Tuffo nel passato,
a Fonte Maggiore si lavano i panni
e la statua della Madonna torna a posto
MACERATA - La giornata ha preso il via con una processione, poi la messa e il pic nic. Dopo la rievocazione, il convegno sulle fonti. L'iniziativa è stata promossa dalla Consigliera di parità Deborah Pantana: «un modo per sottolineare il gran lavoro fatto dalle donne di ogni epoca»

Le lavandaie a Fonte Maggiore
Riappropriarsi dei luoghi storici della città. E’ l’obiettivo delle due iniziative promosse in questi giorni dalla Consigliera di parità della provincia di Macerata Deborah Pantana. Se in occasione dei festeggiamenti per il patrono San Giuliano, la protagonista era stata la vergara, ieri a Fonte Maggiore, sono entrate in scena le lavandaie.

Il posizionamento della statua della Madonna
La mattina si è aperta con una messa e la collocazione di una statua della Madonna, proprio sulla Fonte, in sostituzione di quella originale che è stata asportata da ignoti. «Ho voluto – spiega Pantana- acquistarne una nuova e metterla al suo posto. Ringrazio per questo i vigili del fuoco che hanno consentito di metterla nella nicchia».
Dopo il pic nic, proprio a ridosso della Fonte, è stato il momento atteso delle lavandaie dell’associazione Li Pistacoppi che hanno lavato i panni, proprio come si faceva una volta, tutte insieme con acqua, sapone e olio di gomito. Poi li hanno stesi al sole ad asciugare. Un tuffo nel passato per ricollocare Fonte Maggiore nella dimensione che le appartiene. Proprio in quest’ottica, a conclusione dell’evento, nei locali del Museo La tela si è svolto il convegno “Ritorno alle fonti” che ha visto la partecipazione di Silvano Iommi, architetto e assessore comunale, del giornalista Carlo Cambi e di Francesca Marinelli, presidente del Cif Macerata.
«Con la giornata sul ricordo dell’antico mestiere delle lavandaie – commenta Pantana – abbiamo rinnovato in pieno la tradizione maceratese dei giorni a cavallo di San Giuliano. Abbiamo constatato con mano il gran lavoro delle donne che anche oggi, seppur nella tecnologia più avanzata, ci vede ogni giorno in prima linea nell’adempimento di mille incombenze ancora poco riconosciute».
(a.p.)
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