«Estorsione per gestire due locali notturni»
In quattro rinviati a giudizio.
Altri 3 a processo per spaccio
DAL GUP - Oggi l'udienza preliminare al tribunale di Macerata. Per tre degli imputati cade l'accusa di falso. Un 34enne ha fatto il rito abbreviato ed è stato assolto con formula piena
di Gianluca Ginella
Quattro persone rinviate a giudizio per una presunta estorsione che sarebbe stata fatta per la gestione di un paio di locali notturni (tra cui una discoteca) a Porto Potenza, altre tre rinviate a giudizio per spaccio di droga e infine una persona è stata assolta con rito abbreviato. Questo in sintesi quanto accaduto nel corso di una udienza preliminare che si è svolta oggi davanti al giudice Claudio Bonifazi del tribunale di Macerata, che ha anche assolto tre degli imputati per uno dei capi di imputazione.
Per quanto riguarda la presunta estorsione per la gestione dei locali, sono stati rinviati a giudizio Marsel Mati, 33 anni, albanese, residente a Tolentino, Shpresa Mati, 61, albanese, residente a Tolentino, Marsida Mati, 30, albanese, residente a Tolentino (tutti assistiti dagli avvocati Gabriele Cofanelli).
I fatti risalgono al 2016. Ci sarebbero state delle minacce, dice l’accusa, per costringere l’amministratore unico della società che aveva in gestione i due locali di Porto Potenza, tra cui una discoteca, a sottoscrivere tre fogli in bianco, e ad apporvi in calce il timbro della sua società che poi sarebbero stati utilizzati dai tre imputati per formare un falso contratto di subaffitto dell’immobile dove stavano i due locali (tutti e tre sono stati assolti dall’accusa di falso). Hanno sempre contestato di aver falsificato il contratto di affitto così come di aver mai estorto il rilascio della firma da parte dell’ex gestore, secondo la difesa il gestore avrebbe richiesto in assoluta autonomia l’aiuto degli imputati per fronteggiare una personale posizione debitoria.

L’avocato Nicola Piccinini
Il quarto imputato per questa estorsione è Nicola Borgogna, 39, residente a Montecassiano, che avrebbe costretto la madre dell’amministratore unico della società che gestiva i due locali a consegnargli 2.500 euro a fronte della presunta cessione di cocaina al figlio per un corrispettivo di 1.450 euro che non sarebbero stati pagati e per farsi consegnare le chiavi dei locali. I fatti risalirebbero al 20 luglio del 2016 e sarebbero avvenuti a Tolentino.
A Borgogna viene poi contestato lo spaccio di cocaina all’amministratore unico della società, per un totale di 80-100 grammi (tra il marzo e il luglio del 2016). Gli episodi di spaccio sarebbero avvenuti a Macerata e a Montecassiano.
Sempre spaccio di droga viene contestato ad altri tre imputati Rodolfo Paolucci, 43 anni, residente a Potenza Picena, Gregorio Guccione, 36, residente a Potenza Picena, Alessandro Giannelli, 50, residente a Potenza Picena. Secondo l’accusa, sostenuta dal pm Stefania Ciccioli, avrebbero ceduto cocaina a Porto Potenza, dal marzo al luglio del 2016, all’amministratore unico della società, per un totale di 400-500 grammi.

L’avvocato Sandro Pugliese
A Borgogna viene poi contestato di aver spacciato 1,1 chili di marijuana che deteneva in auto e che venne trovava nel corso di un controllo, e 13 grammi di cocaina (che aveva in casa). I fatti risalgono al 6 dicembre 2016. L’accusa parla anche di spaccio di 80 grammi di cocaina a due persone, dal gennaio al novembre del 2016. Inoltre deve rispondere di tentata estorsione per farsi pagare 2.200 euro di cocaina da un cliente. Il fatto sarebbe avvenuto tra il novembre 2016 e il gennaio 2017. Sempre a Borgogna viene contestata anche l’usura. Avrebbe prestato 800 euro e 1.200 euro ad una persona e si sarebbe fatto restituire mille euro dopo cinque giorni (per gli 800 euro prestati) e 1.500 euro dopo dieci giorni (per i 1.200 euro prestati). Per questo reato ieri Borgogna, difeso dall’avvocato Nicola Piccinini, è stato assolto al tribunale di Macerata (era anche accusato di una estorsione, sempre nel processo di ieri, e il reato è stato derubricato in esercizio arbitrario delle proprie ragioni ed è stata dichiarata la prescrizione).
Un ulteriore tentativo di estorsione per un debito di droga viene contestato a Borgogna e a Vincenzo Cristiani, 34, residente a San Ginesio. Avrebbero cercato di costringere una persona, che avrebbe avuto un debito di 2.400 euro con Borgogna, a consegnare 150 euro a Cristiani. I fatti sarebbero avvenuti dal marzo 2016 al gennaio 2017 a Macerata. Oggi Cristiani, assistito dall’avvocato Sandro Pugliese, è stato assolto con formula piena. Il pm aveva chiesto la condanna a 5 anni. Il difensore ha chiesto di fare il processo con rito abbreviato sentendo però un testimone, Borgogna. Proprio questa testimonianza sarebbe stata decisiva per l’assoluzione di Cristiani.