Diciotto capolavori di Camerino
in mostra al rettorato
ARTE - Si apre mercoledì l'esposizione delle opere messe in salvo dopo il sisma del 2016. Il sindaco Roberto Lucarelli: «un altro passo in quel percorso che ci porterà a riappropriarci della nostra città»

Roberto Lucarelli, sindaco di Camerino
Tutto pronto per l’inaugurazione della mostra dal titolo “L’arte torna in centro”, esposizione temporanea della collezione civica di Camerino. Mercoledì alle 18,30 il taglio del nastro al palazzo del Rettorato Unicam.
Sono 18 i capolavori che fino al 3 novembre torneranno a risplendere nel percorso dello spazio espositivo, grazie all’iniziativa dell’amministrazione comunale e di Unicam, con il patrocinio dell’Assemblea legislativa delle Marche e l’associazione Corsa alla Spada e Palio, in collaborazione inoltre con la Soprintendenza archeologica belle arti e paesaggio delle Marche. Un’esposizione che anche grazie all’utilizzo della tecnologia e all’esperienza di un percorso sensoriale, consente di rivivere attraverso l’arte la storia di Camerino. Un’occasione unica a disposizione della città per vivere la bellezza e la meraviglia del patrimonio della collezione civica.
«Questa esposizione temporanea rappresenta un altro passo in quel percorso che ci porterà a riappropriarci della nostra città – spiega il sindaco Roberto Lucarelli – grazie all’ospitalità del rettore dell’Università di Camerino, che ha aperto le porte della sua nuova sede nel palazzo che si affaccia su via Pieragostini e sulla facciata della chiesa di Santa Maria in Via, simbolo del terremoto del 2016 che devastò la nostra zona, alcuni dei capolavori della collezione civica lasciano la sistemazione provvisoria dove sono stati relegati ormai da anni per mostrarsi in tutta la loro bellezza, meraviglie che la polvere e l’oscurità non hanno minimamente intaccato. È solo una selezione di quelle opere che furono recuperate e messe in salvo grazie all’operato sinergico della Soprintendenza e del Comune, che tuttavia rappresentano la storia di una città che ha vissuto nel periodo medievale e rinascimentale il suo massimo splendore. E attraverso la scelta delle opere esposte andiamo anche a conoscere i volti di una dinastia che prese le mosse da quella Rocca Varano che il pittore camerte di fine Ottocento Napoleone Parisani ritrae in uno dei suoi quadri più rappresentativi. Un’arte da ammirare e da vivere, con l’utilizzo della tecnologia ma anche attraverso una serie di iniziative che coinvolgono i più giovani, gli stessi cittadini, gli amanti dell’arte e i turisti che negli anni non hanno mai abbandonato queste terre, segnate dalle difficoltà ma sempre ricche di fascino e accoglienza. Un ringraziamento particolare va all’Assemblea legislativa delle Marche che ha concesso il proprio patrocinio e l’invito a tutti a visitare l’arte che torna in centro».
«Questa mostra – sottolinea il vicepresidente del consiglio regionale Gianluca Pasqui – dimostra quanto la cultura e l’arte possano svolgere un ruolo fondamentale per far rinascere la città. La collezione civica non ha mai lasciato Camerino, è stata messa in salvo in alcuni locali della diocesi nei giorni immediatamente successivi al terremoto. Per questo rinnovo il mio ringraziamento all’arcivescovo Francesco Massara, che ha custodito e custodisce tuttora le opere della Pinacoteca. Mercoledì inaugureremo un’esposizione che va a valorizzare, seppure in parte, il tesoro della collezione civica. Al di là del valore artistico, seppure notevole, questi gioielli riuniti in uno spazio del centro ci consentono di riappropriarci di una parte della nostra storia e della nostra identità».