Scritta contro la polizia
sul muro dell’ex scuola Diaz:
condanna da Forza Italia e Fdi

PORTO RECANATI - Le parole comparse sull'edificio di corso Matteotti scatenano la reazione dei due partiti: «Un gesto vile e inaccettabile, pieno sostegno alle forze dell’ordine»

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La scritta comparsa a Porto Recanati

«Non ho paura di chi manifesta ma della polizia». È questa la frase comparsa sui muri esterni dell’ex scuola Diaz, lungo corso Matteotti, a Porto Recanati, sotto le bacheche riservate alla comunicazione politica. Una scritta che ha immediatamente sollevato reazioni di sdegno e condanna da parte delle forze politiche locali, che si sono schierate in difesa delle forze dell’ordine.

Fratelli d’Italia Porto Recanati ha espresso il proprio «fermo sostegno alle forze dell’ordine, che ogni giorno garantiscono sicurezza e ordine pubblico con professionalità e dedizione». La scritta, dicono, rappresenta «un atto inaccettabile che nulla ha a che fare con il diritto di manifestare, ma è solo un gesto vandalico che deturpa il nostro patrimonio cittadino. Crediamo fermamente nella libertà di espressione e nel diritto di manifestare, principi cardine della nostra democrazia.

Il diritto di manifestare non può tradursi in episodi di degrado e mancanza di rispetto per le istituzioni e per coloro che ogni giorno lavorano per il bene della comunità. Le forze dell’ordine svolgono un ruolo essenziale e devono essere sostenute, non osteggiate con atti ostili e scritte offensive». Da qui l’invito all’amministrazione comunale affinché intervenga tempestivamente per rimuovere l’imbrattamento e riaffermare «il rispetto delle istituzioni e il valore della legalità».

Anche Forza Italia Porto Recanati ha stigmatizzato il gesto, definendolo «vile, provocatorio e di pessimo gusto». Il coordinamento cittadino ha ribadito la propria «piena solidarietà a tutte le forze dell’ordine, in particolare a quelle che operano quotidianamente nel nostro territorio», sottolineando come episodi del genere rappresentino «il segno evidente di un disagio sociale sempre più diffuso, che non giustifica però azioni lesive nei confronti di chi tutela la sicurezza della collettività».



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