«Regionali, un ko con radici profonde:
la destra si è radicata
anche dove noi eravamo più forti»

DEM - Chiusa ieri l'assemblea regionale del Pd alla presenza del già candidato governatore Matteo Ricci. L'analisi della segretaria regionale Chantal Bomprezzi: «Paghiamo ancora ferite del passato, non ci possiamo permettere nuove tensioni o contifici»

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L’intervento di Chantal Bomprezzi

Ripartire dai territori per recuperare il terreno perduto. È terminata ieri sera alla Conero Break di Ancona la direzione regionale del Partito Democratico delle Marche, dopo il riaggiornamento del 15 novembre, per una riflessione dopo l’esito delle elezioni regionali. Tra gli intervenuti anche l’europarlamentare Matteo Ricci, candidato presidente alle passate regionali, che ha richiamato all’unità e al lavoro del partito.

Nella sua relazione introduttiva, la segretaria regionale Chantal Bomprezzi ha indagato le ragioni di una sconfitta dolorosa. «Un risultato di questo tipo non può che avere ragioni profonde – ha detto Bomprezzi – ancora paghiamo le ferite del passato. Negli anni la destra si è radicata nei Comuni, anche laddove eravamo più forti. Il centrosinistra non è ancora percepito come alternativa di governo, e la coalizione non è matura». La segretaria ha poi sottolineato la necessità di dover proseguire il percorso di unità del partito. «Stando uniti siamo riusciti ad avere un candidato unitario e forte, un’alleanza ampia e coesa e un programma serio, non preconfezionato. Ma la fiducia dell’elettorato si conquista nel tempo. A causa delle divisioni del passato, questo tempo di unità non è bastato. Per questo credo che dovremmo proseguire su questa rotta. Non esistono soluzioni rapide per problemi profondi».

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Matteo Ricci

Bomprezzi non ha mancato di ribadire il proprio impegno personale. «Prima di tutto viene il bene del partito, soprattutto nei momenti più difficili. Non si può abbandonare la nave ora che serve la massima responsabilità – ha aggiunto Bomprezzi – non ci possiamo permettere nuove tensioni o contifici». E il pensiero salta velocemente al caso di Antonio Mastrovincenzo, prima defenestrato poi riammesso in tutta fretta con l’accusa di aver partecipato alle regionali (venendo eletto) nella lista del presidente anziché nel Pd nonostante avesse avuto il via libera dallo stesso partito. «Servono senso di comunità e condivisione e su questa strada rimango a disposizione del partito e continuerò a impegnarmi per il bene del Pd e delle Marche – ha proseguito Bomprezzi, confermandosi – le responsabilità vanno riconosciute e affrontate insieme, io per prima, così come insieme abbiamo fatto tutte le scelte. Ora nessuno si senta escluso dalla responsabilità collettiva di una ripartenza. Servono unità e partecipazione attiva, ripartendo dal basso, ridando centralità ai territori, ai circoli, ai temi che contano davvero per i marchigiani».

La segretaria ha ringraziato tutti coloro che hanno contribuito alle cinque assemblee provinciali di ascolto post voto, arricchendo le riflessioni e il dibattito in sede regionale. Nei prossimi mesi, il Pd Marche sarà impegnato nel rilancio delle iniziative politiche, anche attraverso la riattivazione dei tavoli di lavoro. «Vogliamo ripartire dai territori, dai circoli. Il prossimo anno ci aspettano importanti appuntamenti elettorali – ha chiuso Bomprezzi – vorrei ripartire con l’attività politica, coinvolgere tutti i segretari di circolo e i nostri rappresentanti istituzionali, per ritrovarci tutti e ripartire. Se lavoreremo insieme con senso di responsabilità, i buoni risultati arriveranno».

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