I Musei civici fanno scuola
con laboratorio live di Narrative design
MACERATA - Palazzo Buonaccorsi apre le porte per la prima volta in Italia a un teatro sperimentale, dove il pubblico può assistere gratuitamente alle fasi di creazione di una storia, osservando il lavoro di attori e autori.

Il laboratorio
I Musei civici di Palazzo Buonaccorsi a febbraio aprono le porte al primo laboratorio live di Narrative design in Italia. Grazie alla Fondazione Its cultura, turismo e nuove tecnologie Marche, in collaborazione con il Comune di Macerata, per la prima volta, gli spazi dei Musei civici si trasformano in un teatro sperimentale, dove il pubblico può assistere gratuitamente alle fasi di creazione di una storia, osservando il lavoro di attori e autori.
«Finalmente prende atto quella tanto agognata collaborazione tra mondo dell’arte, dei musei, della formazione per la creazione di nuove professionalità che formeranno, ci auguriamo, una nuova generazione di utenti che, oltre a fruire degli spazi museali, potrà renderli attrattivi per tanti giovani e meno giovani che magari hanno avuto meno occasioni di confrontarsi con certi spazi – afferma l’assessora alla Cultura Katiuscia Cassetta -. Il museo non più visto come luogo ‘polveroso e mortifero” ma luogo di incontro e formazione costante. Uno scambio virtuoso tra professionalità fondamentale per alimentare la curiosità e la scoperta della bellezza degli spazi museali. Un interscambio di cui andiamo particolarmente fieri avendo investito per primi sulla possibilità di offrire a tanti giovani, che vogliono aggiornarsi, gli spazi, le competenze e gli strumenti tecnologici per utilizzare al meglio le nuove tecnologie e ricerche per una reale valorizzazione del patrimonio artistico».
Il laboratorio si inserisce nell’ambito della seconda edizione del corso in Narrative design, produzione videogame e progetti real-time a Macerata, percorso formativo di eccellenza riconosciuto a livello europeo per la sua interdisciplinarità e l’alto livello di competitività dell’offerta didattica, reso possibile grazie alla collaborazione con professionisti di caratura internazionale e alla partnership con Rainbow Academy.
Ideato e condotto dal regista e drammaturgo Alessandro Avataneo il laboratorio nasce da vent’anni di ricerca e sperimentazione nel teatro e nelle arti performative. Si configura come un’esperienza di teatro fusionale, che unisce la pratica attoriale alla creazione narrativa in ambienti all’interno di una performance dal vivo, integrando tecniche di drammaturgia tradizionale con avanzati strumenti di game design e character design propri del linguaggio videoludico. Il metodo che Avataneo pone alla base del laboratorio si fonda sull’idea che ogni forma di narrazione prenda origine dalla scrittura, e che l’autore non possa prescindere dalla propria esperienza corporea nel processo creativo.
Martedì 11, mercoledì 12 e giovedì 13 febbraio, dalle 14 alle 16, la classe di Digital storytelling sarà presente per documentare e raccontare l’evento, un’esperienza formativa unica per lavorare sulla narrazione e il racconto visivo in un contesto reale. Ogni prova aperta sarà un evento unico, un’occasione per immergersi nella forza trasformativa del teatro e della narrazione in un luogo d’eccezione. Anche Gabriele Marchetti, presidente della fondazione Its cultura turismo e nuove tecnologie Marche, ha sottolineato l’importanza di questa iniziativa: «Il Polo tecnologico e culturale Its a Macerata rappresenta un’opportunità unica per gli studenti, un luogo di sperimentazione e crescita che unisce formazione, cultura e innovazione. La collaborazione con i Musei civici e Macerata dimostra come sia possibile costruire percorsi formativi all’avanguardia, valorizzando il nostro patrimonio artistico attraverso strumenti e metodologie nuove. Siamo convinti che esperienze come questa possano avvicinare le nuove generazioni alla cultura e creare figure professionali capaci di interpretare e innovare il settore turistico e culturale».
Il metodo sviluppato da Avataneo, non solo rappresenta un’innovazione nel campo della formazione attoriale, ma, come afferma il regista, «trova applicazione anche in ambiti più ampi come il team building, il capacity building, attività di formazione site-specific che mirano al reskilling e upskilling dei partecipanti, alla valorizzazione e alla rigenerazione territoriale anche attraverso il coinvolgimento di aziende e istituzioni pubbliche».