Fonte Agliana, restauro al termine:
saranno recuperati 15mila litri d’acqua
MACERATA - Il progetto ha un costo di 600mila euro finanziato con i fondi del Pnrr. Il primo recupero, negli anni Ottanta del secolo scorso, fu fatto da Gabor Bonifazi con l’ausilio dell’Impresa Alfredo Monteverde e, una seconda volta, nel luglio del 2019 dall'assessore Silvano Iommi, con l’opera di Apm

Fonte Agliana
di Luca Patrassi
In fase di ultimazione l’intervento di recupero di Fonte Agliana, progetto del valore di 600mila euro finanziato con i fondi del Prr e sostenuto dal Comune, in particolare dall’assessore all’Urbanistica Silvano Iommi. Già in questa fase il colpo d’occhio è particolarmente suggestivo ed indica come si tratti di uno spazio riconquistato che può diventare anche un luogo di incontro, un punto di aggregazione.

La finalità dell’intervento: «Fonte Agliana è oggi oggetto – spiega l’assessore Iommi – di una radicale e ampia opera di restauro e recupero funzionale con valorizzazione paesaggistico-ambientale, sulla base di un attento e scrupoloso progetto, voluto dall’Amministrazione comunale e redatto dall’architetto Tobia Oresti. Finanziata con fondi Pnrr l’opera si prefigge un duplice scopo, da un lato il recupero di circa 15mila litri d’acqua giornalieri per usi comunali, dall’altro quello simbolico-culturale come luogo attrattivo della memoria condivisa e identitaria, da fruire come parte significante del più vasto teatro paesaggistico. Un paesaggio punteggiato da numerosi fontanili periurbani e residui storici che, come pezzi magnetici sparsi, stiamo cercando di connettere in una rete di percorsi pedonali, ma anche ciclabili, in un’ottica di sostenibilità e fruibilità complessiva della città “post covid” in grado di unire nel tempo la riqualificazione del teatro paesaggistico urbano a quello naturale circostante».

La storia più recente della fonte, i cui primi documenti che ne attestano l’esistenza risalgono al 1100, 1138, nella ricostruzione dell’assessore Silvano Iommi che ha anche guidato per decenni l’Ordine provinciale maceratese degli architetti: «Verso la fine degli anni ’40 del secolo scorso Fonte Agliana, ormai abbandonata e sostituita dal lavatoio pubblico detto “Grottino S. Giogio”, posto proprio all’imbocco dell’”ammattonata” sotto viale Leopardi, venne abbandonata e scomparve sotto un acquitrino in una fitta boscaglia naturale. Tuttavia non restò dimenticata tanto che nel 1984 fu riportata alla luce una prima volta dal compianto architetto Gabor Bonifazi con l’ausilio dell’Impresa Alfredo Monteverde e, una seconda volta, nel luglio del 2019 da me con l’opera di Apm diretta dall’appassionato FernandoPalmieri».



