«A Macerata oltre 11mila over 65:
servono un censimento e più case di riposo»
L'INTERVENTO dell'ex direttore Erap e consigliere comunale Pd: «Tremila anziani vivono da soli, servirebbe un approccio più attivo da parte del Comune: si potrebbero utilizzare giovani stagisti per questa ricognizione. E poi perché spendere soldi del Pnrr per scuole enormi come quella di Tolentino anziché usarli per nuove residenze per le persone in età più avanzata?»

Daniele Staffolani
Oltre 11mila over 65 a Macerata, di cui circa 3mila vivono da soli, mille di questi ultimi con età superiore a 80 anni. Un dato preoccupante, che offre spunti di riflessione secondo Daniele Staffolani, già direttore provinciale dell’Erap ed ex consigliere comunale Pd.
«Com’è noto, anche a Macerata, come in molte altre città, negli ultimi anni si sono registrati diversi casi di anziani morti in solitudine nei loro alloggi, senza che nessuno se ne accorgesse, ritrovati senza vita dopo anche molto tempo – rimarca Staffolani – sarebbe allora opportuno, senza soffermarsi sul mero dato statistico, che i servizi sociali comunali passassero da un approccio, per così dire, di attesa del soggetto che ad essi si rivolge per chiedere aiuto ad una condotta “attiva”, volta alla ricerca dei casi meritevoli di attenzione da parte delle istituzioni pubbliche, anche perché spesso vi è una certa ritrosia o oggettiva difficoltà degli interessati nel rivolgersi agli uffici competenti. Ciò potrebbe avvenire mediante un censimento analitico dei soggetti che vivono da soli, magari limitandolo ai mille ultraottantenni, per verificarne, mediante accessi mirati nelle relative abitazioni, alcuni parametri fondamentali quali lo stato di salute, la situazione abitativa anche sotto il profilo igienico-sanitario, le condizioni economiche e i relativi mezzi di sostentamento, l’esistenza o meno di eventuali relazioni parentali. E’ evidente che laddove venissero riscontrate situazioni di particolare criticità sotto tali profili, i soggetti interessati dovrebbero essere presi in carico d’ufficio dai servizi sociali e da essi monitorati periodicamente. Viste la carenza di personale e la difficoltà di nuove assunzioni da parte del Comune, tale censimento potrebbe avvenire mediante stage retribuiti di durata limitata rivolti a giovani disoccupati. Si raggiungerebbe così un duplice obiettivo: da un lato evitare, per quanto possibile, il ripetersi di morti in solitudine e dall’altro favorire l’occupazione giovanile».
Ma il numero degli anziani in costante aumento pone anche un’altra problematica di non secondaria importanza, ossia quella delle case di riposo. «Sono decisamente poche rispetto alle attuali esigenze – evidenzia Staffolani – si tratta di una tematica di cui poco si parla, anche nei convegni, sulla quale mi pare non vi sia la dovuta attenzione da parte delle istituzioni, tanto che, in relazione alle lunghe liste di attesa anche a Macerata, molti anziani sono costretti a trasferirsi in strutture in comuni lontani dai propri affetti, ovvero a trovare accoglienza in case di riposo private con rette elevatissime. Per rimanere in provincia, non mi pare che con i tanto sbandierati fondi del Pnrr sia prevista la realizzazione di nuove case di riposo, mentre invece, con gli stessi fondi, sono previsti giganteschi istituti scolastici per mille studenti. Si pensi a quello di prossima realizzazione a Tolentino per circa 30 milioni di euro che probabilmente, una volta ultimato fra 3-4 anni, ne ospiterà un numero decisamente inferiore a causa del calo demografico. E’ dunque auspicabile che i fondi pubblici vengano gestiti con maggiore oculatezza e destinati a quelle che sono le reali necessità della popolazione».
L’Avulss parte dalle cinque W per indagare le tematiche dell’invecchiamento
Le case di riposo sono un concetto da superare, ormai si va verso comuni di riposo che poi formeranno province di riposo e così via.
Quindi diciamo che circa un terzo del totale degli abitanti di macerata è over 65…considerato che siamo circa 39000…
Bravo, Daniele.
Ma in concreto questi stagisti che cosa dovrebbero fare? Esistono elenchi di ultrasessantacinquenni – con indirizzo di casa – che vivono da soli? L’anagrafe è in grado di produrre in cartaceo o on line questi elenchi?
se invece di pagare miliardi per i clandestini degli ultimi dieci anni e altrettanti per mantenerne parte in carcere ci aveste fatto le case di riposo forse il discorso avrebbe senso.
Condivido pienamente l’argomentazione di Daniele.
Sunt lacrymae rerum…