«Casa di riposo, stop ai lavori già finanziati.
Così sprechiamo un’opportunità
e rischiamo un danno erariale»

MOGLIANO - L'intervento del gruppo di opposizione Insieme si può che mette nel mirino le scelte dell'amministrazione Luchetti in merito al progetto della precedente giunta: «Sta davvero lavorando per il bene della comunità o sta perseguendo interessi di parte? Il vero obiettivo è forse quello di privare il paese di una struttura nuova e sicura? I fatti sembrano suggerire di sì»»

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L’area dove la precedente amministrazione voleva realizzare la nuova casa di riposo

«La questione della nuova casa di riposo di Mogliano si è trasformata in un vero e proprio terreno di scontro politico, con decisioni che sembrano allontanare sempre più la possibilità di offrire alla comunità una struttura moderna e sicura. Nonostante un progetto già approvato, finanziato e appaltato, l’attuale amministrazione Luchetti ha scelto di rimettere tutto in discussione, rischiando di compromettere un’opera essenziale per il futuro degli anziani e del territorio. Ecco i dettagli di una vicenda che potrebbe costare cara a Mogliano». Così il gruppo di opposizione Insieme si può che interviene sul progetto al centro da mesi di uno scontro politico, quello della realizzazione della nuova casa di riposo nell’area verde del Santuario del Santissimo Crocifisso. E lo fa ripercorrendo tutta la vicenda, che inizia con l’amministrazione Zura, prosegue e arriva a un passo dall’inizio dei lavori con l’amministrazione Cesetti e ora sembra essersi arenata definitivamente con l’amministrazione Luchetti, che ha dalla sua una buona parte di tutti coloro che si erano opposti fin dall’inizio al progetto.

«L’amministrazione Zura, dopo il sisma del 2016, aveva accettato la donazione di un terreno da parte dei Padri Sacramentini con l’intento di delocalizzare la casa di riposo di Santa Colomba, gravemente danneggiata – spiega il gruppo d’opposizione – La scelta era stata confermata dall’amministrazione Cesetti per ragioni non solo di sicurezza sismica, ma anche di natura sociale e sanitaria, soprattutto dopo l’esperienza della pandemia. La progettazione del nuovo edificio è stata portata avanti seguendo tutte le procedure previste, fino alla gara d’appalto indetta dalla Sua della Provincia di Macerata, sulla base dell’ordinanza speciale 30 del commissario per la Ricostruzione. Il costo complessivo dell’opera, pari a 6,5 milioni di euro, è interamente coperto dai fondi della struttura commissariale. Il 24 maggio 2024, l’appalto è stato aggiudicato alla ditta Crucianelli Rest/Edile Srl di Tolentino. Molti di questi atti sono stati oggetto di ricorsi sia in sede amministrativa che civilistica da soggetti privati e da parte del Movimento 313; alcuni membri di tale movimento sono ora in amministrazione».

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Un rendering del progetto della precedente amministrazione

«Con l’insediamento dell’amministrazione Luchetti – prosegue Insieme si può – il progetto ha subito una brusca battuta d’arresto. Dopo una sospensione iniziale di 30 giorni in autotutela, è stata revocata la procedura per l’avvio dei lavori. Atti che hanno un parere negativo di tutti i responsabili della struttura comunale (amministrativo, tecnico, contabile). La giustificazione ufficiale? La tutela del verde pubblico nella zona individuata per la nuova struttura, definita di interesse storico, culturale, sociale e ambientale. Tuttavia l’area in questione, chiusa al pubblico da oltre un decennio, era in precedenza usata prevalentemente come parcheggio. Nondimeno l’attuale amministrazione sembra intenzionata a riportare la casa di riposo nel complesso di Santa Colomba, un edificio vincolato, situato vicino al cimitero e impossibile da adeguare completamente agli standard sismici e sanitari moderni. Questa decisione solleva dubbi e domande: il vero obiettivo è forse quello di privare Mogliano di una struttura nuova e sicura? I fatti sembrano suggerire di sì».

