Quattro serate, quattro voci nazionali:
Camerino ospita il debutto di Kontempora
IL FESTIVAL presentato oggi. Si inizia il 28 agosto con Marcello Veneziani, poi Francesco Borgonovo, Filippo Facci e Giuseppe Cruciani

Marcello Veneziani
di Francesca Marsili
Quattro serate, quattro ospiti di livello nazionale: Marcello Veneziani, Francesco Borgonovo, Filippo Facci e Giuseppe Cruciani. Dal 28 agosto al 5 settembre Camerino diventa luogo che apre al confronto per favorire il dibattito pubblico, ascoltare voci diverse e coinvolgere la comunità con il festival Kontempora – Il Pensiero che abita il futuro, presentato questa mattina a Camerino. «E’ un laboratorio di idee, un luogo in cui la cultura si fa viva, libera e contemporanea – ha esordito Giovanni Broglia, presidente dell’associazione Marca Aps ideatrice del format -. Nato per diffondere il pensiero intellettuale oltre le mode e i confini ideologici, Kontempora vuole essere un marchio riconoscibile nel panorama culturale italiano: un segno distintivo per chi cerca un dialogo vero, aperto e proiettato verso il futuro».
Location degli appuntamenti l’Accademia della Musica, in zona San Paolo. Si inizia il 28 agosto con Marcello Veneziani, scrittore, filosofo e saggista. Il 29 è la volta di Francesco Borgonovo, vicedirettore de “La Verità”. Ospite della serata del 4 settembre Filippo Facci, giornalista e opinionista, mentre l’ultimo appuntamento è con Giuseppe Cruciani, conduttore radiofonico. Per non porre barriere di alcun tipo all’accessibilità tutte le serate sono gratuite e con orario di inizio alle 21,15.

Giovanni Broglia
«Abbiamo deciso di provare a fare qualcosa di più grande e strutturato – ha proseguito Broglia -, un momento culturale aperto a chiunque voglia partecipare. Crediamo che la cultura del dialogo non sia un’appendice, ma una risorsa attiva per la vita di una comunità. In questa prima edizione abbiamo lavorato per mettere insieme ospiti di rilievo nazionale, professionisti e voci che possano accendere i dibattiti, raccontare nuovi punti di vista e contribuire a far crescere il confronto pubblico di qualità. Allo stesso tempo – ha proseguito – abbiamo voluto mantenere il progetto vicino al territorio: le location, le modalità e le iniziative proposte sono pensate per coinvolgere associazioni locali, giovani e cittadini di tutte le età». Per l’associazione Marca l’evento – che punta ad essere il primo di un appuntamento fisso nel calendario culturale della città ducale – rappresenta la volontà di offrire una spazio di pensiero e di incontro, non un palcoscenico per pochi, ma un luogo dove far nascere proposte, ascoltare idee e coltivare relazioni. «Ogni appuntamento è stato pensato come un evento cultuale e partecipativo – ha concluso: inizieremo con una breve introduzione a cura del moderatore e del direttore artistico. Seguirà un dialogo – intervista con l’ospite che racconterà il proprio punto vista. Successivamente, se l’ospite darà la propria disponibilità ci sarà spazio per delle domande del pubblico e per degli interventi delle resta locali».

Michele Silenzi
Michele Silenzi, direttore artistico del festival, ha sottolineato: «Un evento culturale che è unico nelle Marche. Abbiamo pensato a quattro persone uniche per standing nazionale, che appartengono a nessuno tranne che a loro stessi e che spesso si trovano in contraddizione tra loro: un’occasione unica. Appuntamenti così ravvicinati danno l’idea di un festival di grande respiro. Iniziando con un parterre cosi importante potrebbe essere l’occasione per sviluppare un festival per i prossimi anni, che attiri l’attenzione non solo sulla città di Camerino, ma su tutto il territorio provinciale e sulla stessa regione».
“Ascoltare voci diverse…”
Colto è l’uomo che non converte la cultura in professione.
(Nicolás Gómez Dávila)
…’Certo che chi or si lamenta, che qui voci sol di parte, fa un po’ come giumenta, e in più mescola le carte; che d’incontri decennali, con cultura ‘elevatissima’, è ormai nei nostri annali, con la parte schieratissima; che coraggio lor signori, come quei che si lamenta, che se lor non ‘fanno fuori’, vengon giù le ‘fondamenta’… m.g.
La cultura che si mangia era idea comica di sinistra e ora che la destra gliela scippa a sinistra ovviamente ci rimangono male.
Qualcuno si sta stracciando le vesti per la “cultura” a senso unico, ma credo che non sia assolutamente obbligatorio essere presenti all’ evento.
Se poi le presenze saranno numerose Kontempora verrà riproposto, in caso contrario verrà abolito.
Tutto qua.