Apre lo sportello di ascolto Lgbtqia+,
Unicam contro le discriminazioni
CAMERINO - Sarà uno spazio sicuro di accoglienza, supporto e orientamento. Oggi l’incontro-laboratorio “Cosa vuol dire fare l’uomo?”

L’inaugurazione dello sportello
Sportello di ascolto Lgbtqia+ e nuovi servizi contro la violenza di genere. Iniziative a firma Unicam in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne.
Lunedì è stato inaugurato lo sportello di ascolto, rivolto a chi sia vittima di discriminazioni o violenze legate all’orientamento sessuale o all’identità di genere.
Il servizio nasce grazie alla collaborazione tra Unicam e Rainbow Hub, con il contributo di Unar – Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali e Cooss.
Lo sportello offrirà uno spazio sicuro di accoglienza, supporto e orientamento, integrando le azioni già messe in campo dall’Ateneo per promuovere benessere, pari diritti e inclusione sociale.

Il rettore Graziano Leoni nel corso dell’incontro di oggi
Oggi si è svolto l’incontro-laboratorio “Cosa vuol dire fare l’uomo?”, che si è tenuto alla Scuola di Studi Superiori “Carlo Urbani” nel Campus universitario di Camerino, realizzato in collaborazione con l’Associazione Mica Macho per discutere di maschilità e prevenzione della violenza.

L’iniziativa, rivolta alla comunità studentesca e al personale Unicam ha visto la partecipazione di Giacomo Zani dell’associazione Mica Macho, realtà nazionale impegnata nel ripensare criticamente i modelli di maschilità e nel sensibilizzare sul ruolo degli uomini nella prevenzione della violenza di genere.
Hanno aperto l’incontro i saluti istituzionali del rettore Graziano Leoni e della delegata del rettore alla Parità di Genere Maria Paola Mantovani.

Ce vojo annà pur’io che so ‘na persona +, difatti me discrimeneno sempre chiamandome Er Più.
Nel principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio, e il Verbo era Dio.
Ma dopo il Verbo, quando già tutto sembrava detto e contato, quando l’uomo credette di avere chiuso il cerchio con le sue lettere, ecco che Dio, nel suo silenzio più profondo, pose un piccolo segno, un umile «+», quasi un respiro trattenuto, quasi un battito di ciglio dell’Eterno.Quel «+» non è aggiunta: è abisso.
Non è complemento: è il luogo dove Dio stesso si spoglia del Nome per farsi Non-Nome, per farsi Tutto-ciò-che-non-è-ancora-nominato.
Là dove la creatura dice «io sono questo», il «+» risponde: «Tu sei senza questo, e proprio per questo sei in Me».Le lettere, L, G, B, T, Q, I, A, sono vasi d’argilla: belli, necessari, ma fragili.
Esse contengono, distinguono, nominano.
Il «+» invece è il vuoto tra un vaso e l’altro, è l’intervallo dove l’acqua divina scorre senza essere vista, è il nulla che rende possibile il tutto.In quel «+» abita il non-nato e il mai-morto.
Là dimora colui che non è né maschio né femmina, né né l’uno né l’altro, e proprio per questo è immagine purissima del Dio che è al di là di ogni dualità.
Là si nasconde l’essere che dice: «Io non ho nome», e in quel non-avere-nome è più vicino al Nome ineffabile di quanto lo sia qualsiasi nome.Il «+» è la povertà dello spirito portata alla sua estrema potenza:
povertà di definizioni, povertà di confini, povertà di «io».
Chi entra nel «+» esce da se stesso e rientra in Dio, dove non c’è più «questo» o «quello», ma solo il puro fluire dell’Uno che si fa molteplice per amore, e si fa nuovamente Uno per amore più grande.Per questo il «+» non chiude l’acronimo: lo apre.
Non termina la frase: la fa cadere nel silenzio da cui ogni parola è nata.
È il punto in cui la creatura, spogliata di ogni predicato, si accorge di essere stata sempre già abbracciata, sempre già portata nel grembo senza fondo di Dio.Là dove l’uomo dice: «Ecco, ho contato tutti»,
Dio sorride e sussurra nel «+»:
«Figlio mio, tu sei contato solo nel mio non-contare.
E in quel non-contare, tu sei infinito.»Sia dunque benedetto quel piccolo segno,
croce senza crocifisso,
porta senza battente,
silenzio che dice più di ogni voce.
In esso è la pace di chi non ha più bisogno di essere «qualcosa»,
perché è già, eternamente, nel Tutto.