Le note di “Bella ciao”
in ricordo di Silvano Bracaccini

MONTEFANO - La sezione locale dell'Anpi ha ricordato il partigiano 20enne ucciso dalle rappresaglie nazifasciste il 26 aprile di 80 anni fa a Capo di Rio di Cingoli

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L’Anpi di Montefano commemora il partigiano Silvano Bracaccini nel luogo della sua uccisione, a Capo di Rio di Cingoli

Tra le note di Bella ciao, si è compiuto ieri pomeriggio il cammino della memoria dell’Anpi di Montefano, sui luoghi del partigiano Silvano Bracaccini, morto in combattimento a Capo di Rio di Cingoli, il 26 aprile del 1944. La presenza dei suoi nipoti e delle rispettive famiglie, ha reso ancora più emozionante il cammino, toccando i luoghi dove il giovane Silvano e gli altri partigiani caddero in quel tragico aprile di 80 anni fa, uccisi dalle rappresaglie nazifasciste, contando numerosi morti anche tra la popolazione civile della zona.

 

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Garofani rossi per il ricordo del giovane partigiano

Dalla frazione di Avenale fino a Capo di Rio, sostando davanti ai cippi commemorativi, i partecipanti – più numerosi di ogni aspettativa, giovani e anziani insieme – hanno accompagnato la presidente della sezione locale Anpi, Nunzia Coppari, nella simbolica deposizione di garofani rossi, emblema di resistenza e libertà. Una breve sosta davanti alla piccola croce in ferro, che segna il luogo esatto della caduta di Silvano, è diventata l’occasione per raccontare la sua storia: quella di un ragazzo appena ventenne che, nei giorni più bui della guerra, scelse la montagna e la lotta partigiana come unico orizzonte di dignità e speranza.

L’Anpi di Montefano – che un anno fa ha intitolato la propria sezione proprio a Silvano Bracaccini – ha voluto rinnovare davanti a tutti la promessa solenne di custodire e trasmettere i valori per i quali tanti giovani caddero: la libertà, la giustizia sociale, la democrazia. Un insegnamento che non si deve scolorire nel tempo, ma che deve essere rigenerato ogni giorno, come quei fiori rossi deposti con rispetto e gratitudine, sotto un cielo che, ancora oggi, sa raccontare il coraggio di chi non si è piegato all’orrore.


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