«Le Marche fanalino di coda
per l’utilizzo di mezzi pubblici.
Il 77% usa l’auto per andare a lavoro»
I DATI rielaborati dal centro studi Cisl evidenziano come la nostra regione utilizzino bus, treni e pullman solo il 3,8% contro il 13.7 % del Centro Italia. Il segretario regionale Marco Ferracuti: «Attivare subito il confronto con la Regione per servizio efficiente e rispondente alle esigenze dei cittadini»

Marco Ferracuti, segretario regionale Cisl
«Trasporti pubblici locali, le Marche fanalino di coda per risorse e utilizzo». E’ quanto dichiara la Cisl, che fa un quadro del trasporto nella nostra regione con i dati Istat rielaborati del Centro studi.
«I marchigiani sono un popolo di automobilisti – dice il sindacato – Nel 2023 il 77% dei marchigiani ha usato l’auto per gli spostamenti casa lavoro, un numero esorbitante se lo si confronta con la media del Centro Italia (65%) e dell’Italia al 67%. Se analizziamo il fenomeno, notiamo che non ci sono sostanziali differenze tra le medie di Marche, Centro Italia e Italia per quanti scelgono di andare a piedi, avendo evidentemente il luogo di lavoro a portata di gambe. Una prima risposta arriva invece dai dati di chi utilizza il trasporto pubblico locale: sommando treno, bus e pullman, le Marche sono al 3,8% contro il 13.7 % del Centro Italia e l’11.4% dell’Italia. Negli anni precedenti alla pandemia le percentuali dei marchigiani che andavano al lavoro in auto ricalcano sostanzialmente quelle del 2023, anche se è leggermente più alta la percentuale di chi usava il trasporto pubblico locale. Incidono due fattori concomitanti: il fatto che le Marche sono formate in prevalenza da centri urbani di piccole e medie dimensioni e il fatto che la rete dei trasporti è tarata su percorsi studiati nei decenni trascorsi senza che si sia mai cambiato nulla, che si sia realizzato mai un progetto – ad esempio – per fare arrivare i bus nelle zone industriali evitando la messa in moto e gli spostamenti inquinanti di centinaia di auto. Il trasporto pubblico locale, già scelta residuale dei lavoratori nel periodo pre-pandemico, ha visto ridurre il numero di utenti a partire dal 2020 e ancora oggi fatica quanto meno a tornare ai livelli precedenti. I dati mostrano come gli spostamenti casa-lavoro non abbiano subito sostanziali variazioni negli ultimi 13 anni, segno di un sistema bloccato da logiche corporative sul quale sembra molto difficile intervenire».
«L’obiettivo di ridurre il numero di automobili sulle nostre strade passa dal recupero di un Tpl funzionale ed efficace e da un cambio di mentalità dei nostri concittadini. Le politiche di mobility management e l’introduzione dei Pscl (Piano spostamento casa lavoro) se ben governate e accompagnate da una riforma del settore dei trasporti collettivi, possono rappresentare una spinta importante per recuperare terreno nei confronti dell’automobile», sottolinea il segretario generale della Cisl Marche Marco Ferracuti.
«Il trasporto pubblico – continua sempre il sindacato – viene usato di più nel caso degli spostamenti casa-scuola: la risposta è semplice, c’è la presenza di corse ad hoc diversamente da quanto accade per andare al lavoro. L’auto resta anche in questo caso il mezzo preferito ma con numeri molto inferiori. Nel 2023 la percentuale di studenti che ha raggiunto la scuola con l’automobile, sia come conducente che come passeggero, è stata del 43,3% nelle Marche, del 43,4% nel Centro Italia e del 39,1% in Italia. I dati mostrano come oltre il 50% dei ragazzi in età scolastica si spostino a piedi o utilizzando mezzi alternativi all’auto. E proprio le auto nelle Marche negli ultimi dieci anni sono cresciute per numero di abitanti superando le medie del centro Italia e dell’Italia. La crescita del numero delle auto in circolazione ha determinato un aumento degli incidenti stradali, frequenti in particolare nella parte sud dell’autostrada A14. Le Marche hanno un tragico primato rispetto ai dati del centro Italia e dell’Italia nella statistica legata al numero delle vittime ogni cento incidenti: nel 2021 sono stati 5.65».
«Il potenziamento del Tpl stride però contro una situazione, che si registra da parecchi anni, che vede le Marche fanalino di coda in Italia nel riparto del fondo nazionale trasporti. Ultimi con grande distacco, la penultima regione in graduatoria riceve il doppio dei finanziamenti che arrivano alle Marche. La Regione si è attivata e l’assessore si è impegnato a far valere le proprie ragioni in sede di Conferenza delle Regioni. – evidenzia e rilancia Ferracuti – Rinnoviamo, il nostro invito all’assessore ad iniziare il confronto quanto prima, anche in previsione della gara per l’affidamento del trasporto pubblico locale prevista nel 2026. Non possiamo ridurci a gestire questa delicata e complessa partita con la fretta degli ultimi mesi. È fondamentale affrontarla con l’anticipo necessario per garantire un servizio efficiente e rispondente alle esigenze dei cittadini. La pianificazione e il dialogo preventivo sono essenziali per evitare criticità e assicurare un futuro sostenibile al trasporto pubblico locale nella nostra regione».
