Due giorni nel gusto:
al via “Terre del tartufo”

PIEVE TORINA - La manifestazione oggi e domani. Angelo Serri di Tipicità: «Il tartufo si conferma un veicolo, una sorta di ambasciatore della marca di Camerino. Qui abbiamo un grande giacimento di qualità, purtroppo non è stato mai pubblicizzato». Su come va la produzione di quest’anno, Fedele Mari, rappresentante di un'azienda di Sellano: «Il mercato è molto fiacco, perché sono carissimi. La produzione è calata a causa del cambiamento climatico». Daniele Angeli: «Pochissimo quello bianco»

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Terre del tartufo

di Monia Orazi

Pieve Torina si trasforma per due giorni nel cuore pulsante del tartufo, ospitando oggi e domani la manifestazione “Terre del Tartufo”, un evento che ha celebrato questo prezioso tubero sotto la regia di Tipicità e con il supporto dell’Unione montana marca di Camerino.

Il presidente dell’ente montano Alessandro Gentilucci ha sottolineato l’obiettivo dell’iniziativa: «Unire la costa alla montagna attraverso degustazioni guidate e fare rete con altre realtà di eccellenza per il tartufo».

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Angelo Serri di Tipicità

A dare voce alla ricchezza del territorio è stato Angelo Serri di Tipicità, che ha raccontato il tartufo come simbolo di biodiversità e opportunità economica: «Il tartufo si conferma un veicolo, una sorta di ambasciatore della marca di Camerino. Racchiude tanti valori, innanzitutto la biodiversità è un indicatore biologico, come ad esempio le api, ma vive in terreni sani dove c’è l’acqua».

Un problema annoso emerso dal suo intervento è la scarsa valorizzazione dei tartufi locali: «Nella marca abbiamo un grande giacimento di tartufi di grande qualità e di grande quantità, purtroppo non è stato mai pubblicizzato ed è andato sempre a finire sui banchi dei mercati di località blasonate per il tartufo, che in gran parte proveniva da qui. Siamo riusciti a coinvolgere ben 23 ristoranti segno che c’è grande interesse, lascia ben sperare. Il tartufo deve essere consumato sul posto, più che esportato e questo consente di attivare una serie di filiere, non solo il commercio ma anche la trasformazione a questo punto la palla passa al privato».

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L’attenzione si è poi spostata sulle sfide produttive. L’imprenditore Daniele Angeli, di Sarnano, ha descritto un’annata particolarmente complessa: «La stagione è poco adatta per il tartufo nero pregiato. Quello bianco è veramente pochissimo quest’anno, con difficoltà di approvvigionamento e prezzi abbastanza alti». Nonostante le difficoltà, il mercato mantiene un interesse internazionale: «Quando il tartufo manca, la richiesta resta alta, soprattutto dall’estero, in particolare da paesi come Inghilterra e Germania».

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Erika Carassai mostra un tartufo

L’esperienza diretta della ricerca del tartufo è stata raccontata da Erika Carassai, che lavora per una azienda agricola di Belforte che ha trasformato la produzione in un’opportunità di turismo esperienziale: «Organizziamo la ricerca del tartufo con il cane per piccoli gruppi e famiglie. Il cane, un lagotto addestrato, ha un fiuto eccezionale: corre nella tartufaia, si ferma e inizia a scavare». Una prospettiva storica è arrivata da Fedele Mari, rappresentante di un’azienda ultracentenaria di Sellano, che ha tratteggiato un quadro critico del mercato attuale: «Quest’anno il mercato dei tartufi va fiacco, molto fiacco, perché sono carissimi. La produzione è calata a causa del cambiamento climatico». Mari ha poi aggiunto una riflessione che racconta la ciclicità della natura: «Non è questione di un singolo anno: in 10 anni capita un’annata di raccolta favolosa e un’altra no. Tutto dipende dalle piogge di luglio, agosto e settembre, che quest’anno non ci sono state, per questo la produzione di tartufi è scarsa».

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Daniele Angeli

L’evento ospita produttori di tartufo, formaggi, salumi, ciauscolo, distillati e altri prodotti tipici, trasformando il palasport di Pieve Torina in una vetrina delle eccellenze dei Sibillini. Non mancano momenti di approfondimento su ambiente e prodotti tipici, degustazioni originali con il tartufo abbinato alla trota ed al pesce dell’Adriatico, con esperti e giornalisti enogastronomici.

“Terre del tartufo”: un viaggio alla scoperta dell’Alto Maceratese tra sapori, cultura e natura

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