Dall’Inghilterra a Cingoli da 18 anni:
la battaglia degli Smith
contro la discarica di Fosso Mabiglia
AMBIENTE - Marito e moglie hanno contribuito alla nascita dell'associazione Campagna Pulita nel 2008. Ora combattono contro l'ampliamento dell'area per lo smaltimento dei rifiuti: «Sentiamo di poter contribuire al gruppo di cittadini. La zona non è idonea al progetto di estensione del Cosmari»

Tony e Linda Smith davanti ai cancelli della discarica di Fosso Mabiglia
«L’area individuata per l’estensione della discarica a Fosso Mabiglia non è idonea al progetto». A dirlo è l’associazione Campagna Pulita di Cingoli, un gruppo fondato nel 2008 per contrastare la discarica a Fosso Mabiglia. Discarica che però poi venne comunque realizzata e che nel frattempo si è anche esaurita. Ma la missione dell’associazione, anche oggi che si parla di ampliamento, non è cambiata: «Vogliamo fermare l’attuale progetto di Cosmari che, di fatto, rappresenta un nuovo sito di discarica nella stessa zona».
Nel gruppo che riunisce cittadini, professionisti e volontari impegnati nella difesa dell’ambiente locale, ci sono anche Tony e Linda Smith. Una coppia inglese che vive a un chilometro, in linea d’aria, dalla discarica: si è trasferita dall’Inghilterra a Cingoli nel 2007 e ha contribuito a far nascere l’associazione un anno dopo. Un esempio di come non si debba essere nati e cresciuti in un territorio per difenderne i valori: gli Smith hanno preso a cuore questa battaglia e continuano a portarla avanti anche ora che Fosso Mabiglia è al centro di un progetto di ampliamento per la discarica.
«Sentiamo di poter dare molto a questa associazione – spiegano -. Ora siamo pensionati ma abbiamo lavorato in aziende importanti (lui era il direttore di una fabbrica di birra e lei project manager nel campo dell’informatica) e stiamo dando una mano ai nostri vicini, con cui condividiamo questa battaglia, per evitare che il territorio venga deturpato ulteriormente e che venga messa a rischio la salute di chi vive qui».
La coppia ha deciso di investire nelle Marche e nell’abitazione che hanno acquistato, ma sin da subito si è trovata a lottare contro il progetto della discarica prima e dell’ampliamento poi. «La gente del posto è stata molto accogliente e disponibile al nostro arrivo. Il coinvolgimento nella discarica ci ha aiutato a costruire relazioni durature».
Grande il loro impegno nel gruppo: è stato Tony Smith a diffondere l’analisi dell’associazione in merito al progetto del Cosmari per l’ampliamento. Secondo Campagna Pulita «il sito individuato da Cosmari per Fosso Mabiglia è inidoneo alla realizzazione di una discarica – scrive il gruppo in una nota -. L’area presenta instabilità del suolo, rischio idraulico e assenza di analisi di sicurezza sismica, mentre il progetto stesso si colloca fuori dalla Macroarea designata, come confermato dal Consiglio di stato nel 2011.

La discarica di Fosso Mabiglia a Cingoli
La nostra analisi ha individuato 270 criticità nella documentazione. Abbiamo trasmesso un sottoinsieme selezionato alle autorità competenti, richiamando al tempo stesso l’attenzione pubblica su criticità chiave che non possono essere ignorate. Oltre alla mancanza dell’Allegato 9, che dovrebbe contenere i dati ambientali di base, l’area presenta instabilità, rischio di esondazione e nessuna verifica geotecnica o di sicurezza sismica. Queste omissioni compromettono seriamente la fattibilità del sito come discarica. Gli inglesi dicono che non tutto il male viene per nuocere».
Campagna Pulita sottolinea anche che «le norme urbanistiche e ambientali locali prevedono in modo esplicito che lo sviluppo di discariche sia consentito solo all’interno della Macroarea. Ignorare questo vincolo e i rischi fisici intrinseci del sito mina la legittimità dell’intero procedimento. Indipendentemente da eventuali compensazioni economiche, tali carenze di sicurezza e legalità impongono una conseguenza chiara: la procedura Via deve essere immediatamente sospesa».
(Redazione CM)
very good we appreciate
Grazie signor e signora Smith per il vostro sostegno e sensibilità ambientale. I nostri politici non lo sono e soprattutto non importa loro chi abita nei pressi. Per loro
” tanto lì vicino ce sta’ solo l’Inglesi”.( questo dovreste farvelo tradurre anche se conoscete benissimo l’italiano)
Questa è la storia infinita, iniziata nel 2008. Si era iniziato con una emergenza e si è continuato in emerge za. Nessuno vuole una discarica vicino casa per tanti motivi. Allora io vorrei rivolgere una domanda ad ogni singolo cittadino della Provincia di Macerata: è giusto che la popolazione residente nei pressi di Fosso Mabiglia continui a subire dopo oltre 10 anni? E’ possibile che da giugno 2014, non si sia riusctito a trovare altro sito da usare alla chiusura di Cingoli prevista per settembre 2021, come era previsto.
YouTube: discarica Cingoli
se vi può confortare nel maceratese a meno di 100 metri da casa mia regione Marche ha autorizzato la costruzione di una centrale elettrica di trasformazione di 1,7 ettari in barba alla legge che impone una relazione idrogeologica definitiva fatta in seguito ma Non idonea. in area agricola dove NON si possono fare impianti industriali elettrici. senza relazione DNSH ( do not significant harm) in zona sovente soggetta ad alkagamenti e a valle del canale vallato che esonda e frana. Io mi domando se siamo governati da persone competenti ed oneste o da cialtroni incapaci che si vendono.
Carissimi Smith, iniziate da qui……
In Inghilterra esistono diversi termovalorizzatori, o impianti di incenerimento con recupero di energia (waste-to-energy plants), come il Lostock Sustainable Energy Plant (LSEP) o il Severnside Energy Recovery Centre (SERC) di Bristol. Questi impianti sono parte di una strategia di gestione dei rifiuti che utilizza i rifiuti come fonte di energia, sebbene il governo britannico sia stato criticato per le emissioni di CO2 che generano, che secondo alcuni studi possono essere pari a quelle del carbone.