Divieto di sosta, c’è il matrimonio
e la piazza diventa “privata”.
Esplode la protesta

CIVITANOVA - Autorizzata dall'Ufficio tecnico l’occupazione della piazzetta di San Marone per il parcheggio degli invitati alle nozze. Sui social monta la polemica per l'uso di spazi pubblici in occasione di eventi privati. E un precedente c'era già stato il 10 agosto. Il regolamento comunale parla di concessioni per interesse pubblico

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La piazza di San Marone liberata per far posto alle auto di un matrimonio

di Laura Boccanera

Piazzetta di San Marone riservata per gli invitati ad un matrimonio, sui social esplode la protesta. E’ successo a Civitanova e il precedente c’era già stato lo scorso 10 agosto quando il familiare di un futuro sposo aveva fatto richiesta all’ufficio tecnico di riservare la chiusura di via Vespucci, a Fontespina, nel pieno dell’estate, per lasciar parcheggiare gli ospiti delle nozze.

E sabato è successo di nuovo. Autorizzato dall’ufficio tecnico l’occupazione di 828 metri quadri della piazzetta di San Marone dove insiste il santuario omonimo per le nozze di un’altra coppia, figli di imprenditori.

E’ tutto normale secondo l’ufficio tecnico che autorizza l’occupazione dietro il pagamento della Tosap, anche se non si ha conoscenza di ordinanze dirigenziali o autorizzazioni che consentano la possibilità per i privati di fare questo, come ad esempio hanno fatto altri Comuni disciplinando numero massimo di posti auto a disposizione e orari di permanenza.

E anche all’albo pretorio non c’è traccia dell’autorizzazione (come non esiste neanche il documento col quale è stato autorizzato quello del 10 agosto).

L’unico atto normativo è il regolamento per la disciplina e la tassa di occupazione di spazi ed aree pubbliche che specifica però che le autorizzazioni vengono concesse in virtù di interesse pubblico e in caso di manifestazioni e feste nel rispetto degli organi comunali che regolano i rapporti e in occasione di manifestazioni di carattere politico, culturale o sportivo, sempre dietro autorizzazioni comunali, ma in nessun passaggio è citata la possibilità di un’occupazione per matrimoni.

“Le occupazioni di cui al presente regolamento – si legge all’articolo 8  – sono concesse o autorizzate nel rispetto delle vigenti norme urbanistiche, edilizie, commerciali, di polizia, di circolazione, di igiene, di decoro, tributarie ed altre che per le caratteristiche della occupazione stessa debbano essere ottemperate per la salvaguardia del pubblico interesse. Il dirigente competente concede o autorizza le seguenti occupazioni: occupazioni di spazi sovrastanti o sottostanti il suolo qualora riguardino infissi, impianti e, comunque, elementi accessori e collegati all’immobile confinante con detto suolo, occupazioni con passi carrabili, occupazioni con autovetture adibite al trasporto pubblico, le occupazioni effettuate in occasione di fiere e festeggiamenti nel rispetto degli atti fondamentali dei competenti organi comunali che regolano dette manifestazioni, le occupazioni realizzate da venditori ambulanti, da pubblici esercizi e da produttori agricoli che vendono direttamente il loro prodotto, nel rispetto degli atti fondamentali dei competenti organi comunali che regolano l’esercizio delle attività su spazi e aree pubbliche, le occupazioni realizzate per l’esercizio dell’attività edilizia, le occupazioni realizzate in occasione di manifestazioni politiche, culturali o sportive, nel rispetto degli atti fondamentali dei competenti organi comunali che regolano l’esercizio di dette manifestazioni su spazi e aree pubbliche”.

E tuttavia pare che il precedente abbia fatto scuola e che chi ha necessità di spazio e posti auto per eventi privati possa richiedere al Comune l’affitto della pubblica piazza e pubblica via. Epperò sui social esplode la protesta: sabato infatti era anche il giorno del festival Vita Vita e già il centro era blindato con l’impossibilità di lasciare le proprie auto lungo le vie interessate dalla manifestazione e ad aggravare la situazione anche il cartello di divieto di sosta nella piazzetta. Una cartellonistica peraltro errata dal momento che non recava la dicitura “eccetto autorizzati”.


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