Guerriglia ai Giardini Diaz,
rissa con machete e spranghe:
in sei finiscono sotto accusa

MACERATA - Oggi si è svolta l'udienza preliminare al tribunale di Macerata, poi rinviata. Tutti egiziani gli imputati, per uno di loro si torna indietro perché l'avviso di chiusura delle indagini non era tradotto. L'episodio contestato era avvenuto nell'agosto 2023 quando due gruppi si erano affrontati

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I Giardini Diaz

di Gianluca Ginella

Ai Giardini Diaz di Macerata c’era stata una sorta di guerriglia con qualcuno che aveva un machete, altri bastoni e spranghe. Una vicenda che è finita con due feriti (entrambi con prognosi di dieci giorni) e sette indagati (di cui uno ancora minorenne all’epoca dei fatti). Fatti che risalgono al 23 agosto del 2023. Era pomeriggio quando due gruppi di egiziani si erano affrontati.

Per quei fatti sono finiti sotto accusa in sei, tutti per rissa e lesioni personali, davanti al gup Giovanni Manzoni del tribunale di Macerata. Sei, non sette, perché per il minorenne il procedimento è separato.

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L’avvocato Simone Santoro

Oggi l’udienza è stata rinviata al 26 febbraio perché gli imputati valuteranno la possibilità di chiedere di fare riti alternativi. Questo vale per 5 degli imputati, mentre per il sesto si torna indietro: dovrà essere rifatto l’avviso di chiusura delle indagini in quanto non era stato tradotto in arabo.

Secondo l’accusa, sostenuta dal pm Francesco Carusi, lo scontro sarebbe andato così: Abdelrahman Ahmed Mohamed Refaei, 27 anni, egiziano, mentre si trovava in compagnia di Ahmed Aly Marey Mohamed, 35 anni, sarebbe stato aggredito da Sohail Khaled Mohamed Abdelsalam, 27, armato di machete, che lo avrebbe colpito al capo e al torace mentre Mohamed Khaled Abdelrahman Abdelsalam, 23 anni, ed un’altra persona rimasta ignota armata di un coltello, avrebbero bloccato il 35enne che era con lui.

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L’avvocato Renato Coltorti

A dare un aiuto a Refaei e a Mohamed sarebbero arrivate altre due persone Hesham Hamada Moatamed, 31 anni, e Farsi Mohammed, 23, (per lui il procedimento è tornato indietro per rifare l’avviso di chiusura delle indagini), insieme al minorenne. I tre sarebbero stati armati di bastoni e spranghe. Era nata, continua l’accusa, una violenta colluttazione tra le due fazioni contrapposte durata circa 10 minuti. Agli imputati vengono anche contestate le lesioni personali perché due dei partecipanti alla rissa (uno per ogni fazione) avevano riportato dieci giorni di prognosi. La prossima udienza si svolgerà il 26 febbraio. Gli imputati sono assistiti dagli avvocati Simone Santoro, Raffaella Cesari, Giuliano Giordani, Renato Coltorti.


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