L’arrivo in città della Link University,
il rettore di Unimc spiega il suo no.
Centrosinistra sulle barricate, sì dalla Lega
MACERATA - A Villa Cola è apparso il totem con il logo dell'ateneo privato. Il numero uno di Unimc: «La scelta di una sede così ampia lascia presumere che non si tratti di un’iniziativa limitata a un singolo corso, come quello di Odontoiatria, ma che vi sia l’intenzione di un radicamento più esteso nel territorio». La segretaria del Pd Ninfa Contigiani: «Così si contrasta l’università di Macerata, una delle risorse più importanti del nostro territorio». Sandro Bisonni (Avs): «La destra non decide, non pianifica, lascia scorrere gli eventi con la precisa strategia di privatizzare i servizi essenziali». Favorevole Tommaso Lorenzini responsabile Università del Carroccio: «Dimostrazione che la città sta tornando ad essere attrattiva»

Il pannello della Link a Villa Cola
di Luca Patrassi
Link University a Macerata, l’unica traccia resta il totem installato all’ingresso di Villa Cola, storica villa maceratese che sarà la nuova sede della citata università telematica. Silenzio dai politici del centrodestra, silenzio dal Comune e dalla Regione (del resto non sono loro a rilasciare autorizzazione per i corsi di laurea).

John Mc Court
Il rettore di Unimc John McCourt ribadisce la linea del no: «Non ho molto da dire sull’apertura di una sede della Link Campus University a Macerata. Non ho mai avuto contatti con questa realtà, né da parte loro è mai giunta alcuna richiesta di dialogo o confronto con l’Università di Macerata. Ho appreso solo ieri che hanno preso in locazione Villa Cola, una struttura che il nostro ateneo ha lasciato in seguito al sisma del 2016, in quanto dichiarata inagibile. Immagino che nel frattempo il proprietario abbia eseguito i lavori necessari per ottenerne nuovamente l’agibilità. La scelta di una sede così ampia lascia presumere che non si tratti di un’iniziativa limitata a un singolo corso, come quello di Odontoiatria, ma che vi sia l’intenzione di un radicamento più esteso nel territorio. Intanto attendiamo le valutazioni di Anvur e le decisioni del Ministero, che dovrà esprimersi sull’accreditamento del nuovo corso di laurea. Al momento, tuttavia, non è chiaro cosa si celi dietro il cartello affisso all’ingresso. Come già espresso in maniera unanime dalle quattro università marchigiane, nutriamo forti riserve rispetto all’arrivo della Link in un territorio che dispone già di un sistema universitario pubblico ben articolato, radicato e complementare. Restiamo in attesa di comprendere meglio la natura e la portata di questo insediamento. E nel frattempo andiamo avanti convinti e determinati nel nostro lavoro».
Il fronte della politica registra gli interventi della segretaria del circolo Pd del capoluogo Ninfa Contigiani, dei Giovani del Pd, di Sandro Bisonni per Alleanza Verdi Sinistra e di Tommaso Lorenzini per la Lega.

Ninfa Contigiani
Osserva Ninfa Contigiani: «Così, contrastando e non valorizzando una delle risorse più importanti in termini economici del nostro territorio, in particolare della nostra città, l’università pubblica Unimc, semplicemente si impoveriscono le filiere economiche annesse e di conseguenza il territorio, con minori possibilità di lavoro e vita per tutti. Dove andranno a finire le risorse di profitto della Link university? Niente rimarrà sul territorio, praticamente un dragaggio verso patrimoni privati».

Sandro Bisonni, portavoce provinciale Avs
Sandro Bisonni: «Il totem della Link University e il via vai di trasportatori a Villa Cola per logica può significare solo una cosa: la Regione Marche e il Miur hanno dato l’ok definitivo all’insediamento della Link University sul nostro territorio. Questo accade nonostante ci sia stato un coro pressoché unanime di No, da parte di quasi tutti i soggetti interessati. Quasi tutti perché a distinguersi dal coro, per il suo silenzio, era stato solo il primo cittadino di Macerata, nonché presidente della Provincia Sandro Parcaroli che aveva dichiarato di voler attendere gli eventi; già peccato che poi sia troppo tardi. Siamo alle solite, la destra di governo non decide, non pianifica, lascia scorrere gli eventi con la precisa strategia politica (non vogliamo pensare che l’incapacità politica arrivi fino a questo punto) di privatizzare i servizi essenziali».