«Nel frattempo – rende noto l’opposizione –  l’amministrazione Luchetti ha commissionato una valutazione preliminare per il recupero del vecchio complesso di Santa Colomba, all’ingegnere Stefano Paciotti, stimato a 5,4 milioni di euro “da intendersi come stima preliminare parametrica scaturita da un confronto con interventi analoghi. La corretta e compiuta definizione dei costi di intervento dovrà essere redatta a seguito dei livelli di progettazione previsti dalla vigente normativa, tenendo conto di tutti gli aspetti peculiari dell’edificio, unitamente alle opportune indagini, prove, rilievi, accertamenti e approfondimenti necessari”. Questo importo, secondo le premesse della stessa perizia, aumenterà con l’elaborazione di un progetto definitivo. La scelta di ristrutturare un edificio vincolato e sismicamente vulnerabile appare dunque poco lungimirante per i fini che ha la giunta Luchetti».

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Il complesso di Santa Colomba

«Si precisa che la Giunta Cesetti – dice Insieme si può – aveva in mente progetti ben più ambiziosi legati al turismo religioso dei cammini francescani, tenendo presente che nel complesso di Santa Colomba sono stati redatti parte dei “Fioretti di San Francesco”. Inoltre si prevedevano altri utilizzi a carattere sociale e culturale capaci di convogliare a Mogliano turisti di qualità. Una struttura nuova, costruita ex novo, garantirebbe standard di sicurezza antisismica e sanitaria superiori, mentre il recupero del vecchio complesso potrebbe tradursi in problemi futuri, sia per l’amministrazione comunale, sia per la struttura commissariale e sia per l’Ufficio speciale per la ricostruzione. Il sindaco Luchetti ha rimesso la decisione al Commissario per la Ricostruzione, Guido Castelli. Chi si assumerà la responsabilità se il complesso di Santa Colomba non dovesse resistere ad un eventuale futuro terremoto o non fosse adeguato alle norme sanitarie che la pandemia ci ha insegnato? Inoltre, revocare il progetto già approvato comporterà altri costi: penali per la rescissione del contratto con la ditta appaltatrice, il pagamento del progetto esecutivo già realizzato e il rischio di un danno erariale».

Il gruppo di opposizione ribadisce dunque il concetto: «Costruire una nuova casa di riposo è un’opportunità da non sprecare. Essa – aggiungono – sarebbe situata in una posizione strategica, vicina al centro storico e a servizi fondamentali come un parco comunale, un supermercato, un bar e una chiesa. Questa localizzazione favorirebbe l’integrazione dei residenti ancora autonomi nella vita cittadina e permetterebbe ai cittadini di Mogliano di offrire supporto volontario agli anziani. Dal punto di vista sanitario, poi, una struttura moderna risponderebbe alle norme di sicurezza introdotte dopo la pandemia, con percorsi separati per operatori e familiari, ascensori distinti e linee di ossigeno integrate. Inoltre, l’installazione di pannelli fotovoltaici garantirebbe sostenibilità ambientale e risparmio energetico; installazione impossibile su un immobile vincolato. La scelta di ristrutturare un edificio obsoleto per motivazioni politiche rischia di compromettere il futuro di un servizio essenziale per la comunità. Il progetto della nuova casa di riposo, già approvato e finanziato, rappresenta un’occasione unica per Mogliano. Ogni ritardo aumenta il rischio di perdere i fondi della Protezione Civile, che attualmente coprono l’affitto della struttura temporanea alla Maestà. Se ciò dovesse accadere, i costi ricadrebbero sul bilancio comunale, lasciando Mogliano senza una casa di riposo adeguata. La comunità – conclude Insieme si può – ha bisogno di una struttura sicura e moderna, e il tempo per agire è sempre più ristretto. La domanda resta: l’amministrazione Luchetti sta davvero lavorando per il bene della comunità o sta perseguendo interessi di parte?».

 

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