Ma qual è la qualità del Tpl nelle Marche? La Regione ha reso noti i risultati del monitoraggio fatto nel 2022. «Complessivamente le corse sono 450, il 31.3% di quelle prese in esame parte in ritardo, il 47.1% arriva in ritardo – specifica la Cisl – L’affollamento: delle 450 corse, 48 viaggiano piene, 41 quasi piene, 135 piene al 50% e 226 quasi vuote. Fatto anche un sondaggio per valutare la soddisfazione degli utenti: la qualità è reputata soddisfacente per quasi tutti i settori, dalla pulizia dei mezzi all’acquisto dei biglietti passando per le coincidenze per i treni».
Il segretario regionale CISL dovrebbe attivare un confronto non solo con la REGIONE ma anche con RFI-TRENITALIA soprattutto per quanto riguarda le linee locali, trasversali alla ferrovia adriatica, come la CIVITANOVA-ALBACINA e la ANCONA-FABRIANO e chiedere conto di maggiore trasparenza ed efficienza non solo versi gli utenti ma anche verso i contribuenti che finanziano investimenti infrastrutturali spesso decisi da politici per loro interessi di consenso elettorale sprecando inutilmente risorse pubbliche senza un’obbiettiva analisi di costi-benefici: fra le cause del marginale utilizzo dei mezzi pubblici c’è anche questo.
Si parla continuamente di mobilità sostenibile, mezzo pubblico, bicicletta ed a piedi poi a Civitanova non si fa altro che fare sottopassi anziché pretendere una gestione più efficiente….
COMPARAZIONI: TRENO E TRAM SU ROTAIA
Il mese scorso sono stato a BOLOGNA con il treno ed ho avuto informazioni sull’inizio dei lavori di una rete di quattro linee tramviarie su ROTAIA (dopo lo smantellamento di circa 40 anni fa) con l’obbiettivo che tale mezzo di trasporto pubblico risulti più competitivo rispetto all’auto privata ed anche ai bus attuali con l’intercettare il maggior numero possibile di passeggeri ribaltando quindi l’attuale situazione.
Le quattro linee fra loro interconnesse per un’estensione complessiva di 57 km. collegano periferie e centro, compresa VIA INDIPENDENZA, con il TRAM CHE VIAGGIA SU ROTAIA IN SEDE PROTETTA CHE AVRA’ L’ASSERVIMENTO SEMAFORICO, DEFINITO ANCHE VERDE SEMAFORICO, CIOE’ UNA PRIORITA’ SEMAFORICA AL SUO PASSAGGIO CON TUTTE LE NUMEROSE CORSIE STRADALI, TUTTI GLI ATTRAVERSAMENTI PEDONALI CHE INCROCIANO IL TRAGITTO DELLO STESSO TRAM (ripeto SU ROTAIA) CHE HA BOLOGNA, OLTRE AD APPORTUNE SEGNALAZIONI ACUSTICHE, TUTTI GLI ATTRAVERSAMENTI SONO POSTI A RASO IN CORRISPODENZA DEGLI ATTRAVERSAMENTI STRADALI, PEDONALI E DI CICLISTI REALIZZANDO PERFETTA ARMONIA E SICUREZZA FRA TUTTI SENZA BARRIERE ARCHITETTONICHE, SBARRE DI PASSAGGI A LIVELLO E SOTTOPASSI, ANZI IN UN QUARTIERE IL PROGETTO DI UN SOTTOPASSO E’ STATO ANNULLATO…
Quanto sopra premesso riallacciandomi al titolo, nel caso di CIVITANOVA credo che in tutto il centro attraversato dalla tratta locale con MACERATA ed ALBACINA, anziché fare il SOTTOPASSO di VIA CARDUCCI ed altri 4 successivi, sarebbe opportuno un sistema analogo con il treno a velocità ridotta, avvisatori acustici, già peraltro praticati, impianti semaforici sopra le sedi stradali di incroci senza, come oggi, aspettare diversi minuti per ritardi del treno per non meglio specificati problemi che penalizzano gli automobilisti mentre agevolano i politici che hanno voluto il sottopasso….
Quali mezzi pubblici?? Matelica-Zona industriale di Tolentino e ritorno ci si mette tra le 6h e 30 e le 9h. Matelica-Piediripa e ritorno minimo 10h. Ma che schifo è? Neanche in Africa. Nelle Marche so bravi solo a fa’ in continuazione festicciole di paese, bravi continuate così !