Tommaso Lorenzini
L’intervento dei Giovani del Pd: «La provincia di Macerata ha due eccellenze: l’Università di Macerata e l’Università di Camerino, che meritano risorse, sostegno e potenziamento, non concorrenza sleale da chi vede l’istruzione come un business. Chiediamo a Unimc e Unicam di prendere parola. È inaccettabile che su una scelta così grave per il futuro del nostro territorio si resti in silenzio. Le università pubbliche sono il cuore della formazione e della ricerca, e devono essere difese. Le Marche non hanno bisogno di università d’élite, ma di più borse di studio, più alloggi, più investimenti nel diritto allo studio».
La Link occasione di crescita secondo il responsabile Università della Lega e Consigliere di circoscrizione Tommaso Lorenzini: «Come giovane e come residente, guardo con favore e auspicio di collaborazione l’arrivo di un nuovo ateneo, che è dimostrazione di come dopo decenni e grazie al lavoro dell’amministrazione, con le tante iniziative e le opere concluse e in corso, Macerata stia tornando ad essere attrattiva, a discapito di chi promuove decadenza, chiusura ed immobilismo».
Le Università telematiche possono piacere o no, ma sono autorizzate dal 2003 in Italia, la sinistra se ne accorge adesso? Il fatto che facciano base in un territorio o in un altro essendo appunto telematiche, che differenza fa in termini di concorrenza con quelle tradizionali? Se aprivano a Martinsicuro o a Cattolica o su Marte per le nostre Università del territorio cambiava qualcosa? qual è il grave danno per il territorio? Inoltre sono private chi ci va se le paga, quale e a chi è causato il danno al diritto allo studio? Quindi seguendo questo ragionamento anche le Università tradizionali ma private come la Luiss la Bocconi, Lumsa Cattaneo ecc sono un danno al diritto allo studio? Quanti di questi che si stracciano le vesti hanno figli iscritti a quest’ultime e non a quelle pubbliche: sarebbe interessante saperlo. Anche a me non convincono questi atenei telematici ma finchè sono riconosciuti per legge questi isterismi mi sembrano più un riflesso pavloviano di certi cascami ideologici più che atteggiamento logico. Il solito “no qualcosa” che significa sempre no a tutto
mi piacerebbe che tutti i favorevoli si andassero a curare da Dottori usciti dalle università telematiche.
Totem e tabù, direbbe il dottor Freud, nella nevrosi da Link University nel quadro nevrotico è chiaramente predominante il tabù dell’incesto.
Bartolo’..così almeno gli emuli del Trota non dovranno più varcare l Adriatico x ottenere la laurea..A proposito pure tu CEPU..??Intanto x chi ci tiene tanto a che venga aperta…
“Lauree facili alla Link campus..condannato Vincenzo Scotti e i vertici dell Ateneo…Esami facili x i poliziotti..Verbali falsi e titoli regalati…”
Bartolo”’.notizia di una settimana fa…la vera iattura sei tu e quelli come te….informati ignorante prima di fare commenti a cavolo..
Concordo con Paolo Spalletti.
Dobbiamo ricordare il “danno” che le cliniche private fanno al nostro servizio sanitario nazionale? Le quali, col cavolo che si prendono l’onere costoso e problematico di un “pronto soccorso” del servizio sanitario nazionale.
Ormai, a cominciare dalla politica europea, nazionale, regionale e comunale, ognuno decide come “arare” il campo sociale, dando servizi e facendo leggi nell’interesse di tutti , compresi dei cani e dei porci.(salvo di chi ha realmente bisogno).
Ormai si giudica solo ciò che avviene al di fuori del proprio orticello. Mai che abbiano chiesto agli altri di guardare in casa propria per avere un giudizio sul proprio operato. Giudizio del quale se ne fregano. Anche quando c’erano i “partiti” a governare (oggi ci sono le cordate) avveniva ciò. Ma almeno c’erano delle regole costituzionali che venivano tenute in considerazione.
Oggi, al contrario, la Costituzione se la mettono sotto i piedi…
A Macerata esiste nell’Unimc un comitato anti fake-news che vuole negare, cancellandole dai siti di comunicazione, ogni diritto di propaganda di comunicazione alle tesi del prof. Giovanni Carnevale sulla Storia di Carlo Magno, mentre il PD a livello europeo vuole oscurare la emittente televisiva dei cittadini “Byoblu”, e mentre si impedisce il concerto Gergiev perché è un fedele alla Russia in cui oggi comanda Putin, mandato democraticamente al potere dal popolo russo.
Nella mia giovinezza questo atteggiamento lo avremmo definito “fascismo, nazismo e bolscevismo”. Oggi, invece, è considerato “prassi democratica”. E quindi si nega alla Link University il diritto di operare nella città di Macerata.
Il dibattito sulla Link University ha ormai assunto toni surreali, condotto in modo approssimativo da chi dimostra di ignorare completamente il quadro normativo che regola il sistema universitario italiano. Un quadro in cui le università private operano in concorrenza di fatto con quelle pubbliche, beneficiando di sovvenzioni statali pur non essendo sottoposte agli stessi vincoli di bilancio e ai rigorosi standard di qualità richiesti alle università pubbliche. In altre parole, un esempio lampante di concorrenza sleale, costruito con metodo e ostinazione dalla politica nel corso degli anni. Non si può continuare a commentare con superficialità, elevando la disinformazione a regola del dibattito pubblico. Quanto alla Link University come “opportunità per il territorio”, basterebbe fermarsi alla recente condanna in primo grado inflitta ai vertici dell’ateneo: cinque anni di reclusione per associazione a delinquere, falsi materiali e falsi ideologici. Il tutto legato a esami mai svolti, verbali falsificati e titoli di laurea distribuiti con disinvoltura. Sono certo che i sostenitori locali di queste “opportunità” sapranno comunque trovare argomenti a favore della Link, magari citando il numero di docenti incardinati (?), la loro qualificazione scientifica (??), o l’invidiabile rapporto docenti/studenti (???).
Commentare è un diritto — talvolta persino una fonte di visibilità o di profitto. Ma farlo senza cognizione di causa è triste. E soprattutto, non ha nulla a che vedere con il confronto democratico.
La lega ha detto Si.. e te credo…ma ci siamo tutti scordati come prese la laurea il figlio di Bossi detto il Trota???
Trotem e tabù della trota.
S’imponga il bollino del monopolio di stato sulle trote.
Se dovessimo eliminare dal territorio questa Università privata per le condanne subìte, dovremmo eliminare tutti i partiti, a cominciare dal PD.
Sono perfettamente d’accordo con il Rettore Mc Court