dei comuni tornati di centro sinistra abbiano scelto scelto di non essere come da regolamenti e dal buon senso di non avere rappresentanti nel CdA. Ora che succede?pagheranno i comuni? dove prenderà no i fondi?semplice con tagli ad altri servizi? La sostanza è il solito sistema: pagheranno i cittadini..
I rifiuti se ben gestiti sono oro. Invece di ricompensare chi ve li conferisce, salassate a piú non posso la cittadinanza.
I termovalorizzatori non esistono, si chiamano inceneritori di rifiuti, costano più di quel che producono, sono antieconomici senza sussidi e producono sostanze dannose.
Il resto è pensiero magico.