
Maurizio Del Gobbo
di Luca Patrassi
Il tempo per il centrosinistra di ufficializzare la firma di un trattato di condivisone elettorale, pur senza il nome del candidato sindaco, e da casa Pd arriva un “missile”: la definitiva uscita di scena dal partito del consigliere comunale Maurizio Del Gobbo che era stato il più votato nella lista Dem alle elezioni del 2020.
Non una uscita di scena in silenzio, Del Gobbo (di professione medico, attualmente responsabile della unità di Geriatria dell’ospedale di Macerata) ne ha per tutti in ambito nazionale e locale. Si parte: «Da diverso tempo non condivido più la linea politica nazionale del Partito Democratico e non mi sento più in linea con gli indirizzi del gruppo consiliare a livello locale. Questo mi aveva portato, già lo scorso anno, a non rinnovare la tessera del partito, ma a questo punto sento sempre più la necessità di dover recuperare una mia autonomia di espressione e pertanto di uscire dal gruppo consiliare del Partito Democratico confluendo nel Gruppo misto. Ritengo questa decisione un gesto di coerenza e di correttezza politica nei confronti del Pd nella cui lista, vorrei ricordare, sono stato fra i più votati specie alle ultime due elezioni comunali del 2015 (secondo con 244 voti) e del 2020 (primo con 185 voti)».
Le motivazioni: «Diverse sono le questioni sulle quali mi sono trovato progressivamente in disaccordo e fra queste segnalo, a livello nazionale, il posizionamento del partito su molte tematiche come quella per il no al referendum sulla riforma della giustizia, l’atteggiamento unilaterale pro-Palestina e sulla flottiglia, i matrimoni egualitari e le famiglie arcobaleno, la presenza ai pride. Sul piano locale non ho condiviso i criteri di scelta delle candidature sia per la candidatura di Ricci alle regionali sia per le modalità di selezione alle ultime elezioni politiche del 2022; una mia richiesta di confronto non ebbe alcuna risposta dall’onorevole Losacco (all’epoca referente Pd per le Marche) e tanto meno nessun riscontro dalla nostra parlamentare Manzi. In merito alle scelte amministrative potrei citare in particolare la mia diversa posizione sulla questione del centro commerciale Simonetti. Sempre a livello comunale, durante l’ultima amministrazione di centro-sinistra, mi sono sembrate non rispettose del consenso che ho ottenuto le scelte degli assessori, alcuni dei quali si sono successivamente dimostrati estranei al contesto cittadino ed oggi praticamente scomparsi dal panorama politico maceratese».
Politiche di parte e non cittadine secondo Maurizio Del Gobbo: «La stessa attività del gruppo consiliare, infine, mi ha messo più volte a disagio essendo focalizzata più su critiche aprioristiche che sulle proposte, che magari potevano essere condivise per quanto possibile anche con la maggioranza, come avveniva nello scorso quinquennio in cui sono stato capogruppo. Segnalo a questo proposito le annose vicende del mercato ortofrutticolo (sul quale mi sono molto attivato) e del mattatoio, che sono state sbloccate solo durante questa amministrazione». Fuori dal Pd ma non dalla politica, il messaggio finale di Del Gobbo: «Tutto questo mi ha portato progressivamente a sentirmi estraneo al gruppo consiliare, anche se continuo a conservare amicizia e stima per alcuni singoli consiglieri con i quali ho condiviso anni di impegno civico che continuerò comunque a coltivare per la mia città recuperando autonomia e serenità per muovermi in coerenza con i miei principi».
Lasciare il PD è salute mentale. Il resto è il nulla. Come il PD.
Elisabetta Torresi a destra di salute mentale c'è n'è parecchia soprattutto tra i patridioti che votano . Viva Trump,viva la salute mentale
Adda Merlini non usiamo il loro stesso linguaggio. Manteniamo la dignità e la ragione. Un caro saluto
Simone Salvucci non sono patrioti( a me sta parola fa venire l'orticaria) sono patridioti
Adda Merlini oramai l'insulto è sdoganato. Tutti si sentono liberi di insultare come fa Trump. Ma dove sono finito i sovranisti? Non vogliono l'Europa ma sono pronti a scodinzolare ai piedi di un personaggio come Trump, e se non scelgono Trump si affidano a Putin
Elisabetta Torresi che classe! Ma lei lavora con Lando e Dino di Appignano?
Simone Salvucci no perchè sono impegnati con la sinistra
Evidentemente i partiti della destra che governano la sanità gli hanno promesso il primariato di geriatria se abbandonava il gruppo PD. Il resto sono chiacchiere.
Piergiorgio Gualtieri sempre i fascisti di mezzo .....ahahah
Nasce spontanea la domanda :dopo tanti anni, cosa non ha capito delle battaglie che i gruppi di sinistra hanno portato avanti? Sono sempre state le stesse. La libertà di ogni essere di pensare e vivere la propria vita come vuole, a patto che non faccia male al prossimo.
Michela Macellari Forse , degli ultimi anni ,le sono sfuggiti gli aggiornamenti ,e neanche pochi, si applichi bene trovare sorprese non piccole .
Giordano Machella sarebbe tempo perso. Risponda anche agli altri
Michela Macellari Quando.ha tempo ,ammesso.che lo sappia ,mi spieghi cosa c'entra MARIA in questa disamina , Lei è una componente dell' ETNIA = ( Razza ) decida lei quale .
Giordano Machella per me non sono sorprese. Sono state cose mai dette, dato che siamo nella città di Maria Si applichi meglio lei.
Giordano Machella esattamente
Mi faccio in altra risata
Voterò NO, ma non voterò PD
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C’era qualche argomento su cui andavate d’accordo?
Persona che reputo ceorente al di là dell’appartenenza politica e la coerenza è una qualità rara in politica.
grossa perdita…per il centrodx
La politica è la continuazione del curling con altri mezzi, direbbe forse oggi un Carl von Clausewitz.
Neurologo e primario di Geriatria ..curriculum ineccepibile quindi il dott. Del Gobbo sa bene che non tutto è da pensione.
Ma alcuni soggetti sì….
In politica, come in corsia, riconoscerlo per tempo è già metà del lavoro.
Benvenuto tra i cani sciolti.
@ Elisabette Torresi..
Visto che la capa della destra è avvinghiata a Trump come l’edera a un muro pericolante, forse parlare di salute mentale di chi lascia il PD risulta quantomeno sconveniente.
Prima di diagnosticare patologie politiche agli altri, sarebbe il caso di guardare con attenzione a certi modelli di riferimento e alle dipendenze ideologiche di casa propria.
Perché c’è chi cambia gruppo per lucidità… e chi segue Trump per convinzione: e non è affatto detto che il problema sia il primo.Buona giornata…
Tutti questi medici che non riescono a “curare” la politica. Dio ce ne scampi e liberi…