«L’accorpamento del De Magistris
una scelta politica inammissibile.
Così il rischio è di perdere alunni e prof»

CALDAROLA - Incontro organizzato dal Pd sul demansionamento scolastico proposto dalla Regione, che vedrà l'Istituto accorparsi con il Frau-Leopardi di Sarnano. Il consigliere regionale Carancini: «E' stata la dirigente dell'Usr a confermare che si tratta di una decisione politica presa dalla giunta Acquaroli». Cgil, Cisl e Uil: «Una scelta dal punto di vista geografico totalmente incongrua»

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L’ingresso del De Magistris a Caldarola

«Una scelta politica inammissibile che va a colpire nuovamente un territorio già gravemente provato dal sisma del 2016.». Così il Pd sull’accorpamento dell’Istituto comprensivo De Magistris di Caldarola con il Frau Leopardi di Sarnano. Venerdì sera, infatti, si è svolto proprio a Caldarola un incontro pubblico sul tema dimensionamento scolastico. Hanno partecipato all’evento l’onorevole dem Irene Manzi, collegamento on line, il consigliere regionale Romano Carancini, il consigliere provinciale Andrea Gentili, oltre a Cgil, Cisl e Uil.

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Irene Manzi

Ha aperto l’incontro il sindaco di Caldarola, Giuseppe Fabbroni, che ha portato i saluti dell’Amministrazione e ha in breve illustrato le varie tappe che hanno portato all’accorpamento, sottolineando che fino all’incontro interistituzionale del 13 dicembre 2024, non è stata in nessun modo menzionata l’eventualità che il Comprensivo di Caldarola potesse perdere la dirigenza scolastica. Il sindaco ha anche riferito in merito all’incontro avvenuto tra i sindaci dei cinque Comuni e l’assessora regionale all’Istruzione Chiara Biondi il 29 gennaio. «L’assessore Biondi – è stato spiegato – ha fatto ricadere la responsabilità sulla Provincia, dicendosi disponibile a valutare una diversa ipotesi nell’autunno 2025, qualora si trovi un accordo tra i comuni interessati». 

Manzi ha avuto modo di precisare che «il criterio numerico di 900-1000 alunni per dirigenza non appartiene al Pnrr, ma è stato introdotto dal Governo Meloni, in assenza di un reale confronto con le regioni ed i territori coinvolti e senza criteri di salvaguardia per le aree interne». Gentili dal canto suo ha confermato che «in Provincia non è stata mai fatta l’ipotesi dell’accorpamento di Caldarola con Sarnano. Allo stesso modo era stata scartata l’ipotesi di accorpare Colmurano con San Ginesio – suggerendo eventualmente quella con Mogliano, paese confinante – ipotesi invece ripresa dalla Regione che ha così dimostrato l’assoluta mancanza di rispetto delle indicazioni provenienti dal territorio».

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Andrea Gentili

Carancini ha rappresentato come nei diversi tavoli regionali non fosse mai pervenuto nulla su accorpamenti che riguardassero Caldarola, salvo vedersi recapitare il 27 dicembre una delibera su cui votare il 30 dicembre, che conteneva l’accorpamento di Caldarola con Sarnano. Il consigliere regionale del Pd si è concentrato su quanto accaduto nella Commissione regionale competente, riportando, documenti alla mano, l’iter della discussione all’interno della Commissione stessa. «La scelta dell’assessora regionale all’istruzione Chiara Biondi – ha detto Carancini – è stata una scelta politica. A confermarlo le parole della dirigente del servizio scolastico della Regione, che, nell’illustrare la delibera in cui viene previsto l’accorpamento, evidenzia che si è trattato di una scelta politica della Giunta regionale».

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Romano Carancini

I rappresentanti delle sigle sindacali, Ivan Di Pierro (Cgil), Rocco Gravina (Cisl) e Antonio Spaziano (Uil) hanno infine ricordato come in merito al dimensionamento scolastico hanno iniziato a chiedere il confronto con la Regione fin dal 2023, rendendosi conto delle ricadute sulla continuità didattica e sui territori, «ma – hanno sottolineato – il fatto di venire ricevuti solo a ridosso delle scadenze deliberative ha di fatto impedito un reale confronto». Le organizzazioni sindacali hanno sottolineato in maniera puntuale che «questo accorpamento, geograficamente totalmente incongruo, potrebbe comportare la perdita di alunni, per le difficoltà logistiche delle famiglie, e di docenti, che, costretti a completare il proprio orario in sedi distanti decine di chilometri, decideranno ragionevolmente di chiedere il trasferimento presso altre sedi».

Tra gli interventi quello di Ermanno Pieroni, segretario regionale Confsal, dell’avvocato Mario Cavallaro e di alcuni dei cittadini intervenuti che hanno invitato le Amministrazioni coinvolte ad avanzare ricorso al Tar contro la delibera regionale. 

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