Il rapinatore dell’Autogrill ha un nome:
denunciato un 40enne.
Potrebbe aver colpito altre 2 volte
CIVITANOVA – L’uomo è stato trovato nel Fermano a poche ore dal colpo di ieri all’area di servizio Chienti nord in superstrada. Polizia e carabinieri lo hanno trovato a lavare delle scarpe infangate. Il colpo messo a segno con uno spruzzino e nascondendo il volto con una busta di plastica. Indagini anche sugli assalti in altri due punti di ristoro a Montecosaro e Tolentino

Il capitano Angelo Chiantese comandante della Compagnia dei carabinieri di Civitanova
di Laura Boccanera
Individuato il rapinatore dell’autogrill, è un 40enne che è stato denunciato. Dopo il colpo di ieri aveva nascosto sotto un albero lo spruzzino con la candeggina con cui aveva minacciato le cassiere del bar (diceva contenesse acido) per farsi consegnare 400 euro. Individuato in un’abitazione di fortuna in un comune del Fermano: all’arrivo della Squadra mobile di Macerata e dei carabinieri della Compagnia di Civitanova stava lavando le scarpe ancora sporche di fango. Trovato anche denaro in contante.
In meno di 24 ore polizia e carabinieri sono giunti all’individuazione del responsabile della rapina che l’altra notte ha colpito nell’area di servizio Chienti nord lungo la superstrada a Civitanova in direzione monti.
L’uomo, poco prima dell’alba, si era introdotto nell’Autogrill con il volto travisato da una busta di plastica e qui con uno spruzzino che aveva dichiarato contenesse dell’acido ha minacciato le due cassiere intimando di consegnare l’incasso.
Dopo essersi impossessato del bottino, il 40enne è scappato a piedi per le campagne retrostanti l’area di servizio facendo perdere le proprie tracce e sfuggendo alla vista della commessa e della responsabile dell’esercizio commerciale che avevano provato ad inseguirlo.
Sul posto sono arrivati i carabinieri della Compagnia di Civitanova e gli agenti della Squadra mobile di Macerata, impegnati già da alcuni giorni nelle indagini relative ad una serie di rapine analoghe avvenute con le stesse modalità, sempre ai danni di Autogrill. Ad agosto infatti ad essere state oggetto di un tentativo di rapina e di un’altra andata a segno sono stati gli autogrill lungo la superstrada a Tolentino e tra Montecosaro e Civitanova in direzione mare.

Il commissario capo Anna Moffa che dirige la Squadra mobile
La sinergia fra polizia e carabinieri ha permesso in breve tempo di individuare la via di fuga percorsa dal rapinatore e ritrovare gli oggetti utilizzati nella rapina, la busta in cellophane utilizzata per nascondere il volto e lo spruzzino di cui l’uomo si era liberato durante la fuga, nascondendoli sotto un albero.
Una volta ricostruito il percorso di fuga, sono stati analizzati i sistemi di videosorveglianza dell’area interessata e sono state raccolte alcune testimonianze dei residenti, che hanno permesso di individuare l’auto utilizzata dall’uomo per dileguarsi. In questo modo polizia e carabinieri sono risaliti al responsabile che si nascondeva in un’abitazione di fortuna nel fermano. All’arrivo degli uomini della squadra mobile e dei carabinieri, è stato trovato intento a lavare un paio di scarpe, probabilmente le stesse utilizzate per l’attraversamento dei campi durante la fuga e coperte di fango, ed è stato trovato in possesso di una consistente somma di denaro, verosimilmente, parte di quanto sottratto nella rapina.
Ma le indagini proseguono, in sinergia coi carabinieri della Compagnia di Tolentino per capire se il 40enne possa essere l’autore anche degli altri due colpi avvenuti negli Autogrill ad agosto (a Tolentino e Montecosaro) e se possa aver avuto dei complici.
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ARRESTATO IL BRIGANTE DELLA BASSA.
Dopo un mese di scorribande nella Bassa Val di Chienti mentre cercava di risalirla e trasferirsi nella Media, è stato arrestato il,famigerato bandito che ha terrorizzato la zona con inenarrabili rapine la cui crudeltà d’azione ha terribilmente scosso i preoccupatissimi avventori che lo hanno traumatizzato urlandogli dietro, evitando così di aumentare il già succulento bottino. Fatale sembra sia stato il selfie fatto nell’ultima rapina mentre indossava la tecnologica maschera in leggero ma impenetrabile Cellophane con buchi attrezzati per rendere migliore sia la visibilità che la respirazione. Fatale per il suo arresto sembra l’uso della famosa pista detta del Pollicino dove lasciando come segnali la sua utensileria tra cui la tremenda pistola tipo spruzzatore per tutte le superfici attaccate dal calcare e la sua targa automobilistica in inchiostro simpatico che però l’umidità del fiume Chienti ha reso vano. Tutto ciò ha permesso di seguirne le orme ben impresse nel terreno e sulle scarpe che si è portato fino al rifugio, così ben protetto che quasi sfuggiva ai sofisticati radar di ultima generazione, quella Z che non so che significa ma male non ci sta. Il processo si terrà nell’aula bunker sotto il giardino della Reichskanzlei , approssimativamente 120 metri a nord dell’edificio, situato in Vossstraße 6. Il servizio d’ordine sarà affidato a membri dell’Afd, probabilmente Sassoni, più esperti.
Poverini, rapinano perché non hanno denaro per mangiare ma sicuramente per andare a
divertirsi
ha rischiato di morire ammazzato per 400€ ? Sarà un tossico ?
Mi ricorda quel tale che una ventina d’anni fa dirottò un pullman di linea (all’epoca andava di moda dirottare gli aerei). Purtroppo, il segnale che se ne ricava – al di là del guasto sociale dilagante – è relativo alle condizioni di miseria popolare sempre più diffuse. Ed è un dato su cui c’è ben poco da scherzare.