San Giuliano, il vescovo cita Dante:
«Una città universitaria deve sempre
seguire “virtute e canoscenza”»
MACERATA - Nel pomeriggio è tornata la tradizionale processione delle reliquie e della statua lignea del santo. Nell'omelia, monsignor Nazzareno Marconi condanna la guerra: «Non siamo forse dei bruti se spendiamo il 90% del nostro pensiero per progettare come ucciderci a vicenda?»

Il vescovo Nazzareno Marconi con la reliquia di San Giuliano
Buona anche la seconda. Dopo il ritorno dello scorso anno dopo quattro anni, la processione di San Giuliano è tornata oggi pomeriggio nelle vie del centro storico di Macerata.

Parola d’ordine tradizione e allora come consuetudine il vescovo Nazzareno Marconi ha guidato il corteo con la reliquia e la statua lignea del santo, per poi declamare la sua omelia, nella quale ha ricordato la leggenda del patrono della città come monito per la vita dei giorni nostri: Giuliano, accecato dalla gelosia, uccise per errore i genitori credendo che fossero sua moglie con il suo amante.

«Una storia truce, ma che insegna come l’umanità possa restare primitiva e bestiale anche con una bella casa, con una sposa e con armi nuove ed evolute, con ricchezze che permettono di viaggiare e vedere il mondo – ha rimarcato Marconi – se volete una prova basta aprire gli occhi sulle guerre ipertecnologiche che ci circondano.

Non siamo forse dei bruti se spendiamo il 90% del nostro pensiero per progettare come ucciderci a vicenda, piuttosto che per trovare vie di convivenza, di giustizia e di pace? La seconda parte della “legenda” di san Giuliano è quella che, come pellegrino penitente, lo porterà fino a noi, fino alle rive del Potenza dove finirà la sua vita facendo per carità l’ospitaliere e il traghettatore.

Il prima fila a sinistra il prefetto di Macerata, Isabella Fusiello e il sindaco Sandro Parcaroli
Questa seconda storia ci insegna che la via della ricostruzione di sé, della ricostruzione dell’unità familiare, del recupero della pace interiore e della vera felicità, è lunga e faticosa. Il mio augurio per questo San Giuliano è rivolto a tutti, a partire da quanti hanno responsabilità amministrative e politiche, a tutte le autorità civili e militari. Rileggiamo con mente e cuore ben desti questa legenda fondativa della nostra identità di popolo maceratese. In un mondo che si brutalizza, il primo dovere di una città universitaria è: non disgiungere mai l’impegno di sequela di “virtute e canoscenza”».
Presenti, oltre al sindaco Sandro Parcaroli, e alle autorità civili e militari cittadine e provinciali, anche il consigliere regionale Romano Carancini e la deputata Irene Manzi.
(Foto di Fabio Falcioni)

Da sinistra: Romano Carancini, Irene Manzi, il colonnello Ferdinando Mazzacuva (Guardia di finanza), il colonnello Nicola Candido (carabinieri) e il questore Gianpaolo Patruno


La presidente della Croce rossa, Rosaria Del Balzo Ruiti








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La tradizione si rinnova: al via la fiera di San Giuliano (Foto)
Già la buona Simone Weil aveva sperimentato personalmente come tanta parte del clero ignorasse l’esistenza di quei versetti del Vangelo di Luca in cui l’indignato Gesù condanna: Guai a voi, dottori della legge, che avete tolto la chiave della scienza. Voi non siete entrati e a quelli che volevano entrare l’avete impedito.
Da convertito, dopo essere stato un nemico della Chiesa, mi inginocchio davanti al nostro Vescovo (come lo faccio davanti al mio Arcivescovo di Fermo) con spirito filiale e devozione. Mentre il pianeta, diviso, sta avviandosi verso drammi e olocausti come quelli che abbiamo già percorso per pagare il vecchio Karma, così avverrà per il nuovo karma che dovremo sopportare. Come in Alto, così in Basso: si dice. Nessuno ci fa caso, o non ci crede. Ma in Alto lo scontro avviene tra potenze metafisiche oscure e potenze metafisiche solari. In Basso lo scontro sembrerebbe politico, ma così non è: ci sono forze e personaggi politici che sono per la guerra e la distruzione di umani, ed altre forze e personaggi politici che lavorano per la pace, cercando di arginare la guerra in espansione. Ambedue i fronti al servizio delle due Potenze metafisiche, volontariamente o inconsciamente… Il Vescovo è dalla parte delle potenze solari, secondo il significato dell’Apocalisse.
C’è da pregare, Eccellenza, per questa città di Maria, invasa dalla Tenebra. La vicenda Pamela non è a caso… C’è molto marcio… Ma Nostra Madre Solare non ci abbandonerà, poiché le Tenebre non prevarranno.
Il Vescovo ha enunciato “virtude e conoscenza”? Un Comitato anti fake-news, limpido per come vuole impostare la propria “conoscenza indiscutibile” come “dogma” ideologico e politico e che butta alle ortiche per sue posizioni, invece discutibili, gli articoli 21 e 33 della Costituzione italiana non può rappresentare l’auspicio del Vescovo che venga seguita “virtude e conoscenza” completa nell’Università di Macerata…