Festa senza autorizzazione,
stop e scattano le multe
MACERATA - Polizia e vigili sono intervenuti in un ristorante dove si stava svolgendo un evento. Sanzionato l'organizzatore e il gestore dell'attività
Festa organizzata in un ristorante di Macerata, intervengono polizia e polizia locale: multa all’organizzatore dell’evento e al gestore dell’attività. Il controllo sabato notte.
In programma, pubblicizzata sui social, una festa organizzata da alcuni giovani. Gli agenti della squadra della Polizia amministrativa della Questura di Macerata, e quelli della Polizia locale, hanno riscontrato l’attività di somministrazione e la presenza di un cospicuo numero di ragazzi intenti a ballare con la musica di un dj con consolle.
Pertanto l’organizzatore dell’evento è stato sanzionato per aver promosso la festa senza le prescritte autorizzazioni amministrative previste per il pubblico spettacolo, mentre a carico del gestore della struttura sono state contestate tre sanzioni.
Ultimato il controllo, è stata intimata la cessazione dell’attività danzante abusiva.
Ulteriori aspetti relativi al quadro autorizzatorio del locale sono in corso di verifica a cura degli uffici operanti.
Questi controlli si sono intensificati nell’ultimo periodo in base alle indicazioni emerse in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica presieduto dal prefetto di Macerata, al fine di prevenire situazioni di pericolo per la pubblica incolumità.
Xfetto, ma che era la festa argentina pubblicizzata su FACEBOOK?
Rido, avendo espletato tutto l’iter burocratico richiesto a tal fine.
Forse non esistevano i presupposti per un evento in sicurezza. Questi casi sono più numerosi di quanto si pensi perché non si svolgono alla luce del sole.
A gioia vera nun sta dint’ ‘o ballo ca vola,
nun sta ‘ngopp’ ‘a pista addò ‘o piacere se consuma
e se crede eterno mentre more ‘e un momento,
mentre l’anema corre, corre, e nun arriva a niente.
Sta dint’ ‘o terrore ca te piglia ‘o core,
int’ ‘a disperazione ca te fa gridare: «Che faccio qua?»,
int’ ‘o salto ca nun se spiega, ca nun se giustifica,
ma se butta ‘ngopp’ ‘o baratro pe’ trovare Dio.
‘O ballo è estetico, è vanità ca se maschera,
penitenza è ‘o paradosso: soffrire e ringraziare,
perché solo quanno tutto crolla, ‘o singolo se sceglie,
se sceglie davanti all’eterno, solo, appassionato.
E ‘a gioia nun è dolce, nun è festa ‘e vicolo:
è quell’angoscia ca se fa fede, ca se fa amore
pe’ l’Infinito ca te chiama pe’ nome,
e tu risponni: «Eccome», tremanno e gioendo insieme.