«Non solo lo Sferisterio, in quattro anni
molte difficoltà ad ottenere informazioni
sugli atti pubblici e i soldi spesi»

MACERATA - La critica della consigliera Sabrina De Padova, che accusa l'amministrazione di scarsa trasparenza: «Una situazione che ha reso complicato il mio ruolo, ostacolando il regolare svolgimento delle mie funzioni di controllo e supervisione»

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Sabrina De Padova

«Da sempre, come consigliera comunale di maggioranza, in questi 4 anni di mandato ho riscontrato notevoli difficoltà nell’ottenere informazioni, sia orali che scritte, da parte della maggior parte del personale comunale. Un aspetto che ha suscitato particolare disappunto è stato il continuo rinvio a figure superiori, come gli assessori di riferimento o addirittura il segretario comunale, come condizione per poter ottenere le risposte alle mie richieste. Tale situazione ha reso complicato il mio ruolo di consigliera, ostacolando il regolare svolgimento delle mie funzioni di controllo e supervisione». A parlare è Sabrina De Padova, consigliera eletta con la civica di Parcaroli e poi passata al gruppo misto. La sua è una critica all’amministrazione sulla trasparenza e sulla difficoltà di reperire specifici atti, che dovrebbero essere pubblici a cui un consigliere avrebbe tutto il diritto di accedere.

«Un primo, significativo scoglio che ho incontrato – spiega De Padova – riguarda il bilancio dello Sferisterio. Ho richiesto ripetutamente informazioni sulle singole spese effettuate e quelle previste dai vari assessori, ma spesso ho avuto difficoltà nell’accedere a tali dati. La situazione è ulteriormente peggiorata quando ho iniziato a sollecitare informazioni più specifiche riguardanti i lavori pubblici, incluse le tempistiche di ritardo e le differenze tra i costi preventivati e quelli effettivamente spesi. Queste richieste, in gran parte, sono rimaste inevase o, quando sono state evase, non hanno mai fornito risposte chiare e complete. A titolo di esempio, riporto le date in cui ho costantemente richiesto l’accesso agli atti relativi ai lavori pubblici e per far comprendere meglio la situazione di stallo: 15 marzo 2024, 19 agosto 2024, 17 ottobre 2024, 19 ottobre 2024 e 28 ottobre 2024. Queste sollecitazioni sono il frutto di un lungo periodo di attesa e di tentativi di ottenere informazioni che avrebbero dovuto essere accessibili senza alcun ostacolo. In alcuni casi, le risposte ricevute sono consistite in semplici link a documenti online, spesso un vero e proprio “calderone” di informazioni, privo di una struttura chiara che permettesse di rispondere direttamente alle specifiche richieste. Altre volte, i dati forniti erano irrilevanti o non sensibili, dunque inutili per soddisfare la mia richiesta di accesso agli atti».

«La risposta istituzionale si è quindi rivelata inadeguata e lontana dalle aspettative che un consigliere comunale dovrebbe nutrire nei confronti di un’amministrazione pubblica – attacca la consigliera – In qualità di consigliera comunale ho il diritto inalienabile di ottenere dalle istituzioni, dagli uffici comunali e dagli enti dipendenti tutte le notizie, le informazioni e la collaborazione necessarie per adempiere al proprio ruolo di rappresentanza e di controllo. Questo include il diritto di ottenere copia di tutti gli atti amministrativi e finanziari relativi all’operato del Comune e degli enti da esso dipendenti. È fondamentale che l’amministrazione comunale rispetti e tuteli questo diritto, garantendo la trasparenza necessaria per un buon governo locale. Solo attraverso un adeguato flusso di informazioni, privo di barriere e ostacoli ingiustificati, i consiglieri comunali possono svolgere il loro mandato in modo efficace, al servizio dei cittadini. Al contempo, spero che si possa risolvere quanto prima questa situazione di negazione della trasparenza, affinché non solo i consiglieri possano svolgere il loro lavoro con la dovuta responsabilità, ma anche il personale comunale possa operare serenamente, senza il bisogno di nascondere o coprire le spese sostenute con i soldi dei cittadini. La trasparenza e l’efficienza sono valori imprescindibili per una gestione pubblica sana, e tutti noi dovremmo adoperarci affinché questi principi vengano rispettati in ogni circostanza. Più volte – conclude – ho presentato interrogazioni per comprendere realmente la situazione dei lavori in corso e ho anche evidenziato che la rotazione sugli affidamenti diretti degli incarichi veniva affidata ripetutamente, per ben 14 volte, agli stessi soggetti, anche superando i 150.000 euro, ma non preoccupiamoci, sembra che sia tutto regolare».


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