Infastidisce bagnina minorenne,
carabiniere interviene e fa resistenza.
Caos sulla spiaggia, denunciato
CIVITANOVA - Un trentenne avrebbe minacciato i militari al Lido del carabiniere. Sul posto è arrivata una volante della polizia, che ha competenza in quella zona della città, e lo ha portato in commissariato. Indagini congiunte

Infastidisce una bagnina minorenne e, ubriaco, semina il caos al Lido del carabiniere a Civitanova: denunciato per resistenza a pubblico ufficiale un albanese di trent’anni, portato in commissariato da una volante intervenuta sul posto.
Intorno alle 11 di questa mattina il giovane, in compagnia di un amico (rimasto tranquillo), visibilmente ubriaco si è avvicinato a una bagnina minorenne e avrebbe tentato di afferrarla ed abbracciarla. La bagnina è scappata via ed in pochi istanti è intervenuto un carabiniere in servizio sul posto.
In quel momento il 30enne avrebbe minacciato i militari presenti, che in quel momento erano fuori servizio. Altri tre carabinieri hanno deciso di intervenire e hanno bloccato l’uomo in attesa dell’arrivo della prima pattuglia disponibile.

L’uomo, incontenibile nonostante i carabinieri cercassero di tenerlo fermo, avrebbe continuato a minacciare i militari. Giunta sul posto la volante del commissariato (la polizia oggi ha la competenza in quella zona della città) l’uomo è stato fatto salire sulla vettura ed è stato trasportato al commissariato per gli accertamenti e i provvedimenti del caso. Sulla vicenda procedono polizia e carabinieri. L’uomo è stato denunciato per resistenza a pubblico ufficiale.
(Leo. Gi.)
#CivitaCiaraBronx
Non sarà dunque mai colma la misura delle inenarrabili atrocità che le schiere degl’invasori perpetrano nella martoriata Civitanova, non peserà dunque mai sulle coscienze dei potenti della Terra la loro totale indifferenza verso questa immane catastrofe umanitaria.
L’assetto immigrazionista mostra il paradosso secondo il quale più un paese perde popolazione, più è sano.
Il paese più sano è monoposto.
Il verso “il paese più sano è monoposto” proviene da una poesia di Massimo Giorgi, un poeta e aforista italiano. La frase è tratta dalla sua raccolta “Fattore R” (LietoColle, 2010), come indicato in una recensione sul sito Poesia, di Luigia Sorrentino (Rai News). In questa raccolta, Giorgi esplora temi complessi attraverso un linguaggio essenziale e metaforico, spesso giocando con paradossi e immagini evocative. Il verso in questione sembra riflettere la sua capacità di condensare significati profondi in poche parole, suggerendo un’analisi critica della società o dell’individuo. Massimo Giorgi è un autore italiano noto principalmente come poeta e aforista. Nato a Frosinone nel 1976, vive a Ceccano (FR) e lavora come funzionario pubblico, ma la sua attività letteraria è significativa. Ha pubblicato diverse raccolte di poesie, tra cui:“L’atlante dei forse” (1998)
“Fattore R” (2010, LietoColle),
“La regola del lupo” (2013)
“Il cambio di stagione” (2019, LietoColle)
La sua poesia è caratterizzata da un linguaggio incisivo, spesso ironico o paradossale, che esplora temi come l’identità, la solitudine, la società contemporanea e il rapporto tra individuo e collettività. È stato premiato in diversi concorsi letterari, come il Premio Montale e il Premio Gozzano, e sue poesie sono state tradotte in inglese e spagnolo. Inoltre, è attivo nel panorama culturale, collaborando con riviste e partecipando a letture pubbliche. Sapendo che il verso viene da Fattore R, possiamo ipotizzare che Giorgi usi l’immagine del “paese monoposto” per criticare l’isolamento individuale in una società che, pur apparendo “sana” (forse in senso funzionale o conformista), perde la ricchezza della condivisione e della collettività. La metafora del “monoposto” potrebbe anche richiamare l’idea di una corsa solitaria, come in un’auto da gara, dove l’individuo è costretto a competere da solo, senza spazio per gli altri.
Nel paese monoposto sta l’ascetico stilita.
L’asceta.
Nel paese monoposto sta l’ascetico stilita.
Sopra il fusto d’una quercia, come un nibbio, si perita.
Non ha pace, né riposo, né mai chiude la pupilla. Guarda il cielo, guarda il sole, guarda il mare, guarda il monte.
Vede l’aquila che vola, vede il falco che s’aggira,
Vede il lume che s’infiora nella notte, e poi s’abbuia. Egli vede le tempeste, vede i lampi, vede i tuoni,
Vede il mondo che si volve, vede gli astri che s’aggirano,
Vede il tempo che si perde, vede l’eterno che s’aggira. Egli vede, egli contempla, egli sospira, egli s’abbuia.
Sopra il fusto d’una quercia, come un nibbio, si perita.
Nel paese monoposto sta l’ascetico stilita.