Il lupo declassato a sola “specie protetta”
«Passo per sostenere le comunità rurali»

IL VOTO oggi alla Camera, che ha dato l'ok al provvedimento in linea con quanto già deliberato lo scorso anno dall'Unione europea. Esulta il deputato ed ex assessore regionale leghista Mirco Carloni, presidente della commissione Agricoltura: «Nel 2024, nelle Marche sono state registrate 100 domande di indennizzo a causa degli attacchi, tra i centri più colpiti San Severino, Potenza Picena e Montelupone». Venerdì sera un incontro sul tema a Recanati

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lupo«La Lega ha sostenuto con determinazione la procedura d’urgenza del Parlamento Ue per rivedere lo status di protezione del lupo, passando da specie “strettamente protetta” a specie “protetta”. Una decisione che trova oggi il pieno appoggio anche della Camera, con il voto favorevole anche della Lega alla modifica della direttiva Habitat proposta a Bruxelles.

Questo cambiamento è cruciale per le Marche, dove la presenza del lupo sta mettendo a dura prova il settore zootecnico, dando più flessibilità allo Stato e Regioni per gestire il fenomeno e tutelare le attività agricole, cuore pulsante delle nostre aree interne». Così il deputato della Lega Mirco Carloni, presidente della commissione Agricoltura, dopo il via libera della Camera  alla modifica dello status di protezione del lupo previsto da una misura europea che ha modificato la direttiva Habitat per allinearsi al declassamento dello status di protezione del lupo previsto dalla Convenzione di Berna. La proposta è passata con 144 sì, 98 no e 20 astenuti.

«Nel 2024, nelle Marche sono state registrate 100 domande di indennizzo per predazioni da lupo, un dato che testimonia l’entità del problema. I comuni più colpiti sono stati Serra Sant’Abbondio, Pergola, San Severino, Cantiano e Fabriano, dove gli attacchi al bestiame sono ormai all’ordine del giorno.

carloni

Il deputato Mirco Carloni

Ma il fenomeno non si limita alle aree interne: si segnalano predazioni anche in comuni costieri come Osimo, Fano, Ancona, Potenza Picena, Agugliano e Montelupone, a dimostrazione di come il lupo si stia spingendo sempre più vicino ai centri abitati». Carloni sottolinea il dramma vissuto nelle aree interne delle Marche, dove «molti allevatori stanno abbandonando l’attività perché non riescono più a praticare la loro tradizionale pastorizia. Nelle zone montane e collinari, come l’Appennino pesarese, il Fabrianese o il Maceratese, gli attacchi al bestiame rappresentano una minaccia costante, che compromette la sostenibilità economica di queste imprese familiari. La conservazione del lupo è stata importante per la biodiversità, ma oggi è indispensabile un equilibrio che protegga il lavoro degli allevatori e il lupo, riducendo i rischi di predazione e garantendo la sicurezza degli animali al pascolo».

Il declassamento dello status di protezione del lupo, secondo Carloni, è un passo fondamentale per rispondere alle esigenze delle comunità rurali marchigiane. «Questa misura consentirà di adottare interventi più incisivi per gestire la presenza del lupo, specialmente nei territori più colpiti come Serra Sant’Abbondio o San Severino, dove gli allevatori vivono una situazione insostenibile. La Lega si schiera con forza al fianco degli allevatori marchigiani, per garantire loro la possibilità di continuare a lavorare senza il timore di perdite economiche devastanti. Non possiamo permettere che un’attività tradizionale, che rappresenta anche un presidio per il territorio, venga abbandonata a causa di una gestione non equilibrata della fauna selvatica».

Il voto di oggi alla Camera e al Parlamento europeo, conclude Carloni, «è una vittoria del buonsenso e del dialogo tra istituzioni e territori. Continueremo a monitorare l’iter della proposta affinché la modifica alla Direttiva Habitat venga al più presto adottata in Italia e sia applicata in modo efficace, sostenendo le nostre comunità rurali e il loro futuro, senza trascurare l’importanza di preservare l’equilibrio ambientale».

Sul tema venerdì sera alla Sala del Popolo in corso Persiani a Recanati si terrà un incontro pubblico organizzato dall’Associazione nazionale per la tutela dell’ambiente e della vita rurali si confronteranno esponenti locali del mondo rurale e associazioni e comitati di altre regioni che, fa sapere l’associazione, «da anni denunciano la gravità della diffusione incontrollata e senza regole del lupo».

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