L’inclusione che funziona:
Unimc premia storie di innovazione sociale
che abbattono barriere
MACERATA - Premiate realtà da tutta Italia oggi pomeriggio all'Aula Sinodale. In videocollegamento anche la ministra Alessandra Locatelli. Il rettore John McCourt: «In un momento in cui si parla di muri, dazi, divisioni, mettiamo al centro la comunità»

Foto di gruppo alla fine della cerimonia
Oggi il palco del Premio Inclusione 3.0 si è acceso di storie che ispirano, uniscono e aprono nuove strade. Persone, progetti e visioni si sono incontrati per dimostrare che l’inclusione è una forza in grado di costruire comunità più giuste, coese e creative. Giunto all’ottava edizione, il riconoscimento promosso dall’Università di Macerata, è stato ospitato oggi pomeriggio dall’Aula sinodale, gremitissima, al termine di quella che il rettore John McCourt ha definito “la settimana più bella dell’anno”, dedicata, appunto, all’inclusione.

La Ministra per le disabilità Alessandra Locatelli in videocollegamento
«Complimenti all’Università di Macerata – è stato il videomessaggio della Ministra alla Disabilità Alessandra Locatelli – che, con la professoressa Catia Giaconi sta portando avanti da tempo progetti su questi temi. La battaglia più importante è quella di vedere negli altri le capacità e non i limiti. Non si può lasciare indietro nessuno se si vogliono comunità sempre più forti e coese». Entusiasta McCourt. «In un momento in cui si parla di muri, dazi, divisioni, la Settimana dell’inclusione, al contrario, mette al centro la comunità – ha detto il rettore – ritroviamo a Macerata tanti amici e colleghi che lavorano in questo campo nel sociale, nella ricerca, nella didattica. Sono progetti meravigliosi, modelli da seguire, uno stimolo per tutti noi. Sarebbero inutili gli eventi pubblici se non ci fosse poi l’implementazione nella nostra quotidianità. Dobbiamo cercare di essere inclusivi nel nostro modo di porci, di pensare l’Università». Tra gli intervenuti, anche la Consigliera regionale Anna Menghi della Consulta Regionale per la Disabilità e la vicesindaco Francesca D’Alessandro. A coordinare la macchina organizzatrice, la delegata del rettore Noemi Del Bianco.

Il rettore John McCourt
I progetti premiati abbracciano una vasta gamma di ambiti, dalla scuola al lavoro, dalla cultura all’arte, e si distinguono per l’approccio concreto e partecipativo all’inclusione. In apertura della cerimonia, il Premio Internazionale è stato assegnato al Centro per le disabilità della Kansas University, un’eccellenza a livello mondiale, per l’impegno globale su ricerca, formazione e inclusione.

Nel settore scolastico, si sono distinti numerosi progetti che coniugano didattica, impresa e creatività. “Il serpe da inzuppo” dell’Ipseoa Varnelli di Cingoli, percorso formativo inclusivo attorno a un biscotto brevettato; “La parola nascosta” del Liceo artistico Cantalamessa di Macerata, gioielli ispirati al braille; “Esplorare per comunicare” dell’Istituto comprensivo Piazza Filattiera 84 di Roma, sulla comunicazione multimodale per disabilità complesse; “Veder oltre” dell’Istituto comprensivo di Simaxis Villaurbana in Sardegna, con uno spazio multisensoriale per l’infanzia; “Aiutami a ricordare” dell’Istituto Orioli di Viterbo con l’asilo nido I Cuccioli e la continuità educativa scuola-lavoro; “Inclusivamente sicuri” dell’Istituto alberghiero Martini di Montecatini Terme, formazione alla sicurezza accessibile attraverso lingua dei segni e comunicazione aumentativa alternativa.

Nel campo della musica e delle arti performative si sono distinti tre progetti. “Orchestra per la pace e l’inclusione” dell’associazione Algos di Catania, musica collettiva interculturale; “Gli amici di Damiano” della cooperativa Sirio di Campobasso, concerti senza barriere; “Teatrinsieme” della Fondazione Franco Moschini al Politeama di Tolentino, teatro accessibile e multimediale.
L’inclusione culturale è stata al centro di iniziative innovative come “Fuori dal centro” dell’Università di Perugia con Atlas Onlus, percorsi universitari personalizzati; “Il CoccoMiao” della cooperativa PromoCultura, libri illustrati con comunicazione aumentativa alternativa; “Museo per tutti” dell’ente L’abilità Onlus di Milano, 46 musei accessibili per persone con disabilità intellettive.
Sul fronte dell’inclusione lavorativa e della vita indipendente, sono emersi progetti capaci di costruire reti solidali e opportunità concrete. “Per non lavarsene le mani” dell’associazione La Tana del Bianconiglio di Torino, tirocini per giovani adulti; “Tuttincluso” a Macerata, bar dove lavorano giovani con disabilità; “App Vite vere” della cooperativa Vite Vere Down Dadu di Padova, supporto per l’autonomia, chiamato da Google a prestarsi a Las Vegas; “Tempo libero senza barriere” della cooperativa L’Integrazione Onlus di Lecce, turismo accessibile.
I premi speciali hanno riconosciuto l’originalità di esperienze capaci di ridefinire l’accessibilità attraverso la tecnologia e la co-progettazione. “kandINskij” ideato da dottorandi dell’Università di Macerata, arte tattile in realtà aumentata; “Plurilinguismo” nella scuola dell’infanzia, convivenza linguistica e culturale; “Incluseum” di PlayMarche e Unimc, museo accessibile co-progettato da persone con disabilità; “Il mercato intergenerazionale” di Vallefoglia, memoria e inclusione tra generazioni.
Verso una società più aperta con la “Settimana dell’inclusione”