Tentano di raggirare un’anziana,
venti mesi per i due truffatori
MATELICA - Vittima una donna di 82 anni che aveva ricevuto una chiamata da una persona che si spacciava per il nipote. Oggi la direttissima al tribunale di Macerata, entrambi hanno patteggiato
Tentata truffa ad una anziana di Matelica, i due arrestati patteggiano 20 mesi e tornano liberi. In manette sabato sono finiti un 28enne di Napoli, Gabriele Mendozza e un 50 enne, pure lui partenopeo, Massimo Rivelli.
I carabinieri li hanno fermati a Matelica mentre si trovavano in auto vicino alla casa di una donna di 82 anni che in precedenza aveva ricevuto una telefonata da un uomo che diceva di essere suo nipote. Per l’accusa sarebbero stati gli arrestati a fare quella telefonata insieme ad una terza persona rimasta sconosciuta.
Il finto nipote aveva detto alla donna che aveva bisogno immediato di soldi per pagare delle bollette scadute e che sennò potevano esserci delle conseguenze dannose per sua madre. Nella telefonata venivano usati i nomi sia del vero nipote della 82enne che della di lui madre e figlia dell’anziana.
La richiesta era di prendere tutto l’oro che la donna aveva in casa. E lei, preoccupata per quella telefonata, aveva messo insieme l’oro, per un valore di circa 12mila euro. Avrebbe poi dovuto consegnarlo ai due arrestati che per questo, secondo l’accusa, sostenuta dal pm Francesca D’Arienzo, era andati con un’auto a noleggio davanti alla casa della donna. Il controllo dei carabinieri aveva fatto saltare il piano. Oggi si è svolta la direttissima davanti al giudice Domenico Potetti del tribunale di Macerata. I due imputati, assistiti dall’avvocato Daniela Di Fenza, hanno patteggiato 1 anno e 8 mesi per tentata truffa. Conclusa l’udienza sono tornati liberi.
(Gian. Gin.)
«Nonna, mi serve tutto il tuo oro» Sfuma truffa da 12mila euro, due uomini in manette
Se manifesto mi mettono in galera, se imbratto un monumento mi mettono in galera, ecc.
Ma se provoco un trauma che la povera signora di 82 anni non dimenticherà più provando a rubargli quanto più possibile mi rimettono in libertà dandomi una pacca sulla spalla chiedendomi di non rifarlo più. Ma non si vergognano minimamente.
Incredibile: “CONCLUSA L’UDIENZA SONO TORNATI LIBERI” povera Italia