Pieroni al veleno:
«Io ho rinunciato al mio stipendio,
il sindaco Sclavi no»

TOLENTINO - Lo sfogo del consigliere subentrato dopo le dimissioni di Giordano Tasselli (Tolentino civica e solidale), ma poi passato al Gruppo misto. Ha presentato un ordine del giorno per censurare il comportamento della maggioranza che in un documento aveva definito «restii» i dipendenti degli uffici comunali

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Federico Pieroni

«Quanto è accaduto durante l’ultima assise nel corso dell’esposizione del mio ordine del giorno è stato alquanto irrituale, per non dire imbarazzante. Da più parti della maggioranza mi è stato detto che siedo in Consiglio solo per ottenere cinque minuti di gloria, che a farlo poi sia stato il primo cittadino la dice lunga». La premessa è del consigliere comunale, Federico Pieroni, subentrato dopo le dimissioni di Giordano Tasselli (Tolentino civica e solidale), ma poi passato al Gruppo misto. «Da cinque mesi ho scelto di rappresentare i cittadini e di accettare la mia carica – aggiunge -. Per fare questo ho dovuto richiedere l’aspettativa non retribuita, un diritto garantito dalla nostra Carta costituzionale. Io, a differenza sua sindaco – prosegue rivolgendosi a Mauro Sclavi – da cinque mesi non percepisco più lo stipendio per la scelta che ho fatto. Lei al contrario da tre anni usufruendo della Legge speciale sisma continua a essere un dipendente in servizio presso l’Ast, e quindi a percepire i suoi emolumenti. Inoltre percepisce lo stipendio, lauto, da primo cittadino. La legge speciale sisma le consente tutto ciò, è un suo diritto, ma non venga a fare la morale a me. Tanto più che lei usufruisce di permessi illimitati che le consentono di non prestare neanche un’ora di servizio presso l’azienda sanitaria mantenendo intatto il suo stipendio». Restando sullo stesso tema, Pieroni passa poi a rispondere al consigliere di maggioranza Fabio Montemarani, capogruppo di Tolentino Popolare. «Caro Fabio, durante il tuo intervento hai detto che la mia scelta ha penalizzato e messo in difficoltà l’ufficio in cui ero collocato, ma ti vorrei far notare che è la stessa identica situazione in cui si trova oggi l’azienda sanitaria in cui lavora il nostro sindaco» – sottolinea riferendosi alla carenza di medici negli ospedali. Il consigliere ex alleato del sindaco, oggi nel Gruppo misto, ha presentato un Ordine del giorno – respinto – con l’obiettivo che il Consiglio comunale censurasse il comportamento della maggioranza che in un documento aveva definito «restii» i dipendenti degli uffici comunali. «Al centro del mio ordine del giorno c’era la tutela e l’onore dei dipendenti comunali – dice -. Come ribadito anche nella missiva inviata al Comune da parte del sindacato Cisl Fp Marche ciò che viene contestato ai membri della maggioranza, in particolar modo ai consiglieri, è l’atteggiamento con cui questi si pongono nei confronti della macchina amministrativa. Non è consentito ad un consigliere comunale, seppur con delega, di impartire ordini e/o prendere decisioni
esecutive. Vi sono precise differenze tra il ruolo di un consigliere e quello di un assessore – conclude -. Invito tutti a moderare e fare attenzione alle parole che vengono utilizzate durante le sedute consiliari, non tollererò più che mi vengano messe in bocca parole non mie, non tollererò più che venga messa in discussione la mia moralità».

(Fra. Mar.)


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