Il Fentanyl spaventa anche nelle Marche
«Viene usata come droga da taglio
ma è più pericoloso dell’eroina»
INTERVISTA - Dopo aver flagellato l’America, la droga “degli zombi” sbarca nella vicina Umbria col primo caso rinvenuto in Italia della sostanza. Il direttore del Sert di Civitanova Mario De Rosa spiega effetti e conseguenze e aggiunge: «La cocaina resta la sostanza più diffusa nel nostro territorio»

Mario De Rosa, dirigente del servizio prevenzione
di Claudia Brattini
È scattato in Italia l’allarme Fentanyl: a Perugia è stato analizzata una dose di eroina che conteneva il 5% della pericolosa sostanza che può causare morte dopo soffocamento. Il Fentanyl è un farmaco, ma il suo uso improprio e illegale negli Stati Uniti ha causato una vera e propria strage silenziosa. Ribattezzata anche “droga degli zombie”, questa sostanza, infatti, è venduta come sostituto o droga di “taglio” a basso costo dell’eroina. Per fare il punto sulla nostra provincia, ne abbiamo parlato con Mario De Rosa, direttore del Servizio territoriale dipendenze patologiche dell’Ast 3 di Civitanova.
Nella nostra realtà ci sono casi sospetti?
«Al momento non ci risultano, il primo caso è stato rinvenuto dall’unità mobile di Perugia che ha ricevuto il campione sospetto, è stato analizzato dal laboratorio di medicina legale ed è stato rilevato il Fentanyl, unitamente a eroina, codeina e benzodiazepine. L’Umbria, tuttavia, è vicina e strettamente collegata».
Dottore, ci spiega di cosa si tratta questa sostanza che ha devastato l’America con 100mila morti solo nel 2022?
«L’eco arriva principalmente dagli Stati Uniti, dove le overdosi da Fentanyl hanno causato una strage di morti. Si tratta di un analgesico con una potenza 50 volte più alta dell’eroina e quasi 100 volte superiore a quella della morfina. Infatti, è utilizzato come anestetico e nel dolore cronico o di tipo oncologico. Viene utilizzata dai pazienti in forma di cerotti e in compresse. Vorrei anche sollevare il problema delle dipendenze da oppiacei, come anche l’Ossicodone – altro oppiaceo di sintesi – in quanto creano problemi di dipendenza e andrebbero prescritti con estrema cautela, certamente non per dolori risolvibili con altri trattamenti. Fermo restando che in certi casi sono necessari, ritengo che per certe patologie andrebbero evitati perché in caso di vulnerabilità psichica si possono creare forme di dipendenza e al nostro dipartimento sono capitati questi casi. In America la situazione è certamente diversa, si è proprio verificato un commercio illegale di Fentanyl».
Quali sono i rischi legati all’uso improprio del Fentanyl?
«Il rischio di intossicazione acuta grave è frequente e determina rallentamento della respirazione fino all’arresto con conseguenti danni al cervello, sedazione profonda, coma e morte. Viene spesso utilizzata come “droga di taglio”, aggiunta alla sostanza principale, ma è più pericolosa dell’eroina stessa».
Esiste un protocollo in Italia per contrastare il fenomeno?
«C’è un piano nazionale di prevenzione: da parte degli enti preposti al controllo delle tossicodipendenze – il dipartimento nazionale delle politiche antidroga – è stata data l’indicazione che, qualora dovessero verificarsi casi sospetti come overdosi insolite, non giustificabili rispetto alla modalità del caso, dobbiamo effettuare ulteriori approfondimenti ed analisi dei campioni ematici ed urinari».
Nella sua esperienza sul territorio quali sono le sostanze maggiormente coinvolte nelle tossicodipendenze?
«Sicuramente la cocaina, è un fenomeno davvero molto diffuso e intenso anche tra i giovani. È la sostanza più diffusa nel nostro territorio. Quello che percepiamo è che dilaga anche un abuso di psicofarmaci unitamente ai cannabinoidi».
Sono d’accordo con Mario De Rosa sul fatto di evidenziare i pericoli legati al fentanyl.
Però, come lui stesso dice nell’intervista, il pericolo maggiore, nell’attualità, e il consumo più consistente vengono dalla cocaina, che pericolosi gruppi di criminalità organizzata, specialmente di etnia albanese, stanno commercializzando con guadagni enormi e in maniera massiccia a tutti i livelli e in tutte le fasce sociali, anche a ragazzini molto giovani. E ciò riguarda la costa ma anche l’interno della nostra provincia.
Una dose di crack, che è cocaina trattata in un certo modo, costa appena 5 euro e causa, soprattutto ai più giovani, danni ancora maggiori della cocaina inalata. E la cocaina uccide, uccide molto di più di quanto risulti dalle statistiche, perchè molte famiglie preferiscono che la morte per ictus o per infarto determinata da un’overdose di cocaina venga classificata come morte naturale, per una malintesa vergogna di tipo sociale.
Invece bisogna avere il coraggio di dire la verità per far capire all’opinione pubblica, e soprattutto ai ragazzi, la pericolosità di questa sostanza, che può essere anche letale e comunque distrugge ogni tipo di rapporto sano.
Non sono le vittime a doversi vergognare e nemmeno i loro familiari, a doversi vergognare sono coloro che hanno ceduto e commercializzato la morte e sono tutti coloro che non fanno il loro dovere per fermare questa vera e propria epidemia sociale e sanitaria.
Quando si capirà a livello istituzionale, ed anche nell’ambito delle forze dell’ordine, che la vera priorità, al di là di ogni altro obiettivo o performance richiesta ai fini delle statistiche, è il contrasto alla diffusione della droga, cocaina in primo luogo?
Come si può combattere efficacemente una piaga simile?
Devo aver letto sui social che in Russia chi spaccia droga ai ragazzi viene “giustiziato” dalle forze dell’ordine… E’ vera la notizia?
…be’, chi mette sullo stesso piano chi fa uso di psicofarmaci (che certo, ci sono, si sa benissimo e molte volte aiutano veramente, senza creare i problemi che qualsiasi droga vera e propria crea) e chi si droga, probabilmente non ha capito un fico secco del problema (devastante per la nostra società) e ancor meno quel che chi è veramente competente urla da anni!!! gv
…pollice verso…come volevasi dimostrare!!! Tutto bene…si si… gv