«Me ne vado da tifoso della Maceratese,
il rapporto con gli abitanti mi mancherà.
Pamela farà sempre parte di questa città»
IL SALUTO del questore Luigi Silipo che si trasferirà a Viterbo. «Pensavo che sarei rimasto più a lungo e non solo un anno. Questo è un territorio con un elevato standard di sicurezza, l'obiettivo deve essere farlo crescere ancora. Ricorderò sempre l'incontro con gli ultras e il rapporto con le persone»

Il questore Luigi Silipo
di Gianluca Ginella
«Macerata deve rendere sempre giustizia a Pamela, lo deve fare facendola vivere, parlandone. Andarmene mi dispiace, e confesso che sono diventato un tifoso della Maceratese». Un saluto più umano che meno formale per il questore Luigi Silipo (in fondo viene dalla Squadra mobile dove si lavora in borghese e non in divisa) che dalla prossima settimana si trasferirà a Viterbo. «Pensavo sarei rimasto più di un anno, ma in fondo ho sempre detto che sarei andato dove fosse stata necessaria la mia presenza».
Dai caffè con il Varnelli, ai pranzi sulla costa, alle domeniche a seguire la Maceratese (certo per lavoro ma alla fine anche il cuore da tifoso) al rapporto con i maceratesi, a partire da chi vive in corso Cairoli dove appena arrivato ha affrontato l’emergenza furti «che credo abbiamo risolto con gli arresti», il questore ha raccontato come in un anno è diventato molto maceratese. E di certo, e lo ha sottolineato più volte oggi incontrando la stampa «mi dispiace andarmene. Certo sono anche curioso di affrontare nuove sfide. Qui però sono stato benissimo, sono stato a casa. Ai colleghi ieri ho detto che un anno può valere una vita, si conoscono tante persone, si stringono tanti legami, si vivono situazioni forti che rinforzano i legami, legami che durano tutta la vita. Non sta a me dire se ho lavorato bene o no, mi sono trovato bene con i prefetti, sia con Flavio Ferdani che con Isabella Fusiello. Con lei parlare era un arricchirsi quotidiano, l’ho ascoltata molto, ho assorbito molto da lei e diciamo mi ha consigliato anche inconsciamente, semplicemente parlando. Poi ringrazio il colonnello Nicola Candido e il colonnello Ferdinando Falco, con entrambi è nata una amicizia. Ho avuto un bellissimo rapporto anche con il procuratore Giovanni Narbone.
L’amministrazione comunale mi ha commosso per il saluto che mi ha fatto, ho sempre avuto un ottimo rapporto con loro e con la Polizia locale. Di Civitanova posso dire lo stesso di Macerata un rapporto franco e diretto con tutti. Quando sono arrivato il mio auspicio era di essere il questore della gente, posso dire di andarmene via sentendomi cittadino di Macerata, ho sempre parlato con le persone, ho girato per Macerata. Mi mancherà il rapporto avuto con gli abitanti, con le persone, in particolare di corso Cairoli, dove c’è stata la prima problematica che abbiamo affrontato, quella dei furti. Penso che lì i problemi li abbiamo risolti perché questo è ciò che riscontro quando ci passo. Quello che mi resterà di più è il rapporto con la gente che mi ha reso felice».
Tra i momenti «che mi porterò ci sono gli incontri nelle scuole, dove credo abbiamo affrontato temi come violenza sulle donne e bullismo riuscendo ad attirare l’attenzione dei ragazzi». E ha ricordato Pamela Mastropietro, la 18enne uccisa nel 2018 a Macerata. «Ho conosciuto la madre, Alessandra, e mando a lei un affettuoso saluto. Pamela farà parte sempre di Macerata. A Roma c’è un murales con una scritta dedicata a Desirée Mariottini che dice “Giustizia per Desirée”. Lo stesso posso dire per Pamela. “Giustizia per Pamela” significa farla vivere, parlarne, farla vivere nei nostri corpi e fuori, fare che sia un esempio positivo e un monito: facciamo attenzione». Il questore ha poi ricordato, tra i momenti più significativi «l’incontro con gli ultras della Maceratese al termine della partita con la Jesina».
I tifosi gli hanno detto “oggi c’è anche il questore” e lui ha spiegato che la domenica seguiva sempre le partite, magari nel settore ospiti, quando era vuoto. Ma c’era sempre. «Abbiamo avuto uno scambio franco e diretto che mi ha fatto piacere. Ho sempre cercato il dialogo con chiunque, poi sono appassionato di calcio (è tifoso della Fiorentina, ndr), anche negli ultras c’è un mondo positivo che ho incontrato fermandomi a parlare con loro sotto la curva della Maceratese. La maggior parte del tifo è un tifo passionale, mi ha fatto piacere vedere squadre che pur giocando in Eccellenza, come Civitanovese, ora promossa e sono felice per loro, e Maceratese, riescono ad attirare tanti appassionati allo stadio». Poi ha confessato: «i derby sono stati veramente belli, mi hanno appassionato. Devo dire che sono diventato tifoso della Maceratese, mi scuseranno quelli della Civitanovese, la loro promozione in Serie D è stata uno spettacolo di calcio. Ci terrei che i tifosi non ricordassero di me solo come il questore dei Daspo ma anche come il questore che ha avuto piacere a fermarsi a parlare con loro sotto la curva».
Poi una riflessione su Macerata «è una città con un elevato standard di sicurezza. La nostra sfida deve essere l’impegno a mantenere questo standard e ad elevarlo ancora di più. Perché questo la gente pretende da noi e ha ragione a pretenderlo. Lascio una questura con grandi professionalità, con personale che potrebbe lavorare bene ovunque. Persone che lavorano con passione e con cuore».
Quando tornerà, si ricordi che le devo un caffè!
Un bravissimo Questore, Macerata sarà sempre la sua casa.
Allora Forza Maceratese e in bocca al lupo per la sua nuova nomina a Viterbo.
I Questori e i Prefetti sarebbe bene che restassero al loro posto per un lasso di tempo necessario a fare ( bene) il proprio lavoro invece di essere avvicendati troppo di frequente.
Il trasferimento del Questore Silipo (un questore che in provincia avrebbe potuto fare molto, considerato il suo brillante curriculum), così affrettato, così repentino, che sia stato voluto dallo stesso o imposto dal Ministero, dimostra quanta poca considerazione a livello governativo viene data al nostro territorio, quanta sottovalutazione vi sia del dilagare del traffico di droga e della colonizzazione in atto da parte di tutte le principali consorterie mafiose, ‘ndrangheta in testa.
…ma qualcuno si è mai chiesto perché Civitanova (e dintorni…) è ‘denominata’ la ‘Piccola Milano’!!? gv
Ennesima scelta nonsense di questo governocchio di incapaci guidato dalla regina incontrastata di questi medesimi incapaci..